Germania (1919-1945)
DUE ATTESTATI CON LE REALATIVE DECORAZIONI DI UN MEMBRO DELLA 16.SS-PANZERGRENADIER-DIVISION "REICHSFUEHRER-SS" IN ITALIA NEL 1944
Prezzo: venduto ( 2 attestati + 2 decorazioni + 1 tessera ) - cod. nr. 16377
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L'SS-Oberscharfuehrer Paul Grossmann, intestatario degli attestati firmati da Walter Reder e Max Simon, in una foto giovanile del 1937

L'attestato di conferimento del "Distintivo di perizia nella guida" firmato a penna da Walter Reder il 1° settembre 1944
Walter Reder, in divisa da Obersturmfuehrer della
SS-Totenkopfstandarte "Oberbayern"
, ritratto con la moglie probabilmente dopo aver ricevuto la Croce di Ferro di 2° Classe il 31 maggio 1940
Walter Reder, in divisa da SS-Sturmbannfuehrer della
3./SS-Panzer-Division-Totenkopf
, ritratto durante una cerimonia dopo aver ricevuto la Ritterkreuz il 3 aprile 1943
Walter Reder ritratto a Vienna durante una cena dopo essere stato rilasciato dal carcere di Gaeta il 24 gennaio 1985
L'attestato di conferimento del "Distintivo per combattimentro con i carri classe bronzo" firmato a matita dall'SS-Gruppenfuehrer Max Simon, comandante della 16.SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuehrer-SS",
il 1° ottobre 1944
Max Simon, comandante della 16.SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuehrer-SS", in divisa da SS-Brigadefuehrer

Questo lotto di attestati con le relative decorazioni originali, rappresenta un eccezionale e rarissima documentazione storica dell'attività militare svolta dalla 16.SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuehrer-SS" in Italia nell'estate del 1944 durante la quale il suo SS-Panzer-Aufklaerungs-Abteilung 16 ( Battaglione Panzer di Ricognizione 16 ), al comando dell'SS-Sturmbannfuehrer ( Maggiore ) Walter Reder, fu protagonista dei peggiori massacri di civili innocenti mai compiuti in Italia, a Sant'Anna di Stazzema e Marzabotto.
L'SS-Oberscharfuehrer ( Sergente Maggiore ) Paul Grossmann, intestatario dei due documenti, faceva appunto parte della 2° compagnia di questa unità. Grazie al terzo documento del lotto, una tessera di iscrizione con foto alla "Deutsches Reichsbund fuer Leibesübungen", l'associazione giovanile che assegnava il Distintivo Sportivo Nazionale Tedesco, rilasciata ad Erfurt in Turingia nel 1937, possiamo anche conoscere le sue sembianze.


