Eccezionale occasione di aggiudicarsi il distintivo originale e l' attestato di conferimento del "Panzerkampfabzeichen in Bronze" (Distintivo in bronzo per combattimento di carri) allo Schuetzen ( Fuciliere ) Ernst Piasseck appartenente alla 9./Schuetzenregiment 114 ( 9. Compagnia del 114°Reggimento Fucilieri ) della 6.Panzer-Division.
L'attestato, firmato a penna dal Generalmajor Erhard Raus, comandante della divisione, e' stato conferito 25 febbraio 1942 "Jm Felde" ( sul campo ) quando la divisione si trovava impegnata sul fronte orientale in combattimenti difensivi delle posizioni invernali a Juchnow, Gshatsk e Subzow, alle dipendenze del V.Armeekorps della 4.Panzerarmee nell'Heeresgruppe Mitte, dopo il fallito tentativo di conquistare Mosca. Si tratta di un documento particolarmente raro in quanto appartenente a quelli "decorativi" utilizzati nel primo periodo del conflitto e dopo sostituiti da quelli più semplici e comuni.
Il "Panzerkampfabzeichen in Bronze", assolutamente originale, e' del tipo "concavo" realizzato verso la fine del conflitto, in lega di zinco bagnata nel colore bronzo del quale rimangono evidenti tracce per piu' del 70%. Alcuni segni di ossidazione dovuti agli anni sono pure visibili e ne comprovano l'originalita'. Il distintivo non è marcato ma, dalle sue inconfondibili caratteristiche costruttive, può essere sicuramente attribuito al fabbricante "Steinhauer & Lueck" di Luedenscheid.
Questa decorazione fu introdotta il 1 giugno 1940 ed era destinata a ricompensare e distinguere gli equipaggi dei veicoli blindati diversi dai carri armati, ovvero: gli artiglieri con armi automatiche e affini, i Panzer Grenadiere e le unita' di supporto. Anche gli equipaggi delle vetture blindate potevano ricevere questa decorazione invece di quella in argento riservata ai carristi e introdotta il 20 settembre 1939 su ordine del Generaloberst von Brauchitsch. I due distintivi sono identici sotto tutti i punti di vista e anche la versione in bronzo presenta gli stessi tre metodi di costruzione del suo equivalente in argento: liscio e semincavato, piatto oppure concavo speculare come appunto questo esemplare.
I criteri di assegnazione erano i seguenti: aver preso parte a tre assalti in tre giorni diversi, essere rimasti feriti durante un assalto o aver conquistato un'altra decorazione per il coraggio dimostrato durante un attacco. Il distintivo veniva indossato sul taschino sinistro dell'uniforme e veniva consegnato in un semplice pacchetto di carta, che poteva essere di vari colori, su cui era stampato il nome della decorazione.
Lo Schuetzenregiment 114 venne formato il 1 agosto 1940 nel "Wehrkreis VI" ( 6° Distretto Militare ). I quadri del reggimento vennero dalla compagnia comando dell'Infanterie-Regiment 243. Il I.Bataillon fu costituito dal I.Bataillon dello Schuetzenregiment 4 dell'Oberst Erhard Raus, mentre il II.Bataillon dal II.Bataillon dell'Infanterie-Regiment 79. L'11° compagnia del Reggimento venne formata dalla 13° Compagnia dell'Infanterie Regiment 400. Tatticamente il reggimento faceva parte della Schuetzen-Brigade 6, alla quale era stato assegnato nell'agosto 1940, entrando così a far parte delle truppe in forza alla 6.Panzer-Division del Generalmajor Werner Kempf che aveva preso parte alla Campagna di Francia nel maggio, attraversando il Belgio e le Fiandre e distinguendosi poi nei combattimenti di Rethel ed Epinal in territorio francese.
Il reggimento, al seguito della 6.Panzer-Division ritornata in patria dalla Francia, venne trasferito in Prussia Orientale al confine con l'Unione Sovietica. Qui, nel giugno 1941, ebbe il suo battesimo di fuoco partecipando all'"Operazione Barbarossa" e combattendo nel settore di Ostrow e poi a Leningrado. Da questo momento seguì le sorti della Schuetzen-Brigade 6 e della 6.Panzer-Division, venendo rinominato Panzer-Grenadier-Regiment 114 il 5 luglio 1942 quattro giorni prima che la Brigata assumesse il nome di 6. Panzer-Grenadier-Brigade. Tale trasformazione avvenne in Francia dove la 6.Panzer-Division, passata sotto il comando del Generalmajor Erhard Raus il 22 novembre 1941, era stata trasferita il 10 maggio 1942 nella riserva della 1.Armee, per riposo e ricostituzione che trascorse tra Parigi e la Bretagna. Il comando del reggimento venne assunto dall'Oberstleutnant Helmuth Zollenkopf.
