Italia (1940-1945)
BELLISSIMA MEDAGLIA RICORDO DEL MOSCHETTIERE DEL DUCE PILOTA "RINO BOERI"
Prezzo: venduto - cod. nr. 17327
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Sul rovescio la firma dell'incisore Giuseppe Tonnini
Una cartolina realizzata da Boeri per i Moschettieri
La foto apparsa sulla rivista ALI di GUERRA n.11.del novembre 1941, in un articolo dal titolo "Moschettieri del Duce aviatori" che ritrae tre piloti del 36° Stormo che facevano parte dei Moschettieri del Duce. Rino Boeri è il primo da sinistra ed era già caduto al momento della pubblicazione. Al centro Mario Paccarié, due volte MAVM e a destra Piercarlo Amante.
Il numero del 5 ottobre 1941 di "Vie dell'Aria" con in terza pagina un articolo con questo titolo : Due Comandanti di formazioni e diciannove capi - equipaggio di Aerosiluranti citati dal bollettino del Quartier Generale F.F.A.A. per le vittoriose azioni contro la flotta Inglese.

Rara e ricercata medaglia originale in bronzo realizzata dalla Ditta Boeri di Roma in onore del suo titolare Vittorio Emanuele Boeri, detto "Rino", Moschettiere del Duce e sottotenente pilota della Regia Aeronautica, caduto in missione il 27 settembre 1941 nel cielo del Mediterraneo.
Sul dritto è raffigurato "Rino" Boeri di profilo con la cuffia da pilota e con la scritta, lungo il bordo superiore, "RINO BOERI MOSCHETTIERE DEL DUCE". Sul retro, tra un cavallo stilizzato al galoppo in alto e il simbolo dei Moschettieri del Duce in basso, un estratto dalla motivazione della Medaglia d'Argento al valor Militare conferitagli postuma per il suo atto eroico che cita anche la nave da battaglia inglese "Nelson" rimasta danneggiata nell'attacco. In basso, alla destra del teschio con i fioretti incrociati, la firma dell'autore" G. TONNINI".

Giuseppe Tonnini era nato a Loreto nel 1875. Collaborò con l'architetto Giuseppe Sacconi alla realizzazione di parecchie opere di carattere decorativo per il grandioso monumento a Vittorio Emanuele II (Altare della Patria) in Roma nel decennio che va dal 1900 al 1910, tra i quali vanno ricordati: i leoni della scalea del monumento che sorge a piazza Venezia, i trofei al di sopra delle quattro colonne del propileo di sinistra, la porta laterale sormontata dal capo alato di Minerva e i simboli delle scienze nei lacunari bronzei del portico. Nel 1902 realizzò nel viale del Gianicolo il busto del patriota garibaldino "Giuseppe Bruzzesi". La sua affermazione definitiva avvenne nel 1927 con la realizzazione del "monumento a S. Francesco d'Assisi" nel piazzale Lateranense. Altre opere di pregio sono i monumenti ai Caduti di Camerino, Campagnano, Bitetto, Fiorenzuola d'Arda, S.M. Capua Vetere, Cerveteri, Matelica e Pescasseroli; quello a Bartolo Longo nella Basilica di Pompei e la grande statua dell'Educazione intellettuale al Lido di Roma. Presente alla III Sindacale fascista (1932) con "Danzatrice", e alla X Sindacale (1942) con un "Ritratto". A Littoria aveva realizzato, dietro incarico dell'Architetto Oriolo Frezzotti, nel 1941, il bassorilievo in marmo porfirico dell'Arengario della Casa del Fascio (l'attuale Palazzo M). E' morto a Roma nel 1954.

Rino Boeri era nato a Lucca e fece parte della più famosa delle squadre d'azione dello Squadrismo italiano, "La Disperata" di Firenze. Fascista della prima ora si trasferì nella capitale dopo la Marcia su Roma, dove fondò quella che diverrà una delle più importanti ditte produttrici di medaglie, cartoline ed altro materiale propagandistico del regime: la "Edizioni d'Arte V.E. Boeri".
Come molti altri camerati della prima ora ( Muti, Ciano, Pavolini, Farinacci, ecc..) fu attratto dalla passione per il volo e, seppur in ritardo rispetto ad alcuni di loro, passò dai ranghi della Milizia a quelli della Regia Aeronautica diventando ufficiale pilota. Tutte queste caratteristiche fecero di lui un candidato ideale per entrare nel corpo dei Moschettieri del Duce, dei quali fu comandante del 3° Manipolo, venendo questi prescelti tra professionisti, dirigenti d'azienda, funzionari ed impiegati dello Stato. I Moschettieri, infatti, non erano in servizio permanente ma venivano chiamati quando lo esigevano le necessità del servizio e nessun compenso economico era loro devoluto. Tutte queste passioni fecero sì che la sua Ditta dedicò sempre grande attenzione alla produzione destinata alla Regia Aeronautica.
Allo scoppio delle ostilità, come tutti gli altri Moschettieri, chiese di riprendere il servizio militare rientrando nei ranghi della Regia Aeronautica come sottotenente pilota in una squadriglia di bombardieri terrestri del 36° Stormo, come ci mostra la foto pubblicata sul giornale "Le vie dell'aria" del 5 Ottobre 1941 che ritrae Rino Boeri insieme a due colleghi che seguiranno la sua sorte nei mesi successivi.