Il primo documento è quello di assegnazione all'Unterscharfuehrer ( Sergente ) Grossmann del "Kraftfahr-Bewaehrungsabzeichen in Silber" ( Distintivo di perizia nella guida di classe "Argento" ), datato "Jtalien, 1. Sept. 1944"
( Italia, 1° settembre 1944 ) e firmato di suo pugno, a penna con inchiostro verde,                               dall'SS-Sturmbannfuehrer und Abteilungs Kommandeur Walter Reder. Sull'attestato è anche presente il timbro rotondo del battaglione.
L'attestato è accompagnato dal distintivo originale, completo della sua bustina originale con il marchio del fabbricante "Rudolf Souval" di Vienna. Questo distintivo venne introdotto il 23 ottobre 1942 e reso retroattivo fino al 1° dicembre 1940. Era riservato al personale militare e civile che si era distinto durante i combattimenti come autista. La versione assegnata
( bronzo, argento e oro ) dipendeva dal numero di giorni consecutivi di servizio: 90, 120 e 135 per le tre classi.
Nei 120 giorni precedenti il giorno di assegnazione, il sergente Grossmann aveva guidato i mezzi del suo battaglione nella ritirata verso nord della divisione, incalzata dalle punte americane che avanzavano lungo la via Aurelia, dalla costa toscana di fronte all'isola d'Elba alla linea del fiume Arno a sud di Pisa. Qui, posta alle dipendenze della 14.Armee, venne impiegata in azioni antipartigiane che si tradussero il 12 agosto 1944 con la strage di Sant'Anna di Stazzema ( Lucca ) compiuta da circa 300 effettivi del SS-Panzer-Aufklaerungs-Abteilung 16, al comando di Walter Reder. Sui motivi di questa vasta operazione non è mai stata fatta chiarezza. Fra le molte cose che sono state dette vi è l'accusa che a Sant'Anna e sui monti sovrastanti fosse in atto una intensa attività partigiana, ma è falso: l'8 di agosto le formazioni partigiane di stanza sul monte Gabberi si erano già spostate altrove, fatto noto ai tedeschi che nello scontro di Farnocchia avevano falcidiato le ultime retroguardie partigiane. Anche la storia della "zona nera" (ovvero di zona sottoposta a sfollamento) non rispettata genera molti dubbi: vaghe notizie che Sant'Anna fosse dentro una di queste aree si erano diffuse prima del giorno 5, ma ordini precisi non ce ne erano stati e una delegazione di paesani tornò dal Comando tedesco con sufficienti rassicurazioni. L'unica spiegazione a tutt'oggi plausibile è la tattica del terrore, applicata con metodo in più occasioni e che in Italia raggiungerà l'apice a Marzabotto con 770 vittime civili..

Il secondo attestato, porta la data "Div.Gef:St., den 1.10.1944" ( Division Gefechtstand o zona di combattimento della Divisione ) che in quel momento, sottoposta al 1°Fallschirmkorps dal 31 agosto, si trovava in trasferimento verso Bologna dopo aver combattuto sul fiume Serchio. L'attestato è firmato con matita blu dal comandante della divisione l'SS-Gruppenfuehrer und Gen. Lt. der Waffen-SS Max Simon che ha inteso così premiare l'SS-Oberscharfuehrer Paul Grossmann, promosso di grado dal mese precedente, con il "Panzerkamkabzeichen in Bronze" ( Distintivo per combattimentro con i carri classe bronzo ). Questa decorazione fu introdotta il 1 giugno 1940 ed era destinata a ricompensare e distinguere gli equipaggi dei veicoli blindati diversi dai carri armati, ovvero: gli artiglieri con armi automatiche e affini, i Panzergrenadiere e le unita' di supporto. Anche gli equipaggi delle vetture blindate potevano ricevere questa decorazione invece di quella in argento riservata ai carristi e introdotta il 20 settembre 1939 su ordine del Generaloberst von Brauchitsch.
Il 1° ottobre 1944 il battaglione di Grossmann, sempre agli ordini Walter Reder, fu nuovamente artefice del peggioe crimine commesso in Italia dalle Waffen-SS o da qualsiasi altra unità della Wehrmacht: la strage di Marzabotto che costò la vita a 700 persone innocenti. Dopo il Massacro di Sant'Anna di Stazzema commesso il 12 agosto 1944, il feldmaresciallo Albert Kesselring aveva scoperto che a Marzabotto agiva con successo la brigata partigiana Stella Rossa, e voleva dare un duro colpo a questa organizzazione e ai civili che la appoggiavano. Già in precedenza Marzabotto aveva subito delle rappresaglie, ma mai così gravi come quella dell'autunno 1944. La mattina del 29 settembre, prima di muovere all'attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste, comprendenti sia SS che soldati della Wehrmacht, accerchiarono e rastrellarono una vasta area di territorio compresa tra le valli del Setta e del Reno, utilizzando anche armamenti pesanti. «Quindi – ricorda lo scrittore bolognese Federico Zardi – dalle frazioni di Panico, di Vado, di Quercia, di Grizzana, di Pioppe di Salvaro e della periferia del capoluogo le truppe si mossero all'assalto delle abitazioni, delle cascine, delle scuole», e fecero terra bruciata di tutto e di tutti. Fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, dopo sei giorni di violenze, il bilancio delle vittime civili si presentava spaventoso: circa 770 morti.

