Germania (1919-1945)
ECCEZIONALE LOTTO DI TRE ATTESTATI DI UN OBERFELDWEBEL FIRMATI DAI GENERALI JAHN E SCHLOEMER (2) COMANDANTI DELLA 3.INFANTERIE-DIVISION (MOT) ANNIENATA A STALINGRADO NEL GENNAIO 1943
Prezzo: Euro 500,00 ( 3 attestati ) - cod. nr. 16022
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L'attestato di conferimento della Croce di Ferro di 1 ° Classe firmato a matita dal Generalmajor und Divisionkommandeur Helmut Schloemer, comandante della 3.Infanterie Division (mot.) che il 31 agosto 1942 combatteva nell'attacco a Stalingrado.
L'attestato di conferimento della "Kriegsverdienstkreuz II.Klasse mit Schwerten " ( Croce al Merito di 2.clsse con Spade) f irmato a matita dal Generalmajor und Divisionkommandeur Helmut Schloemer, comandante della 3.Infanterie Division (mot.) il 17 maggio 1942 mentre l'Infanterie Regiment 29 combatteva a Woronesch.
L'attestato di conferimento della Croce di Ferro di 2 ° Classe firmato a penna dal Generalleutnant und Divisionkommandeur Helmut Schloemer, comandante della 3.Infanterie Division (mot.). Il reggimento del Feldwebel Lehmann aveva  appena occupato la città di Porchow/ Schelon l'11 luglio 1941.
L'Oberst Helmuth Schlömer, fotografato poco dopo aver ricevuto la  Ritterkreuz nell'ottobre 1941, quando comandava lo Schützen-Regiment 5
Gennaio 1943: soldati sovietici snidano gli ultimi tedeschi tra le macerie di Stalingrado
Il General der Artillerie Curt Jahn

Eccezionale opportunità di aggiudicarsi tre attestati di conferimento in ottimo stato di una "Eiserneskreuz 1.Klasse" ( Croce di Ferro di 1.Classe ), di una "Eiserneskreuz 2.Klasse" ( Croce di Ferro di 2.Classe ) e di una "Kriegsverdienstkreuz II.Klasse mit Schwerten " ( Crove al Merito di 2. Classe con Spade ) all'Oberfeldwebel (Sergente Maggiore) Erwin Lehmann della 7./Jnf.Rgt. (mot) 29 ( 7. Compagnia dell'Infanterie Regiment 29 motorizzato in forza alla 3.Infanterie-Division (mot) .
E' molto probabile che Erwin Lehmann sia caduto il 1° febbraio 1943 nell'area della periferia nord di Stalingrado, durante la ritirata della 3.Infanterie Division dalle sue posizioni di difesa intorno a Mannowka, e sia sepolto insieme ad altre migliaia di soldati tedeschi ignoti nel cimitero russo di Rossoschka.
Dopo più di 70 anni dalla fine della Battaglia di Stalingrado ci sono ancora decine di migliaia di famiglie tedesche che non sanno dove siano stati sepolti i loro cari, le cui tracce si persero tra il Volga e il Don nel 1942/43. Il "Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge die Personalien der Stalingrad-Vermissten" ha creato nel cimitero militare tedesco di Rossoschka vicino a Volgagrad, un luogo della memoria costituito da 107 cubi di granito, delle dimensioni di 1,50 mt. di altezza per 1,35 mt. di larghezza sui quali sono iscritti in ordine alfabetico i nomi di 103.234 dispersi. Il nome di Erwin Lehmann è inciso sul cubo 50, lastra 5.

L'eccezionalità di questo lotto è data dai due attestati, datati nel maggio e agosto 1942, e firmati a penna di suo pugno dal Generalmajor und Divisionskommandeur der 3.Infanterie-Division Helmuth Schlömer destinato pochi mesi dopo a diventare Generalleutnant e comandante del XIV.Armeekorps dell'Heeresgruppe B della 6.Armee di Paulus, annientata a Stalingrado. E dal terzo attestato, datato 12 luglio 1941, per l'assegnazione della Croce di Ferro di 2° Classe, che porta la firma del Generalleutnant Curt Jahn, a quel tempo comandante della 3.Infanterie-Divsion, destinato nel settembre 1944 ad essere tradferito in Italia presso il comando del Deutsch-Italienischen Korps Lombardei al quale erano assegnate la 3. italienische Infanterie-Division "San Marco" e la 4. italienische Gebirgs-Division "Monte Rosa". Il 1° ottobre 1944 fu promosso General der Artillerie e ne assunse il comando generale. Il 1° maggio 1945 venne catturato dagli americani poco ad ovest di Milano, venendo rilasciato dalla prigionia dopo circa tre anni.

