Italia (1919-1939)
UNIFORME GRIGIOVERDE DA GENERALE DI BRIGATA COMPLETA DI BERRETTO RIGIDO E PANTALONI ALLA CAVALLERIZZA
Prezzo: Euro 1400,00 - cod. nr. 16374
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.

Nel 1933, perfezionata poi nel 1934, venne ideata la riforma che prese il nome dal suo estensore, generale Federico Baistrocchi. La riforma riguardava tutta la struttura dell'esercito e, ovviamente, andò a toccare anche il lato estetico dell'abbigliamento militare. Le principali modifiche furono pubblicate con le "Aggiunte e varianti n.2 al Regolamento sull'uniforme del 1931" in data 14.11.1933.

La novità che maggiormente procurò aspre critiche al generale Baistrocchi fu l'adozione della giubba aperta, che comportò il conseguente uso della camicia e cravatta di derivazione civile, abolendo così l'uniforme con il collo chiuso di stile ottocentesco.
Altra importante novità fu l'abolizione del vecchio berretto a tubo, sostituito da un nuovo copricapo già in uso presso altri eserciti europei e nella Regia Marina, denominato per la prima volta "berretto rigido" nei regolamenti.

Naturalmente questo cambiamento comportò non pochi problemi agli ufficiali, anche di grado elevato, che videro così diventare obsoleto il loro costoso guardaroba. Non furono perciò pochi quelli che trasformarono in sartoria la loro giubba modello 26 a collo chiuso nella nuova giubba modello 34 ( che sarebbe più appropriato chiamare modello 33 ), moficando il collo e risagomando il bavero. Altro intervento era apportato sul retro della giacca che veniva tagliato "a quartini" per renderlo liscio come da regolamento.
Questa giacca ha subito sicuramente questo intervento ed è stata poi indossata sicuramente indossata fino al momento del collocamento a riposo dell'alto ufficiale avvenuto probabilmente prima dell'entrata in guerra. Controspalline e fregi parlano da soli quanto alla loro originalità così come i nastrini di campagna che si riferiscono tutti alla prima guerra mondiale dove il nostro generale si era conquistato una medaglia d'argento al valor militare, due medaglie di bronzo e una croce di ferro.
La giubba ha internamente fodera e imbottitura invernale con in alto l'etichetta della famosa sartoria militare "Leonello Leonelli", attiva all'epoca a Modena, Verona e Padova. I pantaloni sono "modello 1934" da ufficiale generale, con bande nere laterali e filettatura centrale in filo color argento. Hanno taschino destro per l'orologio, quattro tasche e fascia alta in vita, bottoni per le bretelle internie martingala regolabile posteriore. I bottoni portano il marchio "Leonello Leonelli" senza l'indicazione della città. Sul lato sinistro è presente un anello metallico a ferro di cavallo per l'attacco superiore delle sospensioni della sciabola.
Il berretto rigido è confezionato nello stesso tessuto diagonale della giacca di colore grigioverde. Ha una fascia alta di circa 50 mm e una parte superiore sporgente rispetto alla fascia di circa 80 mm con un piatto superiore di circa 270 mm. di lunghezza. La fascia del berretto è di colore grigioverde con applicato il distintivo di grado sotto forma di gallone a trecciola in tessuto di metallo argentato alto circa 5 mm e la greca ricamata in argento alta circa 35 mm. La visiera è in cuoio nero lucido, leggermente inclinata e larga 40 mm, il soggolo, anch'esso in cuoio lucido, è alto 12 mm e fissato alla fascia del berretto con i due piccoli bottoni argentati da generale identici a quelli della giacca. L'aquila in argento, sottopannata di rosso, è alta circa 95 mm e si adatta perfettamente alle dimensioni del berretto, come previsto dalla generica frase contenuta nelle "Aggiunte e varianti n.2" si accennava a un semplive "fregio leggermente modificato nelle dimensioni per meglio adattarsi al nuovo tipo di berretto". All'interno del berretto è presente, intatta, la fascia parasudore in morbida pelle marrone scuro e la fodera in seta color giallo-oro sulla quale è ancora presente l'etichetta romboidale di celluloide del fabbricante "Cigna Melchiorre" di Torino, uno dei marchi più prestigiosi dell'epoca.
Insomma un completo perfetto, degno di figurare sul manichino di qualsiasi collezione d'epoca. La taglia è piccola ( probabilmente una 46 odierna ) come spesso si riscontra nelle uniformi del periodo e le condizioni dell'insieme sono più che buone ( alcuni segni di usura nei punti più delicati di giacca e pantaloni e lungo il profilo inferiore del berretto ) in considerazione dei più di settantanni trascorsi dalla sua fabbricazione.

 
 

 31-1-2012