All'inizio di settembre la divisione poteva contare su una forza di 14.683 uomini. Durante i mesi finali dell'anno il fronte rimase abbastanza tranquillo e in gennaio la divisione si collocò dietro il fronte del Senio, tra Lugo e Fusignano a ovest di Ravenna. All'inizio del febbraio 1945 venne trasferita in Ungheria, e messa a riposo nel settore dei campi petroliferi di Nagykanizsa. Qui, sottoposta alla 6.SS-Panzerarmee, partecipò in marzo all'Operazione "Fruehlingserwachsen" intorno al lago Balaton, senza successo. Alla fine di marzo e in aprile la divisione venne progressivamente ricacciata verso i confini austriaci dalla pressione dell'Armata Rossa. I superstiti, tra cui Walter Reder, si arresero agli inglesi a ovest di Graz e agli americani intorno a Klagenfurt e Radstadt..

Walter Reder è nato il 4 febbraio 1915 a Freiwaldau in Slesia, oggi in territorio della Repubblica Ceca e allora in Austria-Ungheria. Figlio di un industriale austriaco fallito, fin da giovane manifesta il desiderio di rivincita e di ritorno alla ricchezza familiare. Studia al Realgymnasium di Salisburgo, dove la famiglia si era trasferita, e frequenta la Scuola d'Affari a Vienna.
Dopo aver militato nella Hitler Jugend dal 6 giugno al 23 dicembre 1932, diventa cittadino tedesco e si arruola nelle Allgemeine-SS come semplice SS-Mann venendo assegnato al II.Sturmbann della SS-Standarte 1 dall'1.10.1934 al 24.4.1935. Viene scelto per frequentare la SS-Junkerschule a Brunswick, dove si diploma, 60° del suo corso, il 5.4.1936 con il grado di SS-Untersturmfuehrer ( Sottotenente ). L'Accademia consolida le sue caratteristiche facendone un perfetto esempio di appartenente alla "razza eletta". Presta servizio nelle unità della SS-Totenkopfstandarte addette alla sorveglianza del campo di concentramento di Dachau, già attivo per i prigionieri politici, come comandante di plotone della Schuetzen-Kompanie/SS-Totenkopfstandarte "Oberbayern" dal 20.4.1936 al 30.4.1939. In questo periodo partecipa a vari corsi d'addestramento nelle truppe di montagna ( dicembre 1936-marzo 1937), per capo plotone ( maggio-luglio 1938 ) e presta servizio per un breve periodo nell'Ersatz-Bataillone dell'Infanterie Regiment 87 dell'esercito.
Il 30 gennaio 1939 viene promosso Obersturmfuehrer ( Tenente ) e posto al comando della 7.Kompanie della sua SS-Totenkopfstandarte "Oberbayern" con cui partecipa all'invasione della Polonia. Qui la "Oberbayern" svolge compiti speciali di polizia nelle retrovia della 10.Armee che consistevano nel rastrellamento di soldati polacchi sbandati e nell'eliminazione di politici, sacerdoti, intellettuali ed ebrei. Ritirata dalla Polonia nei primi giorni di ottobre del 1939, la Standarte viene inglobata nella nuova SS-Totenkopf-Division