Dante Coscia è considerato, dopo Boccasile, il maggior autore di manifesti per la Repubblica Sociale Italiana tra i quali quello famosissimo delle Brigate Nere.
Altro suo manifesto famoso è quello che raffigura John Bull ( la personificazione nazionale del Regno di Gran Bretagna, creata da John Arbuthnot nel 1712 ), con la mano sinistra sul Vangelo, che paga Vittorio Emanuele III e cinque soldati: un polacco, un senegalese, uno jugoslavo, un marocchino e un francese (Degaullista). Al piede, su fondo nero, la frase "L'Inghilterra, che pratica il vangelo, paga ognuno con la stessa moneta."
Di questo manifesto ne fu autorizzata l'affissione il 15 aprile 1944 e sicuramente da esso Coscia trasse ispirazione per illustrare questo volumetto pubblicato nel 1944 dalle Edizioni "Erre" di Venezia-Milano.
Già il titolo "Storia del Bene e del Male" prelude al tema del racconto proposto come "Fiaba per grandi e piccini" come dice il sottotitolo, cioè la storia d'Italia dalla nascita del Fascismo ( Il Bene ) all'8 settembre 1943 ( Il Male ).
Affidando ad un bambino coraggioso il ruolo del protagonista, Coscia lo ha circondato di animali rappresentativi di tutti i principali attori politici del periodo. Il più rappresentato è ovviamente il serpente coronato con la testa di Vittorio Emanuele III.
Interessantissima la "fiaba" da leggere ma ancora più belli ed affascinanti le illustrazioni di un Coscia particolarmente ispirato. Una rarissima testimonianza della produzione propagandistica della Repubblica Sociale Italiana affidata ai grandi artisti dell'epoca. E' molto probabile che pochi siano stati gli esemplari stampati e distribuiti in quegli ultimi giorni della R.S.I. e che quasi tutti siano stati distrutti meno questo esemplare che qualcuno ha salvato dalla distruzione facendolo giungere fino ai nostri giorno in condizioni eccezionali di conservazione.
Dante Coscia, nato a Milano nel 1912, aprì nella città natale, non ancora trentenne, uno studio pubblicitario che in breve tempo lo rese famoso come illustratore. Reduce dall'eperienza futurista, Coscia può a giusto titolo considerarsi un seguace di Mario Sironi per le forme maestose e solenni e per i colori carichi che contrassegnano le sue opere. Dopo il conflitto Coscia proseguì l'attività tornando ad occuparsi di soggetti per la pubblicità di prodotti commerciali.