Vi era una notevole differenza nell'organizzazione e nell'armamento tra i due tipi di reggiment: i due battaglioni del Panzergrenadier-Regiment dovevano essere equipaggiati entrambi con gli SdKfz 251 SPW ma, a causa della scarsità di produzione, ne fu equipaggiato solo il primo così che il secondo veniva trasportato sui camion ricevendo il soprannome di "Gummi Panzergrenadier" (Panzergrenadier di gomma).Ciò significava che solo il primo battaglione era in grado di seguire l'avanzata dei panzer e combattere con i propri SPW. Il secondo battaglione, seppur coinvolto nelle tattiche della fanteria, era spesso tenuto di riserva. Entrambi i battaglioni furono comunque dotati di nuovi armamenti anti-tank per poter affrontare i carri sovietici. Nel novembre del 1942 il reggimento, al seguito della 6.Panzer-Division, ritornò sul Fronte Orientale nella riserva della 4.Panzearmee partecipando allo sfortunato tentativo di liberare la 6.Armee di Paulus a Stalingrado dal 28 novembre al 24 dicembre 1942. Seguì quindi le sorti della 6.Panzer-Division, passando al comando del Major Konstantin Rogalla von Bieberstein nel 1943 e poi dell'Oberstleutnant Dr. Paul Stahl fino all resa in mani sovietiche avvenuta a Brno in Moravia l'8 maggio 1945.
La 6.Panzer-Division venne creata il 10 ottobre del 1939 a Wuppertal/Muensternel Wehrkreis VI dalla riorganizzazione della 1. Leichte-Division e posta sotto il comando del Generalmajor Werner Kempf. Partecipo' all'invasione della Francia attraversando il confine con il Lussemburgo il 10 maggio 1940 raggiungendo Cambrai e Cassel sul Canale della Manica. In una seconda fase superò l'Aisne in direzione sud attaccando le truppe francesi a Bar le Duc e dietro la linea Maginot. Ritornata in patria dalla Francia nel luglio 1940, venne trasferita in Prussia Orientale al confine con l'Unione Sovietica, subordinata al XVI.Armeekorps della 18.Armee del Generalleutnant Georg von Küchler. Qui, il 6 gennaio 1941 passò sotto il comando del Generalmajor Franz Landgraf. Il 21 giugno 1941, il giorno del solstizio d'estate scelto da Hitler per l'attacco alla Russia, al comando del Generalmajor Wilhelm Ritter von Thoma attraversò il confine sovietico con il XXXXI Armeekorps del Panzergruppe 4 in forza al Gruppo d'Armate Nord.
Combattè inizialmente a Ostrow, poi a Leningrado prendendo infine parte all'avanzata verso Mosca attraverso Kalinin e Klin guidata nuovamente dal Generalmajor Franz Landgraf. Nel dicembre 1941 e nei primi mesi del 1942 sostenne pesanti combattimenti difensivi nei settori di Juchnow e Rshew. A causa delle pesanti perdite subite venne inviata in Francia nel maggio del 1942, al comando del Generalmajor Erhard Raus che ne era divenuto ufficialmente il comandante il 1 aprile pur guidandola di fatto dal 22 novembre 1941.febbraio. Nel novembre del 1942 la divisione venne urgentemente richiamata al fronte dal Feldmarschall von Meistein che aveva assunto il comando del Gruppo di Armate "Don" composto dalla 6.Armme di Paulus, accerchiata a Stalingrado, dalla 3° Armata romena, dall'Armata Holldit e dall'Armata Hoth. Escludendo quest’ultima e la Sesta Armata, immobilizzata di fatto da Hitler a Stalingrado, le altre erano unità raccogliticce e malconce, che avevano già subito l’impeto sovietico nello sfondamento. Il Feldmarschall aveva anche a disposizione la 23. Panzerdivision e la 6.Panzerdivision, unità trasferite in fretta e furia (la 6°arrivava addirittura dalla Francia). In tutto queste forze avevano a disposizione 232 carri. L’attacco principale per spezzare l’assedio fu tentato da Hoth il 12 Dicembre: le forze però non erano sufficienti per il compito, quello di sfondare per 100 Km in territorio nemico organizzato a difesa. Inizialmente si registrarono progressi, e il generale sovietico Jeremenko dovette impiegare forze sottratte all’assedio di Stalingrado più le sue ultime riserve per contrastare l’azione. Nel frattempo però i tedeschi ricevettero in rinforzo la 17 Panzerdivision: le