e Reder è posto al comando di un plotone della 14./SS-Totenkopf-Infanterie-Regiment 1. Dal 12 novembre 1939 svolge anche le mansioni di ufficiale di collegamento tra la Divisione e il Reichsfuehrer-SS a Berlino. Nel 1940, trasferita sul fronte occidentale, la divisione prende parte all'invasione della Francia. In questo periodo Reder svolge le funzioni di Aiutante (O3) nello stato maggiore della divisione e riceve la Croce di Ferro di 2° classe il 31 maggio 1940. La "Totenkopf" partecipa all'operazione "Barbarossa" e Reder è posto al comando della 11./III.Bataillon del reggimento. Durante la campagna di Russia, sul fronte di Leningrado, viene ferito al collo il 1° settembre 1941 in località Chilkowo e promosso SS-Hauptsturmfuehrer ( Capitano ) dopo aver ricevuto la Croce di Ferro di 1° classe il 28 luglio. Durante il periodo della convalescenza è assegnato all'SS-Totenkopf-Infanterie-Ersatz-Regiment 1 rimanendovi fino al 1° marzo 1942 dopo di che torna al comanso della 3.Kompanie del I.Btl.(mot.) dell'SS-Tot.-Inf.-Rgt. 1 fino al 26 febbraio 1943 quando assume il comando del I.Bataillon dell'SS-Pz.Gr.-Rgt 1 con il quale partecipa lla battaglia di Jeremejewka meritando il 3 aprile 1943 la Ritterkreuz ( aveva in precedenza già ricevuto la Deutsche Kreuz in Gold il 17 ottobre 1942 ). Pochi giorni dopo, il 9 marzo 1943, durante i combattimenti nei sobborghi a nord di Kharkov, Reder è ferito gravemente e subisce l'amputazione dell'avambraccio sinistro. Dimesso, torna alla Divisione dove riceve il comando dell'SS-Panzergrenadier-Ausbildungs und Ersatz-Bataillon 3 che dirige anche durante la brutale repressione della rivolta di Varsavia. Il 20 dicembre 1943 assume il comando dell'unità di ricognizione SS-Panzer-Aufklaerungs-Abteilung della neoformata SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuehrer-SS" con la quale viene inviato prima in Slovenia e poi in Italia con il grado di SS-Sturmbannfuehrer ( Maggiore ), diventando per le popolazioni del centro-nord "il monco", responsabile dei tragici fatti sopra descritti e per i quali la giustizia italiana lo condannerà successivamente all'ergastolo dopo esservi stato estradato nel maggio del 1948 dalla custodia britannica. Dopo la sentenza dell'ottobre 1951, viene rinchiuso nel carcere militare di Gaeta insieme ad altri 5 suoi commilitoni. Negli anni successivi giungono al governo italiano ben 280.000 lettere di ex-soldati da ben 35 paesi che sollecitano il suo rilascio. Dopo aver espresso il suo rammarico e pentimento in una lettera indirizzata ai cittadini di Marzabotto nel dicembre del 1984, viene definitivamente liberato il 24 gennaio 1985. Si trasferisce a Vienna dove muore il 26 aprile 1991 e viene sepolto a Gmünden (Oberösterreich).

