Italia R.S.I.
RARISSIMO SCUDETTO DA BRACCIO ORIGINALE DELLA BRIGATA NERA "RAFFAELE MANGANIELLO"
Prezzo: venduto - cod. nr. 15730
Un miliziano della "Raffaele Manganiello" in una famosa foto d'epoca, pubblicata sul 2° volume di Fausto Sparacino

Scudetto da braccio metallico da cucire alla manica sinistra della divisa dei membri della Brigata Nera Firenze, divenuta poi “Raffaele Manganiello” dopo la morte del suo fondatore, avvenuta ad opera dei partigiani il 18 settembre 1944 sull'autostrada Milano - Torino ( altre fonti dicono il 15 settembre a Tonego). Il fregio, assolutamente originale, è stato stampato in zama e verniciato. La BN “Manganiello” sostituì il fregio in stoffa con il giglio rosso con quello triangolare in metallo del quale esistono oggi solo pochissimi esemplari originali come questo.

Raffaele Manganiello, membro attivo dei movimento fascista, occupò diverse cariche nell'apparato di partito tra cui quella di Presidente del CONI dal 1940 al 1943 . Definito "fascista irriducibile" dal SIM, durante il periodo badogliano venne incarcerato a Forte Boccea. Nominato il l° ottobre 1943 Capo della provincia di Firenze, abbandonò la città toscana nel luglio 1944 e si portò al Nord. Pochi giorni dopo avere accettato l’incarico di Capo della Provincia di Torino, venne assassinato con gli agenti Alceo e Francesco Gabriellini e l'ausiliaria Dorotea Lantieri.

Il 21 Giugno del 1944 Alessandro Pavolini, con il consenso di Mussolini, iniziò il processo di trasformazione del Partito Fascista Repubblicano in un organismo militare. Il 30 giugno 1944 viene pubblicato il decreto con il quale si trasforma il PFR in partito armato e tutte le federazioni provinciali del PFR assumono il nome di "BRIGATA NERA DEL CORPO AUSILIRIO DELLE SQUADRE D'AZIONE DELLE CAMICIE NERE". Ogni Brigata Nera assumerà il nome di un caduto per la causa repubblicana anche se non sempre in quanto alcune assumono il nome regionale ed alcune,sembra,il nome di Mussolini. Ci fu un discreto entusiasmo tra i volontari che arrivarono ad essere nel Settembre del 1944 circa 30000 unità ma alle quali non furono proporzionate le forniture militari; a fatica Pavolini  riuscì ad ottenere da Wolff, ( generale e comandante delle SS in Italia )  3000 fucili, poi ne seguirono altri 7000; i fucili in questione erano degli italiani Carcano modello 91. Tutti gli iscritti dai 18 ai 60 anni si dividevano in permanenti ed ausiliari.
In ogni capoluogo di provincia nasce una brigata su 2 battaglioni, uno territoriale ed uno mobile. Spesso i battaglioni non esistono che sulla carta, in altri casi le B.N. cedono battaglioni alle B.N.Mobili.
Alcune B.N.veramente efficienti passano sotto comando e alle dipendenze delle FF.AA. repubblicane e come segno distintivo sostituiscono i fasci rossi delle mostrine con i gladi. Terminato il ciclo operativo in Piemonte la Brigata Nera "Manganiello", strutturata su di un unico Battaglione composto da tre compagnie, venne inviata in Valtellina nella zona di Morbegno e posta operativamente, al pari delle altre BB.NN. Toscane, alle dipendenze della Brigata Nera Operativa “Giuseppe Garibaldi”. La Brigata si sciolse alla fine dell’aprile ’45 nel medesimo settore.


( Un fregio simile è riprodotto a pag. 83 del 1° volume "Distintivi e Medaglie della R.S.I." di Fausto Sparacino ) 

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Foto scattata il Valtellina ai membri della Brigata Nera, tratta da "Gli Ultimi in Grigioverde" di Giorgio Pisanò
 
 
   

 24-6-2011