 |
| Uniforme del Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza ( Indossata da un Comandante di prima classe ) |
Bellissimo e rarissimo berretto da Ispettore Generale , in uso al Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza nel 1942 , di colore nero con fregio frontale in canottiglia dorata, scudo sabaudo rosso e nodo Savoia. Realizzato in tessuto gabardine di lana nero, è caratterizzato dalla soprafascia definitiva con "greca" ricamata in oro con una filettatura dorata e con l'aquila in ricamo d'oro , sottopannata in nero.
La fodera è realizzata in seta trapuntata color nero sulla quale è stampato il marchio della sartoria che l'ha confezionata: l'"Coruzzolo" di Napoli. L'interno è protetto da una fascia para sudore in "marocchino" marrone scuro. Il berretto e' in eccezionali condizioni di conservazione con i fregi intatti. La taglia è medio-grande.
Nell'agosto del 1919, durante il governo Nitti, furono sciolte le Guardie di Città e furono costituiti la Regia Guardia di Pubblica Sicurezza (il 2 ottobre 1919 con 12 divisioni e 40.000 uomini), deputata al mantenimento dell'ordine pubblico e alquanto svincolata da eventuali influenze della politica, ed il Corpo degli Agenti Investigativi (8.000 uomini), specializzato in compiti di polizia giudiziaria. Il 31 dicembre 1922 Benito Mussolini, capo del neonato governo, sciolse i due corpi (provocando reazioni violente di una certa gravità da parte delle truppe interessate), che furono poi assorbiti all'interno dell'Arma dei Reali Carabinieri. Nell'ambito della stessa manovra, veniva creata la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Nell'aprile del 1925 fu (ri)costituito il Corpo degli Agenti di Pubblica Sicurezza, che riprendeva se non altro la tradizione dei disciolti corpi, in parte anche per riguadagnare il consenso presso le forze dell'ordine, sceso a livelli di scarsa efficienza a causa dello scioglimento precedente (che aveva collateralmente minato anche l'armonia interna fra i Carabinieri, nei quali erano stati indiscriminatamente versati gli ex-poliziotti) e della crescita di potere della Milizia, con la quale vi furono, durante il fascismo, numerose interferenze di competenze o di fatto.
La guerra condusse le forze di polizia ad aggiornare le proprie finalità d'impiego, per far fronte a situazioni di ordine pubblico ovviamente eccezionali. In questo, è stato notato, lo zelo repressorio fu portato quasi fisiologicamente a scadere, registrandosi un'infinito numero di reati comuni commessi per reali cause di grave necessità, mentre per quanto riguardava i reati politici la competenza era stata quasi completamente ceduta alle forze militari.
Il 6 settembre 1943, quando l'armistizio di Cassibile era già stato firmato in segreto, prima di darne notizia pubblica era stata sciolta la Milizia, riconferendo tutte le sue principali funzioni alla polizia.
Il 2 novembre 1944, interrompendo la tradizione che aveva visto la polizia sempre come corpo civile armato (salvo nel periodo del breve assorbimento nell'Arma dei Carabinieri), con un decreto legislativo luogotenenziale, venne nuovamente istituito il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, che aveva stavolta status di corpo militare. ( Notizie storiche tratte dal sito di Wilkipedia )
Per questo oggetto è possibile utilizzare il pagamento rateale. Per vedere le condizioni cliccare qui.