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| Aldo Vidussoni |
Bellissimo documento originale su carta intestata del Segretario del Partito Nazionale Fascista, firmato da Aldo Vidussoni e indirizzato ad Adelchi Serena che fu il suo predecessore nella più alta carica del Partito. Questo fatto lo rende ancora più interessante sotto il profilo collezionistico di quanto già lo sia per la firma di Vidussoni , particolarmente rara e ricercata.
La data del documento, apposta con un timbro, è quella del 5 giugno 1942. In quello stesso giorno gli Stati Uniti dichiarano guerra a Bulgaria, Romania e Ungheria mentre in Africa Settentrionale Rommel contrattacca l'8° Armata inglese facendo 4000 prigionieri e catturando 150 carri nemici. Adelchi Serena, al quale la lettera era indirizzata, si trovava in Croazia con il V° Corpo d'Armata al comando del 105° Battaglione Mitraglieri Autocarrato con il grado di Tenente Colonnello. Il 26 dicembre 1941 si era infatti chiusa la sua breve parentesi in qualità di Segretario del P.N.F. come scrive Ciano nei suoi Diari: "Serena e Tassinari sono stati sostituiti. Il primo va al fronte, il secondo torna all'insegnamento universitario. All'Agricoltura va Pareschi, che è un tecnico e mi sembra buono se pure parolaio e ambizioso; al partito va un certo Vidussoni, che ha la medaglia d'oro, ventisei anni ed è laureando. Di più non saprei narrare...".
Aldo Vidussoni era nato a Fogliano di Redipuglia nel 1914. Studente di legge all'Università di Trieste si laurea nel maggio del 1936 iscrivendosi al Partito Nazionale Fascista nello stesso anno e partendo come volontario per la Guerra d'Etiopia. L'anno seguente parte per la Spagna dove, nella battaglia di Santander, perde un occhio e viene mutilato del braccio destro. Per il suo coraggio è decorato con la Medaglia d'Oro al valor militare.
Nel 1938 è nominato segretario del G.U.F. ( Gruppo Universitario Fascista ) di Trieste e due anni dopo, come Ispettore dei G.U.F. viene inviato presso la federazione di Enna dove rimane dall'agosto 1940 al novembre del 1941, quando assume la carica di Segretario Nazionale dei Gruppi Universitari. Il 26 dicembre del 1941, del tutto inaspettatamente, viene nominato da Mussolini Segretario del P.N.F. al posto di Adelchi Serena. Mussolini lo aveva scelto perchè le nuove leve pendevano dalle sue labbra ed erano i più fanatici ed i più fidati. Il Duce non si fidava più dei vecchi fascisti della prima ora come Farinacci e Serena. Li metteva da parte.
Il 27 dicembre Ciano scrive: "Ricevo Vidussoni, la cui nomina ha destato unanime stupore. Dal ragazzino del golf al conte Volpi: tutti commentano sarcasticamente. Finora lo conoscevano ben pochi. Bottai, Russo, Host Venturi si sono dati d'attorno per dire che è un fesso. Non poso ancora pronunciare giudizi: ho parlato con lui una mezz'oretta e la conversazione è rimasta nel vago. Sembra entusiasta, in buona fede, principiante. Suderà sangue in quell'ambiente di vecchie puttane che è il Partito. Ho smentito in giro che fosse creatura mia, come si cominciava a dire. Niente affatto: sia ben chiaro che è uscito dal pensiero di Mussolini come Minerva dal cervello di Giove."
Il 5 gennaio 1943 è ancora Ciano che scrive: "Viene a vedermi Vidussoni. Dopo aver parlato di piccole questioni contingenti, fa alcuni cenni politici e dichiara truci propositi contro gli sloveni. Li vuole ammazzare tutti. Mi permetto osservare che sono un milione. Non importa - risponde deciso -bisogna fare come gli Ascari e sterminarli tutti. Io spero che si calmi. Adesso il motto del partito dicono non sia più "Libro e Moschetto" bensì "Libro e maschietto".
Già a fine gennaio la fronda dei "vecchi" fa pressioni su Mussolini definendo Vidussoni "perfetto campione della gioventù fascsista: mutilata, ignorante e scema". La scarsa esperienza e le feroci critiche che gli sono riservate, unitamente al precipitare della situazione politica, portano Mussolini a sostituirlo con Carlo Scorza nell'aprile del 1943. Dopo l'armistizio di Cassibile aderisce alla Repubblica sociale italiana e diventa membro del direttivo del Partito fascista repubblicano. In quegli anni presiede l'Associazione nazionale del "Nastro Azzurro" che riunisce i combattenti decorati di Medaglia d'oro.
Nel dopoguerra risiede per molti anni a Verona lavorando come impiegato presso una compagnia di assicurazioni. Si trasferisce poi a Cagliari dove muore nel 1982 a causa di una crisi cardiaca.
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