Italia (R.S.I.)
RARISSIMO VOLANTINO A FIRMA DR.RAINER COMMISSARIO SUPREMO DEL "LITORALE ADRIATICO" 1 MAGGIO 1944
Prezzo: venduto - cod. nr. 14435
Volantino stampato a Trieste il 1° maggio 1944 e distribuito per divulgare l'Ordinanza con la quale si concedeva l'amnistia ai componenti delle "Bande" partigiane operanti nella zona del "Litorale Adriatico" che si fossero presentati spontaneamente ad un Comando tedesco. L'Ordinanza è firmata dal Supremo Commissario Dr.Rainer, capo dell'OZAK
(Operationszone Adriatisches Kuestenland detto anche zona d'operazioni del Litorale Adriatic0).
E' probabile che pochi furono quelli che si fidarono di questo invito consegnandosi ai tedeschi soprattutto dopo che, pochi giorni prima, il 23 aprile, come rappresaglia per un attentato alla Casa del Soldato ( Soldatenheim ) di Palazzo Rittmeyer in cui morirono cinque soldati tedeschi e alcuni italiani del personale di mensa, la Corte Marziale tedesca fece impiccare 51 detenuti alle ringhiere e alle finestre del palazzo.

L'OZAK fu istituito, assieme alla zona d'operazioni delle Prealpi, col chiaro intento di una restaurazione secondo la memoria asburgica, per una futura annessione delle province italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume al Terzo Reich. In principio l'ordinanza di creazione delle zone d'operazioni doveva rimanere segreta per non interferire con le trattative per la ricostituzione di un governo al nord ma, non appena il governo della Repubblica Sociale fu ricostituito e Badoglio dichiarò guerra ad Hitler il 13 ottobre 1943, le vere intenzioni della Germania nazista non furono più nascoste. L'Amministrazione Civile passò nelle mani di Friedrich Rainer, gauleiter della Carinzia, che aveva la propria sede inizialmente a Klagenfurt.
Rainer nominò a Trieste un suo rappresentante, il dottor Wolsegger, nonché il prefetto della provincia ed il podestà della città giuliana, capoluogo del Litorale, rispettivamente Bruno Coceani e Cesare Pagnini. A Bruno Coceani fu affidato anche il controllo e la supervisione delle altre prefetture della regione giuliana[1], in due delle quali vennero nominati anche due coprefetti croati (a Fiume Frank Spehar accanto all'italiano Franco Spalatin e a Pola Bogdan Mogorovi? accanto a Ludovico Artusi)[2]. Con ordinanza del 15 ottobre ma con valore retroattivo dal 29 settembre, concentrò inoltre tutto il potere nelle sue mani, mentre già dal 21 settembre aveva nominato per la provincia di Lubiana capo dell'amministrazione civile Leo Rupnik, a cui fu affiancato come capo della polizia Erwin Rösener.
Si realizzò così il predeterminato disegno di Hitler, Himmler, Joseph Goebbels (che ne fece varie menzioni nel suo diario, aspirando anche all'annessione del Veneto), Rainer, Hofer, di occupare militarmente (l'invasione del nord Italia scattò subito dopo la conclusione dell'armistizio fra Badoglio e gli Alleati), e poi annettere a guerra conclusa tutti quei territori nordorientali che furono un tempo sotto il dominio asburgico.
Il Supremo Commissario stabilì il cambio lire–marco 10 a 1, nominò dei "deutsche berater", consiglieri amministrativi che affiancavano nel loro operato i prefetti italiani e ne controllavano le direttive (14 ottobre 1943), creò la polizia economica ed uno speciale ufficio per la lotta al mercato nero ed allo "strozzinaggio", decise la costituzione del Tribunale Speciale di Sicurezza Pubblica (22 ottobre 1943) per giudicare gli atti di ostilità alle autorità tedesche, la collaborazione col nemico, le azioni di sabotaggio; questo Tribunale non aveva un secondo grado di giudizio, non era obbligato a seguire le norme procedurali consuete e le domande di grazia potevano essere inoltrate ed accettate solo da Rainer.
Furono inoltre respinte le nomine prefettizie e dei podestà emanate dalla RSI, le chiamate alle armi del governo fascista furono costantemente osteggiate e rese operative solo su base volontaria (su 100 volontari che si presentavano, il Supremo Commissario ne inviava solo 5 alle formazioni militari repubblicane), privilegiando invece il reclutamento nelle organizzazioni di lavoro, di costruzione o direttamente nella polizia tedesca. Fu reso obbligatorio il permesso di soggiorno per le persone che intendevano fermarsi nell'OZAK per un periodo superiore ai sette giorni, la sottomissione dei militari italiani ai comandi tedeschi, il controllo dell'economia e delle esportazioni verso la RSI e l'estero, la spoliazione dei beni industriali, culturali, militari ed ebraici attraverso la società "Adria", creata a questo fine. La Gazzetta Ufficiale fu soppressa e sostituita dal “Bollettino del Supremo Commissario” ciclostilato in quattro lingue e dal giornale propagandistico "Adria Zeitung". In esso Rainer dichiarava che l'Italia Nordorientale era stata maltratta dal governo fascista e che la popolazione, composta da una razza affine ai tedeschi, sperava nell'annessione al Terzo Reich.

