Questi bellissimi gemelli in argento placcato oro e smalti perfetti sono stati realizzati dal famoso gioielliere Mario Buccellati di Milano per conto di Gabriele D'Annunzio che forse ne aveva anche tracciato il disegno ispiratore. Vennero a lui consegnati in una bustina d'epoca in seta marezzata azzurra originale con il marchio del gioelliere , che il Vate completò applicandovi il suo "ex libris" con il motto fiumano "Hic manimibus optime", come era sua abitudine per gli oggetti destinati agli amici o ai conoscenti meritevoli.
Non essendo D'annunzio ricco ( restano infatti ancora leggendari i suoi debiti con sarti e gioiellieri di mezza Italia ) e amando comunque donare oggetti preziosi e personalizzati, il gioielliere Mario Buccellati ( definito da D'Annunzio "Principe degli Orafi" alias "Mastro Paragon Coppella", o "Grande artista e fratello" ) metteva al suo servizio la propria eccezionale maestria creando gioielli splendidi anche con metalli meno nobili e costosi dell'oro, come appunto in questo caso.
L’incontro tra Gabriele d’Annunzio e Mario Buccellati – avvenuto nell’agosto del 1922 – ebbe l’immediatezza e l’intensità di un colpo di fulmine. Il Poeta acquistò subito, a prima vista, diversi oggetti, e da allora prese l’avvio un gioco continuo di tentazioni e seduzioni.
In primo luogo, vennero richiesti gioielli per le numerose donne che aveva intorno, celebri o sconosciute, da Ida Rubinstein a Eleonora Duse, suggerendo dediche da incidere e spesso scegliendo i colori delle pietre da utilizzare.
Mario Buccellati, assecondando le richieste, creava gioielli d’oro e d’argento tempestati di gemme, collane, spille, bracciali dalla lavorazione raffinata, che suscitavano immancabilmente l’entusiasmo e l’ammirazione del committente.
Quanto ai colori delle pietre, d’Annunzio prediligeva l’accostamento del rosso e del blu, i colori araldici dello stemma di principe di Montenevoso che gli era stato assegnato per speciali meriti patriottici e poetici. Non va dimenticata l’ampia collezione degli oggetti che il poeta teneva per sé, quelli destinati a incarnare il suo gusto raffinato nelle stanze lussuose del Vittoriale, come il celebre calamaio con una tartarughina in pietra dura.
Mario Buccellati seppe comprendere e soddisfare totalmente i gusti e i desideri dell’amico e in più di un’occasione il Poeta trovò modo di esternare la propria riconoscenza e ammirazione nei confronti dell’orafo. Il sodalizio tra i due continuò così nel corso degli anni, con reciproca stima e soddisfazione, nei toni ormai pieni di una singolare amicizia.
Questi gemelli riflettono in toto il gusto del Vate per i colori rosso e blu, a rappresentare il fuoco scatenato dal bombardamento e la notte, rischiarata solo dalla luce delle stelle argentate. Sui gemelli è presente il motto "GRAVIUS INSTAT" ( Incombe pesantissimo ), probabilmente coniato da D'annunzio stesso, che fu quello del 1° e 7° Stormo Aeroplani da Bombardamento Notturno.
I gemelli furono donati da D'Annunzio al Comandante Guido Po, suo vecchio amico della prima guerra mondiale e per lungo tempo capo dell'Ufficio Storico della Regia Marina, che aveva curato nel 1931 la pubblicazione del volume "Gabriele D'Annunzio combattente al servizio della Regia Marina".
In una lettera, scritta da D'Annunzio il 28 febbraio 1928 su carta intestata della prima squadriglia navale, e indirizzata all'Ammiraglio Ernesto Burzagli, Capo di Stato maggiore della Marina, il poeta esterna il suo affetto fraterno per Guido Po: « Mio Ammiraglio,
oggi ho verso di voi due ragioni di riconoscenza marina: vi son grato di aver pensato al poeta intempestivo delle Odi marine, per la celebrazione di Simone de Saint Bon, e vi sono grato di avermi dato l'occasione di riabbracciare il mio dilettisimo compagno Guido Po. Scriverò, col medesimo fervore degli anni lontani, la pagina sul "Grande Ammiraglio" Disconosciuto. E oso, in compenso, chiedere un esemplare del volume di documentazione sopra la congiura degli Alleati navali nell'Adriatico. Stamani una salva di undici colpi salutava l'arrivo di Guido. La salva era rivolta, in onoranza ideale, a chi me l'avesse inviato.
E consentitemi - in mia fede e in mio amore - di abbracciarVi".
La busta in seta azzurra marezzata, con il marchio di Bucellati, che contiene i gemelli è da sola un eccezionale pezzo da collezione per la presenza dell'ex libris di D'Annunzio che riproduce perfettamente la medaglia coniata per i legionari di Fiume.