Italia (1919-1939)
RARISSIMA MEDAGLIA APPARTENUTA AD UN REDUCE DEL CORPO DI SPEDIZIONE NELL'ORIENTE BALCANICO 1914-1920 CON 5 FASCETTE ALBANIA
Prezzo: venduto - cod. nr. 17297
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La prima medaglia ufficiale con specifico riferimento all'Albania è stata la comune medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca "Fusa con le artiglierie tolte al nemico", per la quale furono previste particolari fascette di bronzo, da aggiungere sul nastro, con dicitura "Albania1919" e "Albania 1920"
( circolare ministeriale n. 601 del 1° dicembre 1921). Vennero autorizzati a fregiarsene i militari, i militarizzati e gli assimilati che avevano prestato servizio presso comandi, truppe e servizi in Albania, dal 4 novembre 1918 sino al 2 agosto 1920, considerando tale periodo come effettiva "Campagna di guerra" anche dopo la data dell'armistizio sul fronte italiano ( 4 novembre 1918 ).
La nostra partecipazione al conflitto in quei territori già dal 1915 veniva invece segnalata nella stessa medaglia con fascette generiche degli anni di guerra "1915/1916/1917/1918" utilizzate per qualsiasi fronte. Poichè tale soluzione "ufficiale", che non valorizzava sufficientemente il servizio prestato in Albania, veniva considerata riduttiva dai reduci, alcune industrie private realizzarono apposite fascette, con la specifica "Albania" accanto all'anno di guerra, interpretando la permanenza in quei territori come una precisazione obbligatoria ed estendendo arbitrariamente quanto disposto dalla circolare ministeriale del 1921. Questa medaglia presenta sul suo nastro originale ben cinque fascette di questo tipo, con la dicitura "Albania", delle quali le ultime due sono quelle ufficiali ( 1919 e 1920 ).
La medaglia è appartenute ad un reduce della prima guerra mondiale che aveva combattuto sul fronte balcanico dal 1916 al 1920. E' quindi probabile che il nostro reduce abbia raggiunto l'Albania con i rinforzi inviati dall'Italia nel 1916 con i quali venne formato in marzo il XVI Corpo d'Armata al comando del generale Settimio Piacentini. La medaglia rappresenta un cimelio di eccezionale interesse storico-collezionistico per tutti gli appassionati del periodo.

Dopo la seconda guerra balcanica, la Pace di Bucarest del 1913 trasformò l'Albania in un principato autonomo sotto il principe Wilhelm von Wied. Con l'inizio della prima guerra mondiale la Grecia, il Montenegro e la Serbia ne occuparono gran parte del territorio, lasciando agli albanesi solo la città costiera di Valona ed alcune zone montuose. A questo punto entrò in scena anche l'Italia che dapprima sbarcò a Valona con una missione umanitaria, poi, nel dicembre 1914 occupò militarmente l'isolotto di Seseno e la stessa Valona con il 10° Reggimento Bersaglieri. Nel maggio 1915 l'Italia entrò in guerra a fianco dell'Intesa contro gli imperi centrali. Nell'ottobre dello stesso anno la Serbia venne sconfitta e l'esercito serbo spinto in rotta verso l'Albania. Il compito di salvare l'esrcito serbo toccò all'Italia che era già presente in Albania. Dapprima venne rinforzata la presenza a Valona, sbarcando il cosiddetto "Corpo Speciale d'Albania" che poi pose in salvo i resti dell'esercito serbo. Nel febbraio gli italiani dovettero abbandonare Durazzo, attaccata dagli austriaci. Valona diventò un poderoso campo trincerato nel quale, con le forze ritirate da Durazzo e gli aiuti giunti dall'Italia, venne formato in marzo il XVI Corpo d'Armata al comando del generale Settimio Piacentini. Nell'estate e nell'autunno 1916. gli italiani occuparono l'Albania meridionale, costituendo il fronte albanese della guerra. Il 3 giugno 1917 l'Italia proclamò l'indipendenza dell'Albania e questo gesto portò a combattere nelle file italiane numerose bande di guerriglieri. Il 23 luglio 1918 gli austriaci scatenarono una violenta controffensiva che costrinse le nostre truppe a ritirarsi su un nuovo fronte che partiva dal mare e arrivava al monte Tomor, attraverso la regione della Malacastra. In settembre le forze italiane contrattaccarono e il 14 ottobre riconquistarono Durazzo e il 1° novembre entrarono vittoriosi a Scutari.
La sconfitta degli austriaci non portò però la pace nel paese balcanico perchè gli albanesi volevano l'indipendenza nazionale e gli italiani manifestavano poca volontà di accordarla. Presto divampò una guerriglia spietata. Subendo gravi perdite, a poco a poco, gli italiani si ritirarono nel campo trincerato di Valona, ritenuto inespugnabile. L'11 giugno del 1919 anche Valona venne attaccata da una forza di circa 5/6ooo guerriglieri ben armati. L'attacco fu respinto con l'aiuto dei cannoni di alcune cacciatorpediniere. Nell'agosto del 1920 le ultime truppe italiane abbandonarono l'Albania, lasciando un presidio sull'isolotto di Seseno.
( Notizie storiche e collezionistiche tratte dalgli articoli di Alberto Redaelli e Roberto Manno apparsi sul nr.11 della rivista "Militaria" del giugno 1994 )

 
Il numero 11 del giugno 1994 della rivista "Militaria" con la pagina nella quale compaiono entrambe le medaglie
 
 
   
 

 29-9-2012