punte corazzate si spinsero fino a una cinquantina di Km dagli avamposti tedeschi a Stalingrado. Per quanto riguarda la Sesta Armata, il piano generale prevedeva due operazioni: “Tempesta Invernale” (il ricongiungimento con le forze di Hoth e il mantenimento di un corridoio con la sacca) e “Colpo di tuono” (l’evacuazione della sacca). Hitler approvò solamente il primo piano. Manstein e Paulus cercarono di predisporre le cose affinché si potesse rapidamente eseguire l’evacuazione, ma l’ordine “Colpo di Tuono” non arrivò mai. Ben presto la situazione peggiorò: il 16 Dicembre toccò agli italiani dell’ARMIR trovarsi in mezzo alla bufera. L’Operazione “Piccolo Saturno” infatti investì le loro linee e determino un nuovo vuoto nel fronte sul Don, centinaia di Km alle spalle di Stalingrado. A questo punto Manstein fu costretto ad utilizzare una delle sue divisioni Panzer per contenere questo nuovo sfondamento ed evitare un nuovo aggiramento. Hoth fu costretto a utilizzare la sua unità migliore, la 6.Panzer-Division, così che venne a mancare la spinta maggiore verso Stalingrado. Del resto, se i sovietici fossero riusciti a dilagare e a raggiungere Rostov, la sacca non avrebbe più contenuto la sola Sesta Armata, ma l’intero gruppo armate “Don” e le truppe tedesche nel Caucaso. Un milione di uomini circa. In questo contesto si fece l’ultimo vero tentativo per far desistere Hitler dai suoi propositi ed autorizzare la Sesta Armata ad abbandonare la città combattendo e cercando di aprirsi un varco verso le forze di Hoth, ma fu tutto vano.
Il 31 Gennaio 1943 Paulus (promosso Feldmaresciallo da Hitler in persona il giorno precedente), il suo Stato Maggiore e altri 50 generali si arresero alle truppe sovietiche, mentre il Il 2 Febbraio fu la volta delle residue truppe comandate da Strecker e dislocate nella parte nord della sacca: fu la resa della 6.Armee.
Il 7 febbraio 1943 il comando della 6.Panzer-Division passò all'Oberst Walther von Hünersdorff con il quale combattè per la riconquista di Kharkov nel marzo 1943, in forza al XXXXVIII Panzerkorps della 4.Panzerarmee, dove nell'aprile venne nuovamente impiegata sulla difensiva lungo la linea del Donez. Messa a riposo il 28 aprile nella zona a sud-ovest di Bjielgorod, venne riorganizzata secondo il nuovo organigramma 1943 delle Panzer-Division. Venne impiegata nei combattimenti dell'operazione "Zitadelle" avanzando verso nord da Bjelgorod, sull'ala meridionale dell'Operazione.
Il 14 luglio il comando venne assunto dal Generalmajor Wilhelm Crisolli poichè durante i combattimenti von Huendersdorff, promosso Generalmajor il 1° marzo, era stato colpito alla testa da una scheggia di granata e un frammento del suo elmetto era penetrato nel cervello. Operato invano nell'ospedale da campo di Kharkov, vi era morto il 19 luglio.
Dal luglio all'agosto 1943 la divisione sostenne cruenti scontri difensivi attorno alla città di Kharkov con il LII. Armee-Korps della 4. Panzerarmee. Passata al comando del Generalleutnant Rudolf Freiherr von Waldenfels il 21 agosto, la divisione venne impiegata per difendere la linea sul fiume Dniepr dove rimase fino alla fine di novembre. In dicembre prese parte alla difesa di Krementschug e Kirovogra. Nel gennaio del 1944 venne posta in riserva della 4.Panzerarmee a Winnitza.L'8 febbraio 1944, venne posta brevemente sotto il comando dell'Oberst Werner Marks che il 21 febbraio lo riconsegnò a von Waldenfels con il quale la divisione, trasferita alla 1.Panzerarmee, combattè nella zona di Kamenetz-Podolsk, rimanendo intrappolata nella "Hube Kessel" ( Sacca di Hube, chiamata così dal nome del Generale Hube che ne ebbe il comando ). Il comando venne assunto brevemente dal Generalmajor Walter Denkert il 13 marzo per ritornare a von Waldenfels il il 28 marzo mentre la divisione si trovava ancora in trappola. Finalmente il 12 aprile 1944 riuscì a liberarsi dalla morsa delle truppe sovietiche venendo messa in riserva della 1.Panzerarmee nella zona di Tarnopol.
