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| Un'ausiliaria della divsione "Decima" ( Zona di Gorizia, gennaio 1945 ) |
Bellissimo e raro manifesto originale stampato a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della "X Mas" nel 1945.
Il manifesto, che misura 50 x 83 cm. , non è firmato e purtroppo non si conosce il nome del suo autore.
Raffigura un'ausiliaria della X Mas che suona l'adunata ed è stato ricavato da una foto d'epoca in bianco e nero aggiungendovi i colori, la scritta "Adunata!" posta sul trombettiere, il titolo in alto con la scritta "X° Flottiglia Mas - III° Corso S.A.F." e al piede l'indicazione "Centri di Arruolamento - Decima Flottiglia Mas". La parte superiore del manifesto, ideato nel 1944, veniva modificata a seconda dei corsi di addestramento. Nel nostro caso fa riferimento al III Corso SAF che giurò fedeltà alla RSI il 23 marzo 1945. Iniziato nel gennaio 1945 a Col di Lana ( Vicenza) terminò il 30 aprile 1945 a Venezia, quando la comandante del corso, Luciana Cera, diede alle fiamme tutti carteggi e sciolse il deposito del SAF.
L'Ufficio Stampa e Propaganda della "X Mas" era affidato alla dottoressa Pasca Piredda che, proveniente dalla politica, si era trovata proiettata, come segretaria del Comandante Borghese, in un mondo dove questa non contava e dove tutti lavoravano spinti solo da un comune ideale. Nel suo ufficio si lavorava alacremente, incuranti di stanchezza o sonno, lei e solo due o tre suoi stretti collaboratori. Migliaia di volantini, con la sigla X in rosso in tutta la loro ampiezza, venivano diffusi in ogni sito della R.S.I.; cartelloni e manifesti bellissimi, molti dei quali di Boccasile, adornavano le mura delle città e, con non poche grane, le facciate di varie chiese.
Nell'autunno del 1943 la Decima Flottiglia MAS, formazione che dipendeva dalla Marina Repubblicana, accolse tra i propri ranghi un gruppo di donne ( madri, mogli, sorelle e fidanzate dei giovani marinai ) che si erano offerte volontarie. Oltre che nel tradizionale ruolo di assisteneti morali e materiali dei feriti, prestarono la loro opera anche in prima linea come staffette portaordini e nella distribuzione di viveri e munizioni.
L'esempio fu imitato ben presto dai comandi dell'Esercito, della GNR e delle Brigate Nere e il numero delle donne in servizio incrementò a tal punto da interessare lo stesso Ministero delle Forze Armate. Con il decreto ministeriale del 18 aprile 1944, che autorizzava l'arruolamento di volontarie comprese tra i 18 e i 45 anni, nacque ufficialmente il Servizio Ausiliario Femminile ( SAF ). Il personale prendeva parte a particolari corsi, istituiti appositamente per la nuova formazione, per le quattro specialità di impiego previsto: servizi militari, ospedalieri, difesa contraerea e servizi di ristoro. Durante i 45 giorni di formazione le principali materie di insegnamento erano l'addestramento formale, pronto soccorso, uso delle armi, regolamenti, topografia e canto. Ogni ausiliaria era dotata di un libretto personale che ne riportava la fotografia, i dati anagrafici, il grado e la matricola. Al termine del corso si prestava giuramento di fedeltà, secondo l'usuale formula comune a tutti gli appartenenti alle Forze Armate della RSI, e venivano apposti i gladi sui baveri delle uniformi.Secondo le fonti più attendibili, sul finire della guerra si giunse a poco più di 4000 ausiliarie effettive.
( Notizie storiche tratte dall'articolo di Furio Lazzarini apparso ul numero 19 del gennaio 1990 della rivista "Uniformi & Armi" )