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| Il General der Panzertruppe Traugott Herr, comandante della 13.Panzer-Division, del LXXVI Panzerkorps e della 10.Armee in Italia |
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Straordinario lotto composto da una Croce di Ferro di 2.classe originale e il relativo attestato che rappresenta una eccezionale testimonianza storica portando la firma autografa di uno dei più importanti comandanti tedeschi schierati a difesa della Linea Gotica in Italia: il General der Panzertruppe Traugott Herr, comandante del LXXVI Panzerkorps.
L'attestato di conferimento della Croce di Ferro di 2°Classe all'Obergefreiten ( Caporale con funzioni di sergente ) Paul Boettcher, è stato firmato il 6 giugno 1942 da Traugott Herr con il grado di Generalmajor quando era al comando della 13.Panzer-Division, che combatteva aspramente sul fronte orientale, avanzando lungo il fiume Oskol, nel settore di Isjum-Kupjansk.
L'Obergefreiten Boettcher faceva parte della 2.Compagnia dello Schuetzen-Regiment 93, cioè del 1° battaglione al cui comando si trovava l'Oberstleutnant von Raczeck. Al comando del reggimento si trovava l'Oberst Dr. Ing. Ritter von Weber.
Lo Schutzen-Regiment 93 venne assegnato alla 13.Schutzen-Brigade della 13.Panzer-Division e dislocato in Alta Slesia. La sera del 27 giugno 1941 il reggimento ebbe il primo contatto con il nemico a Dziatkowice e il giorno dopo prese Rovno. Nel settembre 1941, mentre combatteva a Dnjepropetrowsk, il comandante del 1° Battaglione von Raczeck, venne gravemente ferito. Nell'inverno 1941/42 il reggimento tenne le sue posizioni a nord di Taganrog respingendo gli attacchi russi fino al luglio 1942. Il comando venne assunto dal Oberst Scholz e il 5 luglio il reggimento venne rinominato Panzergrenadier-Regiment 93.
Dopo aver partecipato alla conquista di Rostov, alla fine dell'anno venne schierato sulla testa di ponte del Kuban. Nel 1943 venne coinvolto in numerose battaglie difensive dalla Crimea fino al fiume Dnjeper ed infine nella ritirata attraverso l'Ucraina. Per tutto il 1944, seguendo le sorti della 13.Panzer-Division in ritirata, il reggimento sostenne infinite battaglie difensive Il 25 agosto 1944, dopo l'ennesimo attacco russo con i carri, i resti del reggimento, agli ordini dell'Oberst Barth, ammontavano a circa 200 uomini. Questi continuarono a ritirarsi verso l'interno della Bulgaria per arrivare infine a Budapest dove sostennero la battaglia difensiva della città. Il 10 e 11 febbraio 1945 la divisione ruppe l'accerchiamento russo ritirandosi verso le proprie linee, dove si arrese all'Armata Rossa solo il giorno della capitolazione. E' probabile che l'Obergefreiten Boettcher abbia fatto parte di quel piccolo gruppo che, al comando dell'Oberst Schoeneich, riuscì a raggiungere gli americani che si trovavano a qualche chilometro di distanza. Infatti non risulta essere caduto in combattimento o per le ferite riportate, fino a tutto il 1945. I sopravvissuti della divsione furono deportati nei campi di concentramento della Siberia.
Traugott Herr nacque il 16 settembre 1890 a Weferlingen, in Sassonia-Anhalt.. Entrò nell'esercito prussiano il 18 aprile 1911 come "Fahnenjunker" ( cadetto ) nei ranghi del 1. Brandenburgisches Füsilier-Regiment "Prinz Heinrich von Preußen" Nr. 35 con il quale rimase allo scoppio della guerra. Nella primavera del 1916 fu gravemente ferito e rimase in ospedale fino al febbraio 1917. Ritornò al fronte come comandante di compagnia Infanterie-Regiment Nr. 451. il 28 novembre venne promosso Leutnant e decorato con la "Ritterkreuz des Königlich Preußischen Hausordens von Hohenzollern". Terminò la guerra avendo ricevuto la Croce di Ferro di 1° e 2° classe oltre ad altre decorazioni minori.
Rimase nell'esercito venendo promosso Hauptmann ( Capitano ) il 1° febbraio 1926 e comandante della 4. (MG.) Kompanie vom 9. (Preuß.) Infanterie-Regiment dislocato a Potsdam, dove rimase per sette anni. Nel 1933 fu trasferito alla Scuola di Fanteria di Dresda come "Istruttore Tattico" e promosso Major nel 1934. Promosso Oberstleutnant ( Tenente Colonnello ) il 1° ottobre 1936, e un anno più tardi assunse il comando del III. Bataillons dell' Infanterie-Regiment 33 a Zerbst. Promosso Oberst ( Colonnello ) il 1° agosto 1939 gli venne affidato il comando dell' Infanterie-Ersatz-Regiment 13 di stanza a Magdeburgo.