Ludwig Kuebler era il comandante militare della regione (il suo quartier generale si trovava a Spessa, presso Cormons), capo della polizia e delle SS divenne invece Odilo Globocnik, già amico di Rainer durante gli anni del nazismo clandestino in Austria, avviando così la lotta crudele e senza quartiere al movimento partigiano friulano e slavo molto forte sia nel Friuli che nella Venezia Giulia, attraverso l'utilizzo di forze collaborazioniste italiane e straniere. Nel Litorale operarono infatti vari reparti quali la Milizia Difesa Territoriale (il nuovo nome voluto da Rainer per la GNR nell'OZAK), la polizia di Pubblica Sicurezza (di cui fece parte la Banda Collotti), la Landschutz, la Guardia Civica, due reparti regolari dell'esercito della RSI (Battaglione bersaglieri Mussolini e Reggimento Alpini Tagliamento), la Xª Flottiglia MAS (dal novembre '44 al febbraio '45), le Brigate nere, i battaglioni italiani volontari di polizia, la polizia tedesca e vari reparti sloveni, croati, serbi e cosacco caucasici. Fu aperto inoltre il campo di concentramento della Risiera di San Sabba ove operarono vari criminali di guerra fra cui Ernst Lerch, Christian Wirth, Dietrich Allers, Franz Stangl, Kurt Franz, Otto Stadie, Joseph Oberhauser. Il Friuli e la Venezia Giulia, territori indiziati per un possibile sbarco alleato e base per lo sviluppo della più grande repubblica partigiana italiana, la Repubblica libera della Carnia, subirono numerosi rastrellamenti, distruzioni di villaggi, omicidi, rappresaglie e furono le ultime regioni ad essere liberate dagli Alleati, in quanto il territorio rappresentava l'unica via diretta per il ritorno delle truppe naziste nel Reich. Le unità italiane alleate dei germanici, al momento della Liberazione, si sfaldarono oppure si unirono a quelle partigiane, mentre le truppe tedesche e quelle collaborazioniste slave si diressero, non riuscendo nel loro intento, verso la Carinzia. Rainer e Globocnik tentarono un ultimo disperato tentativo di fuga, ma furono catturati fra gli ultimi giorni di aprile ed i primi di maggio.

Friedrich Rainer era nato a Sankt Veit an der Glan in Austria il 28 luglio 1903. Laureato in giurisprudenza, Rainer entrò a far parte del NSDAP nel 1930. Nel 1938 fu nominato Gauleiter a Salisburgo, dal 1939 assunse la carica di governatore della Carinzia a cui si aggiunse,dopo l'aprile 1941, anche l'Oberkrain (corrispondente alla Slovenia settentrionale), appena inglobato dopo l'invasione tedesca del Regno di Jugoslavia con la cosiddetta operazione 25.
Dal 10 settembre 1943 fu nominato commissario supremo del Litorale Adriatico annesso di fatto alla Germania nazista. Alla fine dell'aprile 1945 tentò di organizzare un'ultima disperata resistenza delle forze naziste in Carinzia. Arrestato dagli americani e consegnato agli jugoslavi, fu processato per crimini di guerra a Lubiana ed impiccato il 19 luglio 1947.
( Notizie storiche tratte dal sito Wikipedia )
 
 
  
   

 2-5-2009