Helmuth Schlömer venne promosso Oberstleutnant ( Tenente Colonnello ) il 1° ottobre 1936. Il 15 luglio 1937 fu nominato comandante dell'Infanterie-Regiment 25 di stanza ad Arnswalde. Il 1° luglio 1939 sostituì il colonnello Erich Buschenhagen come comandante dell'Infanterie-Regiment 5 a Stettin che guidò nella campagna di Polonia allo scoppio della seconda guerra mondiale. Dal giugno 1941 combattè in Russia con il suo reggimento e il 2 ottobre 1941 venne promosso Oberst ( Colonnello ) e ricevette la Ritterkreuz. Dal 1° ottobre 1941 divenne comandante della Schützen-Brigade 7. Il 30 aprile 1942 succedette al Generalleutnant Curt Jahn come comandante della 3.Infanterie-Division. Nell'estate 1942 guidò la sua divisione nel settore sud del fronte orientale nell'assalto a Stalingrado. Il grosso della divisione si trovò dentro la sacca di Stalingrado mentre lui e il suo stato maggiore ne rimase fuori. Allora si fece trasportare, insieme al suo staff, da un aereo della Luftwaffe dove si trovavano i suoi uomini. Per i meriti acquisiti durante la Battaglia di Stalingrado venne promosso Generalmajor il 22 dicembre 1942 e ricevette le Foglie di Quercia per la sua Ritterkreuz. Pochi giorni dopo venne promosso Generalleutnant e il 15 gennaio sostituì il Generaloberst Hans-Valentin Hube al comando dell'XIV. Panzerkorps alle dipendenze della 6.Armee. Con la resa della 6° Armata venne fatto prigioniero dai russi. Negli anni seguenti fu trasferito in diversi campi di prigionia ma i suoi rapporti con i russi furono così cordiali che rilasciò diverse interviste ai corrispondenti sovietici condannando Hitler e il regime nazista. Aderì anche al "Bundes Deutscher Offiziere" (BDO) e al "Nationalkomitee Freies Deutschland" (NKFD) che era nato nel campo di Jelabuga sotto la guida dell'Ernst Hadermann nell'aprile 1942. Un mese dopo 23 ufficiali sottoscrissero un appello rivolto a tutti gli ufficiali prigionieri perchè rinnegassero Hitler e il suo regime. La disastrosa sconfitta di Stalingrado servì a convincere molti degli indecisi. Il 12 luglio 1943 venne ufficialmente costituito l'NKFD, sotto la guida dell'alto comando sovietico. Due mesi più tardi si costituì la Lega degli Ufficiali Tedeschi ( Bundes Deutscher Offiziere  ) guidata dal General der Artillerie Walther von Seydlitz. Helmuth Schlömer venne rilasciato nel 1949.

Il Generalleutnant Curt Jahn assunse il comando della 3.Infanterie-Division
( motorisiert )
il 25 maggio 1941, guidandola nell'attacco alla Russia nel settore nor del fronte. In questa occasione ricevette entrambe le barrette per le sue croci di ferro di 1° e 2° classe che aveva meritato nella prima guerra mondiale. Lasciò il comando della divisione il 1° aprile 1942 per assumere poi il comsndo della Division (motorisiert) Nr. 233. Il 18 giugno 1942 ricevette la Deutschen Kreuz in Gold per i suoi meriti alla guida della 3.Infanterie-Division. Il 15 marzo 1943 assunse il comando della 709. Infanterie-Division  in Francia. Il 1° luglio 1943 divenne comandante dell'Arko 308 con il quale ritornò sul fronte orientale in forza alla 2.Armee. Il 14 aprile 1944 assunse il comando della 18. Panzer-Grenadier-Division. Il 1° settembre 1944 venne trasferito in Italia dove assunse il comando Deutsch-Italienischen Korps Lombardei prima di essere catturato dagli americani vicino a Milano nel maggio 1945.