Ritornata in patria per essere ricostituita nel giugno 1944, ricevette rimpiazzi e nuovo equipaggiamento, fra cui il I./Panzer-Regiment Großdeutschland (Panther) proveniente dalla 116. Panzer-Division. Alla fine di agosto venne posta in riserva della 2.Armee nella zona di Wilna e in settembre venne nuovamente impegnata in aspri combattimenti difensivi nell'area di Wilna-Kowno-Narew fino al novembre 1944 quando ebbe un breve periodo di riposo a Rozan. Dal 23 novembre al 18 gennaio 1945 il comando passò all'Oberst Friedrich-Wilhelm Jürgens con il quale prese parte al tentativo di liberare Budapest in Ungheria. Ritornata sotto il comando del Generalleutnant Rudolf von Waldenfels, dal febbraio all'aprile 1945 combattè ancora in Ungheria sul lago Balaton prima di impegnarsi nell'ultima difesa di Vienna, come parte del II. SS-Panzerkorps (Bittrich) della 6. Panzerarmee (Dietrich). Il 5 maggio combatteva ancora in Moravia con il XXIV. Panzerkorps della 1. Panzerarmee finchè l'8 maggio 1945 si arrese all'Armata Rossa a Brno.
Il Generalmajor Erhard Raus, firmatario dell'attestato, era nato l'8 gennaio 1889 a Wolframitz e si diplomò alla Kadettenschule Königsfeld di Brno per raggiungere il Feldjäger-Bataillon 20 a Cormons. Allo scoppio della prima guerra mondiale venne trasferito in Polonia e divenne comandante della Compagnia Trasmissioni del suo battaglione. Ritornato sul fronte italiano riuscì con i suoi 31 uomini a catturare 200 soldati italiani.
Dopo la fine della guerra rimase nell'esercito austriaco assumendo il comando del Battaglione Trasmissioni a Vienna con il grado di Major. Divenne poi insegnante tattico dei giovani ufficiali alla Scuola di Fanteria e nel 1934 ne assunse il comando. Colonnello dello Stato maggiore nel marzo 1938, era in procinto di andare a Roma come attachè militare quando la Germania nazista assorbì l'Austria con l'Anschluss. Rimase perciò a Vienna nello Stato Maggiore del Gruppenkommandos 5.Quando scoppiò la seconda guerra mondiale Raus era Capo di Stato Maggiore presso il Wehrkreis XVII a Vienna. Il 15 luglio 1940 venne nominato comandante dello Schützen-Regiment 4, quindi, il 15 aprile 1941 comandante della 6. Schützen-Brigade. Il 1° ottobre 1941 venne promosso Generalmajor e il 18 novembre assunse il comando della 7. Panzer-Division ma il 22 venne trasferito al comando della 6. Panzer-Division che guidò nell'assalto a Mosca.
L'11 ottobre 1941 aveva ricevuto la Ritterkreuz come comandante della 6. Schützen-Brigade. Coinvolto nella ritirata con le battaglie difensive di Wolokolams e nel contrattacco di Szytschewka con la 6.Panzer-Division, venne ufficialmente nominato comandante della stessa il 1°aprile 1942. Il 1° gennaio 1943 venne promosso Generalleutnant e il 10 febbraio assunse il comando del Panzer-Korps z.b.V. Raus con il quale combattè a Kharkov. Il 1° aprile 1943 venne promosso General der Panzertruppen e il 22 agosto ricevette le Foglie di Quercia per la sua Ritterkreuz. Il 1° novembre 1943 assunse il comando della 4. Panzerarmee e poi, il 1° marzo 1944, quello della 1. Panzerarmee. Promosso Generaloberst il 15 agosto, dal giorno dopo ebbe il comando della 3. Panzerarmee che mantenne fino al 12 marzo 1945 quando venne rimosso da Hitler perchè i suoi panzer non erano riusciti a tenere le posizioni sulla testa di ponte dell'Oder ad Altmann e Gollnow, di fronte alle soverchianti forze russe del Maresciallo Zhukov. Alla fine della guerra fu fatto prigioniero dagli Alleati e rilasciato il 30 giugno 1947. E' morto il 3 aprile 1956 nell'Ospedale di Vienna.
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