Il 18 settembre 1939 assunse il comando dell' Infanterie-Regiment (motorisiert) 66
con il quale concluse la Campagna di Polonia ricevendo la barretta per la sua Croce di Ferro di 2° classe. Il 17 ottobre 1940 assunse il comando della 3. Schützen-Brigade con la quale iniziò la campagna di Russia nel settore sud. Per la conquista di Korssum e la costituzione della testa di ponte di Dnjepropetrowsk, venne decorato con la Ritterkreuz il 2 ottobre 1941. Due mesi più tardi assunse il comando provvisorio dell 13.Panzer-Division. Promosso Generalmajor il 1° aprile 1942 divenne ufficialmente comandante della divisione con la quale avanzò nel Caucaso fino al Kuban, ricevendo la Foglie di Quercia per la sua Ritterkreuz il 9 agosto 1942. Il 31 ottobre 1942 venne gravemente ferito alla testa da una scheggia di granata e ricoverato in ospedale dove ricevette la promozione a Generalleutnant il 1° dicembre 1942. Ritornato in servizio ai primi di giugno del 1943 venne posto al comando del LXXVI. Armeekorps in Francia. Il 1° settembre 1943 fu promosso General der Panzertruppe e nominato comandante di tutte le forze corazzate in Italia. Con il suo Panzerkorps prese parte alle operazioni di difesa dopo lo sbarco alleato ad Anzio e Nettuno e il 24 giugno 1944 ricevette una menzione d'onore sul "Wehrmachtbericht" ( Bollettino della Wehrmacht ). Ritiratosi sul fronte adriatico della Linea Gotica, stabilì il comando del suo LXXVI Panzerkorps a Sant'Arcangelo di Romagna durante la "Battaglia di Rimini". Il 24 novembre 1944 venne posto a capo della 14.Armee per un breve periodo. Il 18 dicembre 1944 ricevette le Spade della Ritterkreuz per l'impegno porfuso dal suo LXXVI Panzerkorps nelle battaglie difensive sul fronte italiano. Dopo un breve ricovero in ospedale per una operazione, assunse il comando della 10.Armee il 15 febbraio 1945. Il 2 maggio 1945, dopo la resa delle truppe tedesche in Italia, fu fatto prigioniero dagli inglesi e trasferito nello Island Farm Special Camp 11 dal quale furilasciato e rimpatriato il 12 maggio 1948. E' morto il 13 aprile 1976 ad Achterwehr nello Schleswig-Holstein.
“La battaglia di Rimini”, la più grande battaglia di mezzi mai combattuta in Italia, fu una delle più cruciali (e ignorate) battaglia della 2ª Guerra Mondiale, combattuta da 1.200.000 soldati, da migliaia di aerei, cannoni e carri armati.
I due schieramenti che si fronteggiavano erano costituiti dalla 8° Armata britannica e della 5° Armata americana per gli Alleati e dalla 10 e 14.Armee tedesche. Tra gli alleati combattevano due divisioni di Ausiliari italiani ( 209° e 228° Divisione ) e alcune brigate partigiane con l'8°Armata mentre con la 5° Armata americana combattevano la 210° Divisione, e numerose altre brigate partigiane.
A fianco dei tedeschi della 14.Armee invece combattevano le forze armate della R.S.I.: la 29.SS-Grenadier-Division, la Legione "M" Tagliamento, la Legione "M" Guardie del Duce, la Divisione "Etna", l'8° Battaglione Bersaglieri "Manara" e il Battaglione "Lupo della X Mas. Nell’ offensiva della Linea Gotica intervennero in battaglia, fino a un massimo di 18 Divisioni contemporaneamente in prima linea, con unità provenienti da diversi altri fronti. Delle forze italiane vi furono impiegate anche le divisioni "Monterosa" e "San Marco".
Fu una gigantesca manovra a tenaglia combattuta dalla 8ª Armata britannica sull’Adriatico e dalla 5ª Armata US sugli Appennini. Contro Rimini, già massacrata da 92 incursioni aeree, l’artiglieria alleata sparò 1.470.000 colpi di cannone (contro 1.200.000 a El Alamein e 500.000 a Cassino), e non si contano i grossi calibri delle navi e i colpi tedeschi, mentre gli aerei effettuarono 11.510 missioni, di cui 486 nel solo 18 settembre. Le perdite fino al 21 settembre, ammontarono a oltre 80.000 (compresi i civili), i mezzi corazzati danneggiati o distrutti nel solo settore adriatico furono 754. Complessivamente le perdite furono circa 100.000, italiani compresi. (Il 7 ottobre Alexander aveva calcolato 30.000 perdite alleate e 42.000 tedesche)
La battaglia raggiunse il suo apice alla fine di settembre. Sfondate le Linee Gotiche n.1 e n.2, catturata Rimini porta della pianura padana e dei Balcani, infrante le difese nemiche sugli Appennini, gli alleati minacciavano di accerchiare e distruggere l’esercito tedesco in Romagna. Kesselring sentì di essere stato sconfitto e chiese a Hitler, per ben due volte, di abbandonare l’Italia. Gli Alleati stringevano già la vittoria in pugno ma gli Americani furono fermati a Monte Battaglia. Kesselring, il vincitore, sarà più tardi ricompensato con il comando supremo delle forze tedesche in occidente.