 |
 |
Bellissima "giberna" originale per la bandoliera del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurezza in uso nel periodo 1919-1922 come si può vedere dal tipo di fregio argentato applicato sul coperchio del bauletto e costituito da un’aquila ad ali spiegate poggiata sullo scudo Savoia, contornato da due rami con foglie di quercia e di alloro. Il bauletto è realizzato in metallo verniciato di nero, in modo da assumere le sembianze del cuoio, con trofeo e bordi in argentone ed è in perfette condizioni di conservazione.
Nell'agosto del 1919, durante il governo Nitti, furono sciolte le Guardie di Città e furono costituiti la Regia Guardia di Pubblica Sicurezza (il 2 ottobre 1919 con 12 divisioni e 40.000 uomini), deputata al mantenimento dell'ordine pubblico e alquanto svincolata da eventuali influenze della politica, ed il Corpo degli Agenti Investigativi (8.000 uomini), specializzato in compiti di polizia giudiziaria. Il 31 dicembre 1922 Benito Mussolini, capo del neonato governo, sciolse i due corpi (provocando reazioni violente di una certa gravità da parte delle truppe interessate), che furono poi assorbiti all'interno dell'Arma dei Reali Carabinieri. Nell'ambito della stessa manovra, veniva creata la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Nell'aprile del 1925 fu (ri)costituito il Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza, che riprendeva se non altro la tradizione dei disciolti corpi, in parte anche per riguadagnare il consenso presso le forze dell'ordine, sceso a livelli di scarsa efficienza a causa dello scioglimento precedente (che aveva collateralmente minato anche l'armonia interna fra i Carabinieri, nei quali erano stati indiscriminatamente versati gli ex-poliziotti) e della crescita di potere della Milizia, con la quale vi furono, durante il fascismo, numerose interferenze di competenze o di fatto.
( Notizie storiche tratte dal sito di Wilkipedia )