La 6.Armee venne costituita il 10 ottobre 1939 nel Wehrkreis IV, posta sotto il comando del General der Artillerie Walter von Reichenau, venne inviata difesa del Vallo Occidentale. Dal 10 maggio al 19 giugno 1940 partecipò alla Campagna di Occidente in Belgio, Olanda e Francia. Stazionò quindi sulla costa atlantica fino al 15 aprile 1941 da dove venne spostata in Galizia. Passata agli ordine del Generalleutnant Friedrich Paulus, venne impiegata nell'invasione dell'Unione Sovietica il 22 giugno 1941. Partecipò all'operazione "Fall Blau" che prevedeva l'avanzata verso est con l'attraversamento del fiume Volga e la conquista di Stalingrado da parte dell'Heeresgruppe Sud (B) del Generalfeldmarschall Wilhelm List, che comprendeva anche 6.Panzerarmee.
L'operazione "Fall Blau" avrebbe dovuto aver inizio nel maggio 1942 ma il ritardo nella conclusione delle operazioni in Crimea e per la presa di Sebastopoli, la posticiparono fino al 28 giugno 1942 quando l'Heeresgruppe Sud sferrò il suo attacco, trovando peraltro una scarsa resistenza da parte delle truppe sovietiche che si ritiravano nella vastissima steppa.
Alla fine di luglio i tedeschi avevano spinto i russi oltre il fiume Don e stabilirono una linea difensiva utilizzando le forze degli alleati italiani, ungheresi e romeni. La 6.Armee si trovava a soli 12 km. da Stalingrado mentre la 4.Panzer, si stava spostando verso nord per portare il suo supporto nell'assalto alla città. La battaglia iniziò con un pesante bombardamento sulla città effettuato dalla Luftwaffe. Stalin impedì ai civili di lasciare la città asserendo che la loro presenza avrebbe esaltato la forza dei difensori e li impiegò nella costruzione delle fortificazioni difensive tra le macerie.
Il peso iniziale della difesa era sulle spalle del 1077°(AA) Reggimento antiaereo, costitutito soprattutto da giovani donne volontarie. Malgrado ciò le cannoniere russe rimasero ai loro posti contrastando l'avanzata dei panzer tedeschi. La 16.Panzer-Division dovette rispondere colpo su colpo al 1077° reggimento per riuscire ad annientare tutte le 37 batterie antiaeree utilizzate per la difesa.
Alla fine di agosto l'Heersgruppe Sud (B) raggiunse finalmente il fiume Volga, a nord di Stalingrado. In novembre, dopo tre mesi di combattimenti e massacri da ambo le parti, i tedeschi raggiunsero le sponde del fiume a nord occupando circa il 90% della città. Malgrado ciò la strenua difesa russa continuò tra le postazioni dislocate nella parte industriale della città e divenute universalmente note con i nomi di Ottobre Rosso, la Fabbrica dei trattori e le Barricate.
Mostrando doti organizzative di prim'ordine, i sovietici predisposero un piano (Operazione Uranus) per il contrattacco che scattò il 19 novembre 1942, sul fronte del Don (già sufficientemente gelato per sopportare il passaggio dei pesanti T-34) dopo una preparazione d'artiglieria con 3.500 pezzi e, secondo tutte le testimonianze, risultò di estrema violenza. Nel contempo, da sud-est muoveva la seconda branca della tenaglia a incontrare le colonne corazzate del maresciallo Georgy Zhukov.
In breve, l'accerchiamento della 6.Armata tedesca fu completato e rapidamente consolidato, rendendo vani i tentativi di Manstein di intervenire in soccorso dall'esterno. Quando von Manstein arrivò a 50km dalla sacca aveva già esaurito tutta la sua forza propulsiva; a quel punto però Hitler impedì a Paulus di andare incontro a Manstein e da quel momento il fronte tedesco si allontanò sempre più da Stalingrado.
L'inevitabile conclusione per la 6.Armata fu la resa, avvenuta il 2 febbraio 1943. Quella mattina infatti i sovietici fecero irruzione nella cantina in cui era asserragliato Paulus e lo arrestarono. Dei circa 100.000 soldati tedeschi caduti in prigionia ne sopravvissero solo 6.000.  
    

 
 

 13-6-2011