Germania (1919-1945)
BELLISSIMA FOTO-CARTOLINA AUTOGRAFATA DAL GENERALOBERST HERMANN HOTH COMANDANTE DELLA 4.PANZERARMEE NEL 1943
Prezzo: Euro 230,00 - cod. nr. 13817

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La firma originale a penna del Generaloberst Hermann Hoth

Il timbro della Feldpost con la data di spedizione

Bellissima e rara cartolina fotografica viaggiata il 14.3.1943, originale del periodo bellico, raffigurante il Generaloberst Hermann Hoth e autografata di suo pugno con penna stilografica.
Quello che la rende estremamente interessante è il fatto che è stata inviata personalmente, tramite Feldpost ( il servizio postale militare ) da Hoth allo studente ( Schueler ) Heinz Neef il 14 marzo 1943, come indicato sul retro. Non si tratta quindi di una cartolina firmata nel dopoguerra , ma di un repero storico dell'epoca.  
Molti studenti tedeschi scrivevano ai loro beniamini ( in genere famosi generali, assi della Luftwaffe, comandanti di U-boot, ecc...) chiedendo il loro autografo che spesso veniva spedito dai teatri di guerra con la Feldpost, come in questo caso. Dopo aver ricevuto la cartolina autografata, lo studente Neef, ha provveduto a scrivere di suo pugno il 12 aprile, alcune annotazioni rigurdanti la carriera militare del Generaloberst Hoth. Ha poi aggiunto in seguito la nota finale riguardante le Spade della Ritterkreuz, ricevute da Hoth il 15 luglio 1943 ( ma in realtà ufficialmente assegnate il 15 settembre ).
Hermann Hoth e' stato uno dei generali piu' famosi e decorati della Wermacht. 


Hermann "Papa" Hoth era nato a Neuruppin il 12 aprile 1885, figlio di un ufficiale medico dell'Esercito prussiano. Neuruppin aveva la fama di essere la più prussiana delle città prussiane, dovuta alla sua condizione di città-fortezza. Entrato nell'esercito prussiano nel 1904 come Faehnrich
( Cadetto ) allo scoppio della prima guerra mondiale aveva il grado di capitano nello Stato Maggiore del Generale Hindenburg. Partecipò quindi alle operazioni che condussero, il 28 agosto 1914, alla famosa vittoria contro le forze russe nella battaglia di Tannenberg. Trasferito sul fronte occidentale assunse il comando di un battaglione dell'Infanterieregiment 342 e allo stesso tempo venne posto a disposizione del Comandante in Capo delle forze aeree dell'Esercito. Nel giugno del 1916 divenne comandante del 49° battaglione di addestramento al volo e al termine del conflitto era 1° Aiutante di Stato Maggiore della 30.Infanteriedivision. Nel 1919, esibendo le due classi della Croce di Ferro sul petto della divisa, entrò a far parte del Freikorps "Maercker" come comandante di battaglione, combattendo contro gli insorti dell'immediato dopoguerra.

Rimasto nel nuovo Reichswehr ( l'Esercito della Repubblica di Weimar ) come comandante di compagnia dell'Infanterie Regiment 32, venne promosso Major nel 1924. Grazie ai meriti acquisiti in guerra scalò rapidamente la scala gerarchica, diventando Oberstleutnant il 1° febbraio 1929, Oberst il 1° febbraio 1932 e Generalmajor il 1° ottobre 1934 assumendo il comando della piazza militare di Lubecca.
Promosso Generalleutnant il 1° ottobre 1936 assunse il comando della 18.Division e, promosso General der Infanterie il 1° Novembre 1938 quello del XV.Armeekorps.
Hoth, contrario fin dall'inizio alle limitazioni imposte dagli alleati con l'armistizio, iniziò a pensare ad un corpo corazzato di rapido impiego e, con il suo staff,fece delle simulazioni tattiche con modellini di carri in legno dopodicchè iniziò a spingere sull'Alto Comando per la creazione di una scuola segreta per le truppe corazzate. Hoth fu con Guderian l'iniziatore di quella che più tardi sarà chiamata "Guerra lampo".

