Italia (1919-1939)
INTROVABILE ELMETTO ADRIAN DA COLONNELLO DELLA "REGIA GUARDIA" PRIMI ANNI VENTI
Prezzo: venduto - cod. nr. 15523
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Foto tratta dal nr. 34 di "Uniformi & Armi" del dicembre 1993

Veramente bellissimo e rarissimo elmetto, tipo Adrian grigioverde, per l'uniforme di un colonnello comandante una legione della Regia Guardia negli anni tra il 1919 e il 31 dicembre 1922 quando ne fu decretato lo scioglimento da Mussolini.
L'elmo, che è in eccezionali condizioni di conservazione presenta un fregio frontale di rara bellezza con lo scudo di Casa Savoia smaltato in rosso e l'aquila, in lamierino nichelato , realizzata con fattezze eccezionali .
Sul lato sinistro sono stati applicati i galloni di grado in lamierino nichelato che ne completano l'effetto scenografico. L'interno in pel
le marrone chiaro è quello tipico degli elmi Adrian postbellici così come il soggolo intatto. Una vera rarità degna di figurare in qualsiasi museo oltre che nelle collezioni più prestigiose.

Nell'agosto del 1919, durante il governo Nitti, furono sciolte le Guardie di Città e furono costituiti la Regia Guardia di Pubblica Sicurezza (il 2 ottobre 1919 con 12 divisioni e 40.000 uomini), deputata al mantenimento dell'ordine pubblico e alquanto svincolata da eventuali influenze della politica, ed il Corpo degli Agenti Investigativi (8.000 uomini), specializzato in compiti di polizia giudiziaria.

Finita la Grande Guerra, le forze dellordine e di polizia ( Agenti e Funzionari di Pubblica Sicurezza, le Guardie di Città e quelle carcerarie ) attraversarono una fase di crisi dovuta alla situazione economica generale del paese, al rapporto con il resto della popolazione civile e alla scarsa considerazione in cui i loro componenti erano tenuti da parte dell'autorità governativa.
Per il governo di Francesco Saverio Nitti è chiaro che il vecchio corpo delle Guardie di Città non è più adatto a rispondere al clima prerivoluzionario del Dopoguerra, quindi il 4 Ottobre 1919 decide la riforma della P.S..
Si creano due distinti corpi di Polizia, quello degli Agenti d’Investigazione (più noti come “ agenti investigativi”) ad ordinamento civile, impiegato appunto nei servizi d’indagine, e la Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza, a struttura militare, i cui compiti sono quelli dell’impiego nell’ordine pubblico. Viene creato un Comando Generale sul modello di quello di Carabinieri e Finanza e la struttura territoriale è articolata sulle Legioni, come quelle delle altre forze di polizia militare. A inquadrare il nuovo Corpo sono chiamati ufficiali sia del Regio Esercito che di Carabinieri e Finanza
.

Si arruolano decine di migliaia di guardie, per la maggior parte reduci di guerra, molti provenienti dal Sud, i quali senza un serio addestramento vengono trasformati in poliziotti, con una uniforme grigioverde con le stellette a cinque punte, l’elmetto del Regio Esercito e impiegati nell’ordine pubblico come se si trattasse di una guerra.

Il primo Caduto è il vicebrigadiere Angelo Serra, della Legione di Torino, colpito alla testa il 2 Ottobre 1919 in un agguato e morto in ospedale il 2 Gennaio 1920, appena tre mesi dopo la fondazione del Corpo.
Il 28 Aprile dello stesso anno, a Roma, esplodono violentissimi scontri nei pressi del Colosseo. Appena tre giorni dopo, a Torino le manifestazioni del 1° Maggio degenerano in guerriglia urbana e anche qui scorre il sangue. Nemmeno un mese dopo, il 24 Maggio in via Nazionale a Roma c’è una manifestazione nazionalista degli esuli dalmati. Le guardie regie sparano e muoiono otto persone tra cui tre guardie. In giugno le guardie regie sono nuovamente gettate allo sbaraglio, questa volta ad Ancona dove si è ammutinato un intero reggimento di bersaglieri. A questi si sono uniti centinaia di estremisti di sinistra che hanno gettato il capoluogo marchigiano nel caos. Le guardie regie intervengono insieme ai carabinieri e ai militari lealisti e si ritrovano in una vera e propria guerriglia urbana.
Nella tarda estate del 1920 le fabbriche vengono occupate dagli operai di sinistra armati sino ai denti, le Guardie Rosse, come a Milano, Genova e Torino, ma anche nelle altre città. Il governo riesce a fatica a riportare la calma, ma a prezzo durissimo. Muoiono in tanti e tra questi vi sono altre guardie regie.
Anche la struttura della Guardia Regia subisce dei durissimi attacchi. La verità è che la Regia Guardia non è particolarmente amata tra le gerarchie militari. Se si somma l’ostilità da parte dei vertici delle Forze Armate e dei partiti antifascisti, la progressiva dissoluzione dello Stato liberale che le ha create e lo strapotere dei fascisti che sfruttano le Guardie Regie, ma che per loro non hanno alcuna simpatia dopo l’episodio di Modena del 26 settembre 1921, quando gli squadristi aggrediscono un funzionario di Polizia e le guardie regie intervengono in suo soccorso aprendo il fuoco sui fascisti uccidendone otto, per il Corpo si prepara la fine.
Quando sale al potere Mussolini inizia il conto alla rovescia per il Corpo. E’ l’unica Polizia che può essere toccata, i Carabinieri e la Finanza sono di stretta osservanza monarchica e intervenire su di loro significa porsi in attrito con il Re e l’Esercito. La Guardia invece, è soltanto la creazione dell’Italia liberale ormai scomparsa. Il futuro Duce nomina Capo della Polizia uno dei suoi fedelissimi, il generale Emilio De Bono. E’ l’uomo adatto per farla scomparire, con il pretesto della riorganizzazione delle Polizie. Si approfitta delle festività natalizie per eliminare il Corpo.
Il 31 dicembre 1922 Benito Mussolini, capo del neonato governo, scioglie i due corpi (provocando reazioni violente di una certa gravità da parte delle truppe interessate), che saranno poi, in buona parte, assorbiti all'interno dell'Arma dei Reali Carabinieri. Nell'ambito della stessa manovra, viene creata la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Nell'aprile del 1925 fu (ri)costituito il Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza, che riprendeva se non altro la tradizione dei disciolti corpi, in parte anche per riguadagnare il consenso presso le forze dell'ordine, sceso a livelli di scarsa efficienza a causa dello scioglimento precedente (che aveva collateralmente minato anche l'armonia interna fra i Carabinieri, nei quali erano stati indiscriminatamente versati gli ex-poliziotti) e della crescita di potere della Milizia, con la quale vi furono, durante il fascismo, numerose interferenze di competenze o di fatto.
 
( Notizie storiche tratte dall'articolo di Fabrizio Gregorutti pubblicato sul sito di di Polizianellastoria ) 

 

 15-11-2010