Italia (1919-1939)
BELLISSIMO FREGIO DEGLI "ARDITI DI FIUME" IN ORO 18 KT DONO DI D'ANNUNZIO A LUISA BACCARA
Prezzo: venduto - cod. nr. 15843
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Luisa Baccara in una immagine degli anni venti

Questo fregio degli "Arditi di Fiume" costituisce un reperto storico di eccezionale bellezza e rarità provenendo direttamente dai cimeli personali di Luisa Baccara, la famosa pianista che fu amante e compagna di D'Annunzio nei giorni della Reggenza Italiana del Carnaro e che poi gli rimase vicina al Vittoriale fino alla sua morte.
Il fregio le fu sicuramente donato da D'Annunzio in ricordo del periodo fiumano anche se non ci è possibile sapere se venne fatto appositamente realizzare dal suo gioielliere di fiducia o se si trattasse di un dono a sua volta da lui ricevuto da qualche sezione dell'Associazione Arditi d'Italia. Purtoppo tra le numerose carte lasciate dalla Baccara alla sua morte non vi è alcun cenno a questo gioiello che viceversa è stato ritrovato insieme ai molti altri da lei posseduti tra i quali i gemelli "Gravius Instat" già presentati su questo sito.
Il fregio, in oro a 18 Kt come indica il punzone "750" presente sul rovescio, è stato sicuramente realizzato da un orafo dotato di grande abilità che ha sapientemente unito le parti satinate con la lama lucidata del gladio dando all'insieme un aspetto di straordinaria bellezza. Misura 70 mm di altezza per 45 mm di larghezza e pesa 18,44 grammi.
Il fregio sarà accompagnato da una dichiarazione di autenticità e di provenienza rilasciata da un primario Studio Faleristico milanese.

Lo scrittore e storico Giordano Bruno Guerri, in un articolo pubblicato sul suo blog "il Giornalblog di Giordano Bruno Guerri" il 1° novembre 2009, ha tracciato un bellissimo ritratto di Luisa Baccara e dei suoi rapporti con Gabriele D'Annunzio nei lunghissimi anni della loro convivenza.
Luisa Baccara era nata a Venezia il 14 gennaio 1892. Gabriele d’Annunzio la conobbe in casa di un’altra amante, se ne innamorò e decise di portarla con sé nell’impresa di Fiume. Era il 1919, Luisa aveva 27 anni, lui 56.

Pianista di discreta fama e bravura, non bella, “i capelli selvaggi solcati d’argento”, il “viso olivigno di piccola greca dell’Asia Minore”, suonava il pianoforte con una grazia languida che incantò Gabriele, Vate e Comandante, ormai celebre in tutto il mondo per le sue imprese letterarie, amatorie e belliche.
A Fiume, il futurista/pilota/ardito Guido Keller arrivò a studiare - insieme a Giovanni Comisso, futuro grande scrittore - un piano segreto per rapire la Baccara, sospettata di distrarre troppo l’amante.
Finita l’impresa fiumana, nel 1921 Luisa lo seguì al Vittoriale, a Gardone Riviera. Il 13 agosto 1921, due giorni prima di un incontro con Mussolini organizzato da Francesco Saverio Nitti, D'Annunzio cadde dalla finestra della Sala della Musica, per fortuna al primo piano. Sappiamo per certo che il “volo dell’arcangelo”, come lo definì Gabriele, avvenne mentre Luisa suonava il pianoforte. Con loro c’erano sua sorella minore Jolanda, Aldo Finzi, protagonista del volo su Vienna, futuro sottosegretario fascista agli Interni, e un bambino, il figlio del giardiniere. Un’inchiesta avviata l’indomani dalla Pubblica Sicurezza insinuò che la caduta fosse dovuta a un “fatto colposo”, ma nessuna delle versioni e delle supposizioni dei giorni, dei mesi e degli anni successivi appurò per certo di chi fosse la responsabilità.
Resta il fatto che, da allora, la Baccara venne relegata nella schiera delle ex, benché il declassamento amoroso fosse risarcito dall’elezione a vera padrona di casa e da lunghe lettere d’amore che continuarono a scriversi, benché vivessero sotto lo stesso tetto, tranne che durante i viaggi di lei per le predilette cure termali.
Negli anni, Luisa ebbe scatti di rabbia e di gelosia già usuali quando era la prediletta, figuriamoci dopo. Quando d’Annunzio morì, improvvisamente, a 75 anni, il 1° marzo 1938, Luisa abbandonò la casa. Lei, di anni, ne aveva appena 46, e si distrasse soprattutto con i prediletti viaggi alle terme di tutta Italia: amava in particolare quelle di Acqui, dove c’è ancora una sala intitolata a suo nome. Morì a Venezia, dove era nata il 14 gennaio 1892, ultranovantenne nel 1985 senza cedere a nessuna lusinga perché raccontasse la sua vita con D'Annunzio o mostrasse i documenti di cui disponiamo oggi.

 
Gabriele D'Annunzio e Luisa Baccara
 
 
   

3-4-2011