Germania (1919-1945)
"EISERNES KREUZ 1.KLASSE 1939" (CROCE DI FERRO DI 1939 CLASSE DEL 1939 ) CON UN RARISSIMO ATTESTATO DI ASSEGNAZIONE DELL'AGOSTO 1945 IN NORVEGIA
Prezzo: Euro 750,00 - cod. nr. 16380
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Un prigioniero tedesco mentre disinnesca una mina in Norvegia nell'agosto 1945
Il General der Gebirgstruppe Ferdinand Jodl
I due fratelli Jodl: a sinistra Alfred e a destra Ferdinand

Questo eccezionale lotto, proveniente dalla Germania dove è stato ritrovato tra i cimeli di guerra di un veterano della Wehrmacht, rappresenta una rarità assoluta nel campo collezionistico della militaria del Terzo Reich. Diversi, infatti, sono i motivi che lo rendono così raro:
il primo indubbiamente è costituito dalla data di attribuzione della Croce di Ferro di 1° Classe all'Obergefreiten Erhard Geseli, indicata nell'attestato "H.QU. DEN 2.8.1945"
( Quartier Generale 2 agosto 1945 ), quindi quasi tre mesi dopo la capitolazione della Germania.
Il secondo motivo è fornito dall'intestazione del documento: "Im Namen und im Auftrage des Oberbefehlshabers der 20. (Geb.) Armee General der Gebirgstruppe Boeheme wird dem..." ( In nome e per conto del Comandante della 20.Armata Truppe di Montagna, Generale Boheme il...) alla quale segue il nome dell'Obergefreiten
( Caporalmaggiore ) Erhard Geseli appartenente al Pi.Zug/Fest.Jnf.Btl. 665 ( Plotone Pionieri del 665° Battaglione di Fanteria di Fortezza ). In alto, come in tutti gli attestati, una croce di ferro stilizzata con l'indicazione dell'anno 1939 ma, in questo caso, priva della svastica centrale. Balza immediatamente agli occhi la differenza con gli attestati antecedenti l'8 maggio 1945 nei quali l'intestazione è "Im Namen des Fuehrers" ( In nome del Fuehrer ) .
Dopo il nome del decorato, ecco la motivazione altrettanto inusuale: "fur besonders tapferen Einsatz beim Minenraeumen" ( per servizio particolarmente coraggioso nei campi minati ) che può essere spiegata con il nome del firmatario dell'attestato, il General der Gebirgstruppe Ferdinand Jodl, e con la sua posizione gerarchica in quel momento "DTSCH. BEFEHLSHABER D. ZONE TROMSOE" ( Comandante in Capo germanico della zona di Tromsoe ). Il timbro apposto in fondo al documento è quello del "Gen. Kdo XIX. (Geb.)A. K." ( Comando generale del XIX° Corpo d'Armata delle Truppe di Montagna ).
La Croce di Ferro di 1° classe che accompagna l'attestato è quella originale ricevuta dal veterano. Mostra infatti i segni del tempo trascorso anche se le sue condizioni sono più che buone senza che la svastica sia stata cancellata, come accadeva in molti casi simili. Probabilmente il comando del Corpo aveva una scorta di croci che non erano ancora cadute nelle mani dei vincitori e il nostro Obergefreiten ha saputo preservarla occultandola a dovere. La croce non presenta marchi sul retro ma le sue caratteristiche costruttive la fanno attribuire indiscutibilmente alla produzione del fabbricante "B.H.Mayer" di Pforzheim, uno dei più noti fabbricanti dell’epoca al quale era stato assegnato il numero "26" di LDO. Il fermaglio posteriore argentato è del tipo leggermente rastremato come in tutte le croci di prima classe di Mayer.
Altra caratteristica originale delle croci prodotte da Mayer è la tipica forma delle cifre "939" della data che finiscono con una piccola "palla".
La croce misura circa 44 mm di diametro e pesa 16,92 grammi. Sul dritto e’ riprodotta una svastica centrale e l'anno 1939 in basso. Il rovescio e’ liscio con al centro il fermaglio verticale di chiusura.

E' l'insieme degli elementi sopra indicati che accresce la rarità di questo attestato. Tra questi è l'indicazione della località di Tromso che ci aiuta a ricostruirne la sua storia straordinaria.

