Italia (1919-1939)
BELLISSIMA GIUBBA ESTIVA ( SAHARIANA ) BIANCA DA UFFICIALE DELLA PAI ( POLIZIA DELL'AFRICA ITALIANA )
Prezzo: venduto - cod. nr. 14702

Splendida "sahariana" in tessuto di lino di produzione sartoriale, appartenuta ad un tenente della P.A.I. ( Polizia dell'Africa Italiana ) le cui iniziali "C.C." sono cucite all'interno in rosso. La giubba di foggia perfetta è dotata di bottoni in osso e cinturino della stessa stoffa.
E' completa di due bellissime controspalline originali rigide in seta blu Savoia con applicati il fregio della PAI ( aquila a volo abbassato con corona, scudo reale e nodo Savoia ) e le due stellette dorate di grado. Sul bavero sono applicati due fascetti dorati con ascia argentata.

Il "Regolamento sull'uniforme", approvato dal Ministero delle Colonie il 1° novembre 1937 e rimasto pressocchè invariato fino alla soppressione del Corpo, prevedeva delle uniformi moderne ed eleganti per l'epoca, eguali per tutti i gradi a prescindere dai distintivi.
Erano previsti quattro tipi di uniformi: da campagna, ordinaria, grande uniforme e da società. Le prime tre uniformi erano previste di colore kaki ( bianche per le zone calde ) mentre l'uniforme da società , riservata ai soli ufficiali, era in panno blu scuro con distintivi di grado sulle manopole ma, per le zone calde, poteva essere utilizzata la grande uniforme bianca con qualche accessorio aggiunto.

Il Consiglio dei Ministri del 4 luglio 1936, stabilì ufficialmente la costituzione di un Corpo di Polizia Coloniale, poi formalizzata giuridicamente con l'emanazione del Regio decreto-legge del 14 dicembre 1936 n.2374. L'organismo che si andava creando era chiamato a fronteggiare le nuove esigenze e doveva essere caratterizzato da specifiche qualità di preparazione e di idoneità tecniche.
Si voleva disporre di una forza di pubblica sicurezza che nei territori dell'impero potesse fronteggiare tutti quei problemi che non potevano essere risolti dai carabinieri i cui organici nelle colonie, erano piuttosto contenuti. Al tempo stesso il nuovo Corpo avrebbe assunto tutte le funzioni di polizia coloniale, escludendo da tale campo Carabinieri, Finanza e Forestale che avrebbero dovuto mantenere solo le mansioni pertinenti alle loro precipue attività istituzionali .
Il 25 gennaio 1937 veniva nominato il capo della polizia coloniale nella persona di Riccardo Maraffa, colonnello di artiglieria che, con questo incarico, assumeva una qualifica equiparata al grado di generale di divisione.
Si trattava di un ufficiale di quarantasette anni ritenuto in possesso di grandi capacità di organizzatore e dotato di vasta cultura.
Era nato in provincia di Gorizia da famiglia di tradizioni militari, di origine piemontese. Viene ricordato dai suoi collaboratori  come un organizzatore nato, ricco di intuizioni in anticipo sui tempi, lavoratore accanito. l predetto ufficiale aveva avuto modo di maturare una notevole esperienza nel settore dell'amministrazione delle colonie, avendo ricoperto per diversi anni l'incarico di capo dell'Ufficio Militare nell'ambito del ministero delle Colonie.
A lui viene unanimamente riconosciuto il merito di avere creato, grazie alle sue spiccate doti personali, una struttura organizzata ed efficiente, rafforzata da un saldo spirito di corpo. Si era battuto per assicurare alla PA.I. quanto di meglio si potesse reperire in fatto di armamenti, vestiario ed equipaggiamento (invidiati dalle altre forze armate) ed, inoltre, ebbe modo di avvalersi di personale particolarmente selezionato (ufficiali, sottufficiali e guardie) attraverso rigorose procedure concorsuali.

( Notizie storiche ricavate dal sito "CSP Storia della Polizia"
  

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14-11-2009