Max Simon è nato il 6 gennaio 1899 a Breslau, città della Prussia orientale oggi appartenente alla Polonia Nel 1917 si arruolò nell'esercito prussiano venendo destinato al Leib-Kuerassier-Regiment "Grosser Kurfuerst" della 11.Division con il quale combattè in Macedonia e sul fronte occidentale, meritandosi la Croce di Ferro di 2° Classe. Alla fine della guerrà si unì ai Freikorps in Slesia combattendo contro i polacchi. La sua unità fu poi incorporata nel Reichswehr ( Esercito di Weimar ) diventando il 16° Reggimento di Cavalleria nel quale Simon aveva il grado di Unterfeldwebel ( Sergente ). Nel maggio 1933 si arruolò nelle Allgemeine-SS e si iscrisse al Nsdap venendo assegnato alla 47. SS-Standarte a Gera con il grado di Anwaerter ( Cadetto ). Il 3 dicembre 1933 venne promosso SS-Oberscharführer
( Sergente Maggiore) e l'8 marzo 1934 SS-Hauptscharführer ( Maresciallo ). Nel novembre dello stesso anno divenne SS-Untersturmführer ( Sottotenente ) e comandante del campo di concentramento di Sachsenburg. Dal dicembre 1935 assunse il comando dello Sturmbann III/SS-Totenkopfverband Sachsen. Nel luglio 1937 entrò nella nuova formazione  1. SS-Totenkopfstandarte "Oberbayern" e divenne uno dei più ascoltati consiglieri di Theodor Eicke. Nel 1938 venne promosso SS-Standartenfuehrer
( Colonnello ) e impegnato nell'annessione dell'Austria, dei Sudeti e della Cecoslovacchia. Allo scoppio della seconda guerra mondiale assunse il comando di un reggimento della 3./SS-Totenkopfdivision con il quale combattè in Francia e quindi in Russia, ricevendo la Ritterkreuz il 20.10.1941. Il 1° dicembre 1942 fu promosso SS-Brigadefuehrer ( Generale di Brigata ) assumendo il comando della SS-Panzergrenadier-Division Totenkopf dino all'ottobre 1943 quando venne incaricato di formare  e organizzare la 16.SS-Panzergrenadier-Division „Reichsfuehrer SS“.
Nel luglio 1944 la sua divisione fu inviata in Italia sostenendo diverse battaglie difensive contro le truppe angloamericane. Nel novembre 1944 venne promosso SS-Gruppenfuehrer und Generalleutnant der Waffen-SS ( Generale di Divisione ) assumendo il comando del XIII. SS-Armee-Korps dopo aver ricevuto le Foglie di Quercia per la Ritterkreuz il 28 ottobre 1944. Nei primi giorni di maggio 1945 si arrese alle truppe americane nella Germania meridionale.
Al termine della guerra, per la sua complicità nel massacri di Marzabotto e S.Anna di Stazzema, fu processato a Padova davanti a un tribunale militare inglese, l'ultimo celebrato di una serie di processi tenuti nella stessa città contro criminali di guerra nazisti. Fu condannato a morte, ma la sentenza fu quasi immediatamente commutata con il carcere e trasferito in Germania per scontarvi la pena.
Come molti altri prima di lui, fu liberato nel 1954 anche per intercessione dell'arcivescovo di Colonia Frings e grazie alla campagna per il perdono e la riabilitazione dei criminali di guerra che coinvolse in particolare la Germania negli anni della Guerra fredda, volta a rilegittimare l'esercito tedesco come elemento centrale nello schieramento europeo della NATO.
A seguito della sua liberazione, tuttavia, fu accusato dell'assassinio di diversi cittadini di Brettheimer, che verso la fine della guerra avevano disarmato il locale reparto della Gioventù Hitleriana. Processato per questo da un tribunale tedesco, fu assolto in base ad elementi formali in prima istanza, e del suo caso fu interessata l'Alta Corte Federale. Durante il processo non si mostrò mai pentito e affermò "rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto". Nel 1961, mentre il suo caso era riesaminato in sede giudiziaria, morì in seguito ad un attacco di cuore.

L'insieme dei documenti e decorazioni che fanno parte del lotto
L'attestato firmato di suo pugno dall'SS-Sturmbannfuehrer und Abteilungs-Kommandeur Walter Reder con il timbro del SS-Panzer-Aufklaerungs-Abteilung 16 ( Battaglione Panzer di Ricognizione 16 )
Il "Kraftfahr-Bewaehrungsabzeichen in Silber" ( Distintivo di perizia nella guida di classe "Argento" ) con la sua bustina
L'attestato firmato di suo pugno dall'SS-Gruppenfuehrer und General Leutnant der Waffen-SS Max Simon, comandante della 16.SS-Panzergrenadier-Division "Reichsfuehrer-SS"
Il "Panzerkamkabzeichen in Bronze" ( Distintivo per combattimentro con i carri classe bronzo ).
La tessera di iscrizione al "Deutsches Reichsbund fuer Leibesübungen" di Paul Grossmann
   
 
   
 

2-2-2012