Tromso è una città della Norvegia settentrionale situata sull'isola con lo stesso nome ed è comunemente considerata la capitale della Lapponia anche se la città più importante è Murmansk in Russia. Quando la Germania invase la Norvegia nel 1940, Tromso diventò per breve tempo la capitale del paese. Il generale Carl Gustav Fleischer, comandante in capo delle forze armate norvegesi, arrivò qui il 10 aprile 1940 dopo un viaggio in condizioni terribili. Da Tromso ordinò la mobilitazione civile e militare, dichiarando tutta la Norvegia del Nord zona di guerra. Il suo piano strategico era quello di sbaragliare prima, con l'aiuto alleato, le forze tedesche a Narvik e poi quello di trasferire la sua divisione nel Nordland per contrastare l'avanzata tedesca dal Troendelag. Dopo il primo successo a Narvik, i suoi piani furono sconvolti dal ritiro delle truppe alleate dalla Norvegia per far fronte all'attacco tedesco in Belgio e Francia, così che dovette lasciare il paese al seguito del Re Haakon VII per rifugiarsi in Inghilterra. Nel frattempo la Norvegia fu interamente occupata dalle truppe tedesche. Nel giugno del 1941, quando la Germania invase la Russia, moltissimi furono i soldati del'Armata Rossa fatti prigionieri e Inviati in un primo tempo in Polonia. Circa 90.000 di essi furono imbarcati sui cargo e spediti in Norvegia nei campi di prigionia per "Untermenschen" ( Subumani ), come venivano considerati i popoli slavi dell'est, e molti di questi giunsero a Tromso. Quando nel 1944 inizò la ritirata delle truppe tedesche dalla Lapponia finlandese, il piano iniziale era quello di mantenere le posizioni intorno a Petsamo in mano al XIX.Gebirgs A.K. del generale Jodl ma presto gli eventi costrinsero l'intera 20.Gebirgsarmee a lasciare la Finlandia per attestarsi su posizioni difensive a nord di Tromso.
All'inizio di ottobre 1944, 53.000 uomini del XIX. Gebirgskorps di Jodl si trovavano ancora in Russia lungo il fiume Litsa. Hitler ordnò al generale Rendulic, comandante della 20.Gebirgsarmee, di fare terra bruciata nel corso della ritirata per non lasciare niente di utile in mano ai russi. Questi incalzarono i tedeschi fino all'area compresa tra il Finnmark occidentale e la zona nord di Tromso. Qui l'avanzata russa si fermò e quest'area divenne una terra di nessuno tra le due forze nemiche. Alcune migliaia di persone, civili rifugiati, disertori e fuggiaschi abitarono questa area fino alla fine della guerra. Erano chiamati "le genti delle caverne" dai luoghi dove avevano trovato rifugio.
Il 5 maggio, quando le truppe tedesche in Danimarca si arresero, il generale Eisenhower inviò un messaggio a Boehme indicandogli le modalità di accoglienza della delegazione alleata incaricata di coordinare la resa. Il 7 maggio Doenitz, rimosse Josef Terboven trasferendo i pieni poteri al generale Boehme. Il pomeriggio seguente la missione alleata arrivò ad Oslo e dettò le condizioni per la resa che prevedevano l'arresto e internamento di tutti i membri del Nsdap, il disarmo e internamento delle SS e l'invio di tutte le forze germaniche in aree ben definite. A quel momento c'erano 400.000 soldati tedeschi in Norvegia su una popolazione complessiva di circa tre milioni e 84.000 prigionieri russi. Dopo la liberazione il governo noirvegese in esilio fu rappresentato fino all'autunno del 1945 da una coalizione guidata da Einar Gerhardsen. Il nuovo governo decise di utilizzare i prigionieri tedeschi per le operazioni di sminamento del territorio. Quando queste operazioni terminarono nel settembre del 1946 si contarono 275 morti e 392 gravemente feriti tra i prigionieri tedeschi impiegati in tale compito. Molti di questi incidenti furono dovuti all'abitudine delle guardie di costringere i porigionieri a camminare più volte sul campo appena sminato per assicurarsi che il lavoro fosse stato ben eseguito. Il governo norvegese sostenne che si trattava di "Forze nemiche arrese", una definizione inventata dagli alleati, per non assegnare ai prigionieri tedeschi la condizione di "prigionieri di guerra", protetti dalla convenzione di Ginevra che avrebbe proibito tale impiego o altri del genere.
Il nostro Obergefreiten Geseli doveva essere uno di questi sminatori obbligati e, per aver meritato la Croce di Ferro di Prima Classe, deve aver compiuto sicuramente una o più azioni di grande rischio e coraggio. L'attestato è firmato di suo pugno da Ferdinand Jodl in qualità di "General der Gebirgstruppe" e "Deutschen Befehlshaber des Zone Tromso". Un attestato simile a questo è pubblicato a pagina 129 del 1° volume "Guide to Third Reich German Documents...and Their Values" di Adrian Forman.

