Italia fino al 1871
LETTERA ORIGINALE FIRMATA DA GIUSEPPE GARIBALDI INDIRIZZATA A FINOCCHIARO APRILE E SCRITTA DA CAPRERA NEL 1869
Prezzo: venduto - cod. nr. 20334
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L'expertise che garantisce l'originalità della firla di Giuseppe Garibaldi, rilasciato dal Dr. Terzo Maffei
Camillo Finocchiaro Aprile ( Foto Archivio Alinari )

Questo eccezionale documento, proveniente da una famosa Casa d'Aste austriaca, costituisce un reperto storico di eccezionale valore sia per la firma autografa del Generale Giuseppe Garibaldi che per la data, il suo tenore e il destinatario della lettera.
La sua importanza è tale da aver richiesto l'autorizzazione dell' "Osterreichsches Staatarchive" ( Archivio di Stato ) di Vienna per consentirne l'esportazione, certificato che, ovviamente, lo accompagna.

L'expertise ghe garantisce l'originalità della firma di Giuseppe Garibaldi è stato redatto dal Dr. Terzo Maffei, il massimo esperto calligrafo di Hitler, Mussolini e dei più famosi personaggi storici  in Italia ed uno dei pochissimi in Europa.

La lettera è stata scritta dal segretario personale di Garibaldi, probabilmente da Giovanni Basso, nizzardo, che fu il segretario prezioso e modesto e mai lasciò il Generale dalla difesa di Roma fino alla morte. Alla Casa Bianca di Caprera era il factotum: tra l'altro, scrisse migliaia di lettere per il Generale. Lettere e plichi giungevano, infatti, a migliaia da ogni parte del mondo e Garibaldi, che a tutti voleva rispondere, fu costretto a farsi aiutare da Menotti, Basso ed altri, riservandosi però sempre la firma, come in questo caso.
La lettera porta la data "Caprera 23 Agosto 1869" e questo ci consente di inquadrare esattamente il momento della vita dell'Eroe in quel giorno: Garibaldi si trovava nella sua casa di Caprera, dove era stato tradotto in "domicilio coatto" dopo la sua ultima fuga dall'isola, il fallimento della rivoluzione romana con la cocente sconfitta di Mentana e il terzo arresto avvenuto a Figline il 4 novembre 1867 con la breve prigionia nel carcere del Varignano fino al 26 novembre. Prima di essere ricondotto a Caprera, Garibaldi aveva dettato un manifesto agli italiani in cui assicurava che se la questione romana, ormai nelle mani degli eserciti italiani e francesi, non fosse stata risolta secondo il voto della nazione, lui sarebbe nuovamente intervenuto. Nella sua isola Garibaldi rimase fino all'ottobre del 1870 quando volle andare a difendere contro i Prussiani quella stessa Francia che per due volte si era opposta con le armi alle sue imprese.

La lettera è indirizzata a Camillo Finocchiaro Aprile, politico e giurista siciliano, che nell'agosto 1869 si trovava a Palermo dove era tornato dopo la battaglia di Mentana alla quale aveva partecipato appena sedicenne con il grado di Tenente datogli dallo stesso Garibaldi.
Figlio di Carolina Aprile e Andrea Finocchiaro, Camillo, nato il 28 gennaio 1951, proveniva da una famiglia della buona borghesia palermitana. Attivo nella Carboneria e di idee repubblicane, nel 1867 si unì ai soldati garibaldini che volevano prendere Roma. La mattina del 25 ottobre Garibaldi decise di attaccare e prendere la rocca di Monterotondo: tra i volontari si distinse il sedicenne Camillo Finocchiaro Aprile al quale diedero i gradi di Tenente. Dopo il fallimento della presa di Roma, Camillo Finocchiaro Aprile ritornò a Palermo restando molto attivo negli ambienti rivoluzionari assumendo successivamente una posizione rilevante nella loggia massonica “George Washington”. Proprio a questo periodo è, infatti, riconducibile la lettera di Garibaldi che così scriveva: "Caro Finocchiaro, grazie per la vostra del 16 e per il programma della Società D'Istruzione in Palermo. Vostro G.Garibaldi".
La Società d'Istruzione di Palermo, come tante analoghe sorte nell'Italia meridionale, aveva chiari intenti antipapali e, sotto la guida del Presidente Giovanni Ciralli, si apprestava a partecipare all'Anticonclio di Napoli dell'8 dicembre 1969, organizzato da tutte le associazioni liberali, republicane, anticlericali e massoniche proprio in concomitanza del Concilio Vaticano I indetto in quella stessa data da Papa Pio IX, che portò alla formulazione del dogma dell'infallibilità del Pontefice.
Nella prima seduta dell'Anticoncilio venne letto un documento, largamente firmato in Palermo e indirizzato "ai Componenti del Concilio Ecumenico 1869" che iniziava così: "Mentre una eletta assemblea, rappresentante l'odierno mondiale progresso civile, si aduna in Napoli a propugnare i diritti della scienza e della verità, noi qui sottoscritti, senza entrare nel campo della scientifica discettazione, e solo in vista dei gravi interessi sociali e nazionali per l'Italia, e che in presenza al vostro Concilio non possono non rimanere profondamente lesi e compromessi, sentiamo il dovere d'alzar la voce del nostro diritto, e della dignità nostra, e come uomini e come Italiani."
E' evidente, quindi, quanto Garibaldi fosse grato a Finocchiaro Aprile per avergli fatto conoscere il programma della Società d'Istruzione di Palermo che avrebbe attivamente partecipato all'Anticoncilio di Napoli, pochi mesi dopo.

La "Casa Bianca" di Caprera, la residenza di Giuseppe Garibaldi

 10-2-2015