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale Hoth assunse il comando del XV.Armeekorps, in forza all'"Heeresgruppe von Bock", con il quale entrò in Polonia spazzando via le armate polacche "Pommerellen" e "Modelin". Le sue truppe parteciparono quindi alla battaglia per la conquista di Varsavia.Il 27 ottobre 1939, per i suoi meriti nella conduzione delle truppe vittoriose, ricevette, sesto ufficiale tedesco, la Ritterkreuz.
All'inizio della Campagna di Francia, Hoth ebbe il comando del Panzerkorps "Hoth", un forte gruppo corazzato appoggiato da unità di fanteria, che rappresentò la chiave del successo tedesco contro le forze anglo-francesi. Il suo Panzerkorps faceva parte dell'Heeresgruppe A di von Rundstedt con il quale attraversò il Belgio e il Lussenburgo prima di operare un raid verso la Francia del Nord. I suoi panzer in brevissimo tempo attraversarono la Mosa travolgendo le difese nemiche,si unirono alla "Gespensterdivision" ( Divisione fantasma ) di Rommel, e arrivarono sul Canale della Manica.
Il 20 maggio 1940 il gruppo corazzato Kleinst  chiuse in una sacca tutte le armate belghe, britanniche e francesi che erano così tagliate fuori da ogni collegamento. Un milione di soldati, 400.000 inglesi, 500.000 belgi e 100.000 francesi.
I tedeschi a quel punto avrebbero potuto farne una strage ma...il 24 Maggio Hitler in persona a Charleville diede l'ordine formale di non attaccare ne' da terra ne' dal cielo i 338 000 inglesi sbarcati in aiuto dei francesi, dando invece loro modo e tempo di abbandonare sulla costa tutto il materiale militare e reimbarcarsi per la loro isola.
Nella seconda fase della Campagna d'Occidente il Panzerkorps Hoth era assegnato alla 4.Armee di von Kluge con la quale occupò Dieppe, Le Havre, Caen e Cherburg.
Per i successi delle sue divisioni corazzate Hothe venne promosso Generaloberst il 19 luglio 1940.

Quando l'OKW predispose i piani dell'Operazione "Barbarossa" a Hoth venne assegnato il comando del Panzergruppe 3 il 16 novembre 1940. 840 panzer ( il 40% dell'intera forza corazzata tedesca ) si schierarono con Heeresgruppe Mitte lungo il confine centrale con la Russia e il Baltico del sud. Insieme con la 9.Armee le forze corazzate di Hoth sconfissero rapidamente diverse divisioni sovietiche a Bialystok e alcuni Corpi d'Armata circondati a nord di Baranovici. Un mese dopo l'inizio dell'Operazione Barbarossa, Hoth ricevette il 17.7.1941, dalle mani di Hitler, le Foglie di Quercia per la sua Ritterkreuz quale 25° ufficiale tedesco. Hoth proseguì la sua avanzata verso nord raggiungendo Vilnius e continuando fino a Welikje Luki. Durante l'attacco verso Mosca il suo Panzergruppe venne bloccato dalle difese russe e dal caos prodotto dalla neve e dal gelo. Il 5 ottobre 1941 assunse il comando della 17.Armee dell'Heeresgruppe Sud sostituendo von Stülpnagel, mantenendolo fino al 15 maggio 1942 quando assunse quello della 4.Panzerarmee. Il 22 novembre 1942 prese il comando dell'Armeegruppe "Hoth" che comprendeva la 4.Panzerarmee, e alcune divisioni romene e italiane, con il quale dette inizio all'offensiva verso il Volga.