Ferdinand Jodl nacque il 23 settembre 1896 a Landau, nel Palatinato. Figlio di un capitano bavarese di artiglieria in pensione, era il secondo figlio maschio ( il primo era Alfred Jodl, il generale che firmò la resa tedesca a Reims e che venne successivamente giudicato, condannato e impiccato ingiustamente a Norimberga ) di cinque figli. Le tre sorelle morirono tutte molto giovani. La madre era una semplice contadina della Franconia e questa sua estrazione non adeguata alla condizione sociale di un ufficiale, contribuì a rendere difficili le condizioni economiche della famiglia. Malgrado ciò entrambi i fratelli riuscirono ad abbracciare la carriera militare. Ferdinand entrò nell'accademia militare dell'esercito bavarese il 18 aprile 1911 e poi, come "Fahnenjunker" ( cadetto ), nei ranghi del 4. Königlich Bayerisches Feldartillerie-Regiment con il quale allo scoppio della guerra fu promosso Liutenent ( Sottotenente ).
Fece l'intero conflitto nei ranghi del suo reggimento guadagnandosi entrambe le croci di ferro di 2° e 1° classe. Al termine del conflitto entrò nei Freikorps e poi nel Reichswehr-Artillerie-Regiment 21. Trasferito al 7. (Bayer.) Artillerie-Regiment fu promosso Oberleutnant ( Tenente ).
Il 1° febbraio 1931 fu promosso Hauptmann ( Capitano ) e un anno dopo trasferito al Ministero della Guerra a Berlino. Nel 1935 fu destinato come istruttore tattico alla Scuola di Artiglieria di Berlino venendo promosso Major il 1° gennaio 1936. Nel 1938 fu trasferito al Generalkommando del XII. Armeekorps e promosso Oberstleutnant ( Tenente Colonnello ) il 1° gennaio 1939. Con questo incarico partecipò alla campagna di Francia nel 1940 guadgnandosi le barrette 1939 per le sue due croci di ferro del 1914. Il 1° giugno 1940 era divenuto Capo di Stato Maggiore del XII. Armeekorps. Alcuni dopo andò ad occupare la stessa posizione nel XXXXIX. Gebirgs-Armeekorps. Fu perciò coinvolto nella preparazione per l'occupazione di Gibilterra, poi abortita. Il 1° novembre 1940 fu promosso Oberst ( Colonnello ) e il 1° febbraio 1942 divenne capo di Stato maggiore dell'Armee Lappland. Il 1° febbraio 1942 fu promosso Generalmajor e andò ad occupare la stessa posizione nella 20. Gebirgs-Armee, venendo decorato con la Deutsches Kreuz in Gold. Il 1° settembre 1943 venne promosso Generalleutnant. Posto nella Riserva il 1° marzo 1944, fu nominato comandante del XIX. Gebirgs-Armeekorps il 21 aprile 1944 e il 1° settembre nominato General der Gebirgstruppe. Dal novembre la sua unità assunse il nome di Armee-Abteilung Narvik e il 13 gennaio 1945 ricevette la Ritterkreuz. Il 9 maggio 1945 venne formalmente arrestato dagli alleati anche se, rimase ancora nel suo ruolo per alcuni mesi, finchè venne definitivamente imprigionato per essere rilasciato il 2 luglio 1947. E' morto il 9 giugno 1956 ad Essen.

 
 
 
 
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5-2-2012