Italia (R.S.I.)
TESSERA DI ISCRIZIONE AL PARTITO FASCISTA REPUBBLICANO DI VENEZIA CON FOTO
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 16301
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.

Bellissima e rara tessera di iscrizione alla Federazione di Roma del Partito Fascista Repubblicano, appartenuta all'ingegnere Arnaldo Marchi, nato ad Ancona il 22 marzo 1903.
La tessera è completa di foto che ci rimanda l'immagine dell'iscritto  all'età di 40 anni dato che la tessera porta la data di iscrizione al PFR dell'1.11.1943.
E' molto probabile che l'iscrizione al partito sia avvenuta per profonde ragioni ideologiche visto che, come indicato nella tessera, era stato iscritto al Partito Nazionale Fascista fin dal 1922. Altro interessante elemento presente sulla tessera è la firma a tampone del "Segretario del Fascio" cioè di Giuseppe Pizzirani.

Nato nel 1895, partecipò volontario alla 1° guerra mondiale negli arditi. Squadrista, Marcia su Roma, durante il ventennio fu federale a Rovigo, Pistoia e dell'Albania. Aderì subito al fascismo repubblicano e venne nominato, nell'ottobre 1943, ispettore del partito. Nel dicembre successivo occupò la carica di Commissario straordinario della Federazione dell'Urbe.

Subito dopo l'8 settembre il fascismo repubblicano a Roma fu nelle mani di Gino Bardi, iscritto al Fascio dal 1919, che solo nel maggio del 1943 era divenuto membro del Direttorio Federale dell'Urbe
. Il 27 settembre vennero ricostituite le "squadre d'azione", i gruppi armati che ufficialmente dovevano servire all'autodifesa dei fascisti. Il PFR si era insediato a Palazzo Braschi, un vecchio palazzo papale in corso Vittorio Emanuele II. Da qui partivano le spedizioni punitive organizzate da Bardi. Le bande, con nomi quali "Roma o morte" e "Onore e Combattimento" si aggiravano per le vie del centro e i loro membri erano pronti ad uccidere e taglieggiare. Davano la caccia agli antifascisti, ai carabinieri, ai prigionieri di guerra evasi e ora agli ebrei. Chi veniva catturato raramente faceva ritorno, inghiottito nelle celle segrete di Palazzo Braschi. Gli stessi tedeschi, inorriditi da tale criminalità gratuita e non autorizzata, posero fine alle gesta di Bardi, Pollastrini e Franquinet, il 27 novembre con l'arresto della "Banda di Palazzo Braschi". Per sostituire Bardi, venne scelto Giuseppe Pizzirani, conosciuo a Roma per aver lavorato assieme a Bardi come Ispettore del PFR e per essere uno dei responsabili del suo arresto. Nonostante queste buone qualità il nuovo Federale non riuscì a rilanciare il partito in maniera incisiva anche per l'ostilità dei tedeschi che vedevano nei fascisti più un impaccio che un utile alleato. Il 10 febbraio 1944, su proposta personale di Mussolini, venne nominato vicesegretario nazionale del PFR, lasciando il posto di Federale a Renato Pasqualucci.
Molto poco è rimasto oggi nel Palazzo Braschi del suo passato fascista. Trasformato nel Museo di Roma nel 1952, solo una targa al suo ingresso allude a "vari gruppi fascisti" che lì avevano i loro uffici durante la guerra. 

Roma, 12 febbraio 1944. Il commissario della Federazione Fascista dell'Urbe, Giuseppe Pizzirani ( al centro ) passa le consegne a Renato Pasqualucci ( alla sua sinistra )
 
   

10-12-2011