Il Feldmarschall von Meistein aveva assunto il comando del Gruppo di Armate "Don" composto dalla 6.Armee di Paulus, accerchiata a Stalingrado, dalla 3° Armata romena, dall'Armata Holldit e dall'Armata Hoth. Escludendo quest’ultima e la Sesta Armata, immobilizzata di fatto da Hitler a Stalingrado, le altre erano unità raccogliticce e malconce, che avevano già subito l’impeto sovietico nello sfondamento. Il Feldmarschall aveva anche a disposizione la 23. Panzerdivision e la 6.Panzerdivision, unità trasferite in fretta e furia (la 6°arrivava addirittura dalla Francia). In tutto queste forze avevano a disposizione 232 carri.
L’attacco principale per spezzare l’assedio di Stalingrado fu tentato da Hoth il 12 Dicembre: le forze però non erano sufficienti per il compito, quello di sfondare per 100 Km in territorio nemico organizzato a difesa. Inizialmente si registrarono progressi, e il generale sovietico Jeremenko dovette impiegare forze sottratte all’assedio di Stalingrado più le sue ultime riserve per contrastare l’azione. Nel frattempo però i tedeschi ricevettero in rinforzo la 17 Panzerdivision: le punte corazzate si spinsero fino a una cinquantina di Km dagli avamposti tedeschi a Stalingrado.
Per quanto riguarda la Sesta Armata, il piano generale prevedeva due operazioni: “Tempesta Invernale” (il ricongiungimento con le forze di Hoth e il mantenimento di un corridoio con la sacca) e “Colpo di tuono” (l’evacuazione della sacca). Hitler approvò solamente il primo piano. Manstein e Paulus cercarono di predisporre le cose affinché si potesse rapidamente eseguire l’evacuazione, ma l’ordine “Colpo di Tuono” non arrivò mai. Ben presto la situazione peggiorò: il 16 Dicembre toccò agli italiani dell’ARMIR trovarsi in mezzo alla bufera. L’Operazione “Piccolo Saturno” infatti investì le loro linee e determino un nuovo vuoto nel fronte sul Don, centinaia di Km alle spalle di Stalingrado. A questo punto Manstein fu costretto ad utilizzare una delle sue divisioni Panzer per contenere questo nuovo sfondamento ed evitare un nuovo aggiramento. Hoth fu costretto a utilizzare la sua unità migliore, la 6.Panzer-Division, così che venne a mancare la spinta maggiore verso Stalingrado. Del resto, se i sovietici fossero riusciti a dilagare e a raggiungere Rostov, la sacca non avrebbe più contenuto la sola Sesta Armata, ma l’intero gruppo armate “Don” e le truppe tedesche nel Caucaso. Un milione di uomini circa. In questo contesto si fece l’ultimo vero tentativo per far desistere Hitler dai suoi propositi ed autorizzare la Sesta Armata ad abbandonare la città combattendo e cercando di aprirsi un varco verso le forze di Hoth, ma fu tutto vano.

Nel marzo del 1943, le truppe corazzate di Hoth difesero fieramente la città di Kharkov, distruggendo l'intera 3° Armata corazzata sovietica. Nell'estate le truppe di Hoth, insieme alla 3.Armee ( Breith ), al XXXXVIII Armeekorps (Von Knobelsdorff) e il II.SS Panzerkorps di Hausser, furono impegnate nella seconda ondata di attacco contro Kurk.
Le sue divisioni si scontrarono contro 30 divisioni di fanteria e 20 divisioni corazzate sovietiche nella gigantesca battaglia di carri di Prokhorovka dove vennero distrutti 1000 carri di ambo le parti. Dopo aver fieramente combattuto con enormi perdite di mezzi e uomini, l'offensiva tedesca verso Kurk abortì.
Il 15 settembre 1943 Hoth ricevette, 35° ufficiale tedesco, le Spade per le sue Foglie di Quercia. In novembre la sua 4.Panzerarmee, dopo aver subito pesantissime perdite, dovette ritirarsi da Kiev prima di essere completamente distrutta. Hitler infuriato per tale ritirata, e per le critiche più volte espresse da Hoth alla sua condotta del conflitto, lo esonerò da ogni incarico operativo il 10 dicembre 1943 e lo mise nella Riserva dove rimase fino all'aprile 1945.
Imprigionato dagli alleati e processato a Norimberga, insieme a molti altri alti ufficiali, venne condannato a 15 anni di prigione per aver attuato una tattica aggressiva di guerra e aver consentito la disseminazioni di Kommissarbefehls
( Commissariati di Sicurezza ) nei territori da lui occupati.Rimase nel carcere di Landberg fino al 7 aprile 1954 quando gli fu condonata parte della pena. E' morto a Goslar il 25 gennaio 1971.

 
Il retro della cartolina Hoffmann n° 1533 spedita dallo "Schueler" Heinz Neef il 14.3.1943
 
 

 13-4-2008