Italia (R.S.I.)
RARISSIMO MANIFESTO "8 SETTEMBRE" DELLA R.S.I. STAMPATO NEL 1944 E ATTRIBUITO A BOCCASILE
Prezzo: Euro 500,00 - cod. nr. 20552
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Gino Boccasile
Bellissimo e rarissimo manifesto originale stampato verso la fine del 1944 a cura del Nucleo Propaganda del Ministero della Cultura popolare della R.S.I.
Il Minculpop ( Ministero della Cultura Popolare ) della R.S.I., guidato da Mezzasoma, gestiva ideazione e produzione dei messaggi propagandistici attraverso il Nucleo Propaganda, diretto da Giorgio Almirante in qualità di Capo di Gabinetto del Ministro, che scelse di concentrare gli sforzi su manifesti e volantini mobilitando grafici, illustratori, compositori e addetti stampa.
Di questo manifesto del formato di 70 x 100 cm., ne sono state tirate 30.550 copie dalle Industrie Grafiche Nicola Moneta di Milano.
Il manifesto non è firmato ma viene comunemente attribuito a  Gino Boccasile, senza dubbio il più famoso tra gli artisti impiegati a fini di propaganda durante il periodo della seconda guerra mondiale. Il manifesto rappresenta a sinistra soldati italiani sbandati e a destra soldati italiani che combattono.

Luigi (Gino) Boccasile nacque a Bari il 14 luglio 1901 in una famiglia della piccola borghesia commerciale. Il padre morì per il calcio di un cavallo quando aveva solo due anni. Frequentò la Scuola di arti e mestieri della sua città con l’idea di diventare ingegnere navale. A dodici anni perse un occhio per uno schizzo di calce viva e nel 1918 a diciassette anni si trasferì a Milano. Viveva in una soffitta e si manteneva facendo lavori occasionali, soffrendo anche la fame. Cominciò a lavorare nello studio grafico Mauzan-Morzenti e conobbe Franco Aloi con cui in seguito avrebbe avviato una decisiva collaborazione di lavoro. Dopo un soggiorno in Argentina e uno intenso a Parigi, rientrò in Italia nel 1932, dove cominciò a collaborare con le riviste di moda dell’epoca e a illustrare le collane di romanzi della Mondadori.
Partecipò alla campagna del riso (1934), a quella contro la tubercolosi, e cominciò a essere notato per i suoi cartelloni pubblicitari. Nel ’36 era ormai un artista affermato e fondò l’agenzia pubblicitaria ACTA (Azienda Commerciale Tecnico Artistica) insieme a Franco Aloi. Il 1937 fu l’anno decisivo: venne contattato da Cesare Zavattini per collaborare alla nuova veste editoriale della rivista "Le Grandi Firme", creata da Pitigrilli nel 1924 e che stava attraversando un periodo di crisi. Il 22 aprile 1937 uscì il primo numero della nuova serie diretta da Zavattini e in copertina c’era la più celebre delle invenzioni di Boccasile: la Signorina Grandi Firme. Il 6 ottobre 1938 su ordine di Mussolini, che incominciava evidentemente a risentire della rigida atmosfera prebellica che si respirava nell'alleata Germania, cessarono le pubblicazioni de "Le Grandi Firme". Con lo scoppio del conflitto, complice il Ministero della Guerra che lo designa grafico propagandista, la sua opera si orienta verso la propaganda bellica: tocca a Gino Boccasile disegnare i nostri combattenti, le nostre armi, le gesta dei soldati.
A Milano, dopo l'8 settembre 1943, Boccasile aderisce alla R.S.I. ed ottiene un incarico presso il Nucleo Propaganda. Sembra che sia lo stesso Mussolini a volerlo al suo fianco negli anni della Repubblica Sociale Italiana. Viene nominato tenente delle SS Italiane e continua a produrre manifesti in uno studio protetto da militi armati. Furono tre i manifesti realizzati da Boccasile per l'arruolamento nelle file delle SS italiane e questo è sicuramente quello più scenografico ed impattante ed oggi il più ricercato dai collezionisti. Con la guerra e durante tutto il periodo della R.S.I. i manifesti di Boccasile furono stampati non di rado anche sotto forma di cartoline, oggi assai ricercate dai collezionisti. In queste opere, abbandonata per forza di cose la leggiadria tipica delle figure femminili della pubblicità commerciale, introdusse un nuovo stile statuario particolarmente adatto alle grandi dimensioni dei suoi soggetti.
Alla Liberazione viene incarcerato per collaborazionismo, ma poi assolto per non aver commesso reati. Riprende la sua attività dal 1946 soprattutto con la grafica pubblicitaria. Disegna alcune cartoline per il nuovo Msi e per le associazioni degli ex combattenti, ma anche disegni erotici per un editore inglese e per l’editore francese Lisieux.
Dal 1947, dopo aver avviato una sua agenzia di grafica, i suoi disegni sono presenti sui muri delle città e delle campagne con le pubblicità: Formaggino Mio, Lama Bolzano, Amaro Ramazzotti, moto Bianchi, dentifricio Chlorodont, le calzature Zenith, Riunione Adritica di Sicurtà, Yogurth Yomo, profumi Paglieri. Muore a Milano il 10 maggio 1952.
 
   

13-3-2015