Il 36° Stormo, costituito il 1° febbraio 1938 sull'aeroporto di Borgo Panigale (BO), fino al 1941 operò con i velivoli SM.79 e SM.81 sull'Albania, la Jugoslavia, la Tunisia e Malta come reparto da bombardamento terrestre. Dal 1941 al 1943, lo Stormo operò con i velivoli SM.79 e SM.84 in Sicilia e Sardegna, come reparto aerosilurante in attività sul Mediterraneo centrale.
Per le azioni di siluramento e bombardamento compiute dal 1941 al 1944, lo Stormo fu insignito di una Medaglia d'Oro e due d'Argento al Valor Militare. La sua Bandiera di Guerra è la più decorata dell'Aeronautica Militare.
L'azione durante la quale cadde Rino Boeri, insieme al comandante dello Stormo Colonnello Helmuth Seidl e ad altri valori ufficiali, venne riportata sul Bollettino straordinario n. 484 del 29 settembre 1941 che così recita: "Aerosiluranti all'attacco - La formazione navale nemica partita da Gibilterra, cui accenna il bollettino ordinario di ieri n. 482, era composta da un convoglio scortato da una nave portaerei, da una nave da battaglia ( la Nelson ), da un numero imprecisato di incrociatori e da una decina di cacciatorpediniere Non appena fu avvistata dai nostri ricognitori, partitono immediatamente dalla basi di Sardegna i nostri aerosiluranti: un incrociatore leggero colpito da due siluri è subito affondato ( capi equipaggi dei velivoli capitano Melley e tenente Setti ); un incrociatore leggero è stato colpito con un siluro ( capo equipaggio tenente Giacoppinelli ); una grossa unità colpita da siluro ( capo equioaggio tenente Venturini ); un incrociatore leggero colpito con un siluro ( capo equipaggio del velivolo tenente Bucceri); un incrociatore di circa 10 mila tonnellate, colpito da un siluro, ha sbandato uscendo dalla formazione ( capo equipaggio del velivolo, capitano Marini). Subito dopo un altro nostro velivolo, con capo equipaggio il tenente Cristiani, ha colpito lo stesso incrociatore che è affondato. I piloti della caccia di scorta hanno notato la messa in acqua di scialuppe di salvataggio.
Una seconda ondata di due gruppi, comandati rispettivamente dal colonnello Seidl e dal maggiore Buri, hanno proseguito l'attacco con questi risultati: una nave da battaglia colpita a prua con un siluro (
si trattava della Nelson e della stessa azione nella quale è caduto Rino Boeri ), un incrociatore colpito al centro con un siluro, un incrociatore colpito. In una terza ondata sono stati colpiti: con un siluro un incrociatore leggero ( capo equipaggio del velivolo capitano Grossi ), con due siluri un incrociatore da 10 mila tonnellate, che è affondato
( capi equipaggio dei velivoli capitano Magagnoli e tenente Silva ). Riassumendo sono stati sicuramente affondati due incrociatori pesanti e uno leggero e colpiti più o meno gravemente con siluri una nave da battaglia e un'altra grossa unità imprecisata, sei unità di tonnellaggio minore, un cacciatorpediniere. Mentre si svolgeva la battaglia avevano luogo furiosi scontri tra i nostri e i velivoli nemici. Sei velivoli inglesi sono stati abbattuti in fiamme; otto nostri velivoli non sono rientrati alle basi. Devono considerarsi caduti alla testa delle loro formazioni il colonnello comandante dello stormo e tre comandanti di squadriglia. Durante questa grande battaglia che è durata dalle 13 alle 22 del giorno 27 i nostri aviatori in magnifica gara di ardimento e con superbo sprezzo del pericolo si sono scagliati contro la flotta inglese non solo con la potenza degli esplosivi ma anche con il loro coraggio e la loro inarrestabile decisione di colpire. Delle navi mercantili che formavano il convoglio una è stata silurata da unità sottili della Regia Marina nel Canale di Sicilia; un'altra, colpita e affondata al largo delle coste algerine da unità della Regia Marina; due altre, per complessive 23 mila tonnellate, sono state affondate, nel tratto di mare tra la Sardegna e la Tunisia, da aereosiluranti aventi quali capi equipaggi i tenenti Focacci, Belloni e Di Bella."

Nel corso di questa eccezionale azione di guerra dei nostri aerosiluranti caddero, oltre a Boeri e al comandante dello stormo colonnello Seidl, il capitano Alfonso Rotolo comandante della 257° squadriglia, il capitano. Bartolomeo Tomasino comandante della 258 ° squadriglia. , il capitano Giusellino Verna comandante della 259°squadriglia, il capo equipaggio tenente Danilo Barro, il capo equipaggio sottotenente Pier Vincenzo Morelli insieme a 27 uomini di equipaggio.
La motivazione della medaglia d'argento conferita a Rino Boeri alla memoria è la seguente: "Pilota di apparecchio aerosilurante, confermando le sue doti professionali e di combattente entusiasta, con superbo sprezzo del pericolo e virile serenità affrontava 11 formidabile fuoco di sbarramento contraereo e navale ed i rabbiosi attacchi della caccia avversaria. Scagliandosi contro la squadra inglese, armato del suo coraggio e della ferrea volontà di colpire l'obiettivo assegnatogli, riusciva in pieno nel suo compito, portando lo scompiglio nella linea dell'avversario che era costretto a ripiegare alle sue basi per le gravi perdite subite. Il suo velivolo,colpito, non faceva ritorno. - Cielo del Mediterraneo centrale 27 Settembre 1941-XIX".

 

 16-10-2012