Categoria
ECCEZIONALE LOTTO DI ATTESTATI, DOCUMENTI, TESSERE E FOTO APPARTENUTI AD UN FUOCHISTA DELLA CORAZZATA "R.N. VITTORIO VENETO" 1941-1945
Prezzo: Euro 350,00 - cod. nr. 13800

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Click on the images to enlarge them

L'Ammiraglio Corso Pecori Giraldi.
Con il grado di Capitano di Vascello comandò la "Vittorio Veneto" negli anni 1942/1943

L'Ammiraglio Angelo Iachino.
Ha comandato la II Squadra Navale nel 1940 diventando subito dopo Comandante in Capo della Flotta

Raro lotto di documenti originali appartenuti ad un "fuochista" imbarcato sulla corazzata "R.N. Vittorio Veneto" dal 10 giugno 1940 alla fine della guerra.

Il lotto è composto dalla rara "Tessera di Riconoscimento e Franchigia" completa di foto, con l'indicazione della nave di appartenenza ( R.N. Vittorio Veneto ), della II Squadra Navale, del grado ( Comune di I° cl. ), dell'impiego ( Fuochista Ordinario ) e del Numero di bordo ( 2752 ).

Il secondo documento è l' "Autorizzazione Provvisoria a fregiarsi del distintivo di guerra in corso" , rilasciata dal Comando in Capo della Squadra Navale il 26 dicembre 1941 e firmata a tampone dall'Ammiraglio di Squadra Angelo Iachino. Lo stesso documento autorizza altresì il nostro fuochista ad applicare sul nastrino "2 stellette". Sul retro del documento vi sono altre due autorizzazioni ufficiali, sotto forma di timbro: la prima, che autorizza la terza stella sul distintivo, porta la data del 20 agosto 1942 ed è firmata a penna dal comandante della Vittorio Veneto, il Capitano di Vascello Corso Pecori Giraldi. La seconda, che autorizza la quarta stella, porta la data del 14 ottobre 1943 ed è firmata dal Vice Direttore di Macchina Angelo Cavallini.

Il terzo documento è l'attestato di conferimento della "Croce al Merito di Guerra" a Giuseppe Cantù, rilasciato il 4 luglio 1944 dal Ministro della Marina "avuta delega da S.M. il Re" con la seguente motivazione: "Nel primo anno della Guerra 940 -943 imbarcato per dodicimesi su Corazzata disimpegnava i propri compiti con coraggio, abnegazione e sentimento del dovere. ( Acque del Mediterraneo Centrale, 10/6/'940 - 10/6/'941 )"
L'attestato, firmato a penna per conto del Ministro che allora era l'Ammiraglio Raffele De Courten, è del tipo tradizionale di grande formato con in alto lo stemma della Regia Marina Italiana.

La corazzata "Vittorio Veneto" faceva parte di un gruppo di quattro navi da battaglia, da 45.000 tonnellate a pieno carico, appartenenti alla classe identificata con il suo nome. Le altre tre erano la "Littorio", la "Roma" e l'"Impero". Quest'ultima non fu però mai terminata così che le corazzate di questa classe che parteciparono al conflitto furono solo tre. Esse rappresentarono il più alto livello costruttivo mai raggiunto dalla Marina Italiana, con l'uso di soluzioni tecnologiche geniali e innovative, prestazioni eccellenti e perfetta fusione di razionalità ed eleganza, risultato di una progettazione accuratissima. Furono temute e ammirate a guerra finita dal nemico per le loro qualità.

Il progetto delle nuove corazzate italiane iniziò a definirsi nel 1932. Il 28 ottobre 1934, anniversario della Marcia su Roma, vennero impostate la Vittorio Veneto a Trieste e la Littorio a Sestri Ponente. La Vittorio Veneto scese in mare il 25 maggio 1937 e la Littorio il 22 agosto ( erano allora poco più che lo scafo ) entrambe alla presenza del Re e della Regina. Nei tre anni seguenti si svolse il complesso allestimento.
Nel frattempo, nel 1938, si impostavano altre due corazzate di analogo disegno, l'Impero e la Roma. Erano già varate al momento dell'entrata in guerra, ma solo la Roma fu completata ed entrò in servizio durante il conflitto mentre l'Impero non fu mai terminata.

Lo scafo costituiva la piattaforma mobile, ad alta velocità, per nove cannoni da 381 mm. Largo quasi 33 metri e lungo 239 metri, offriva una base spaziosa per le tre torri trinate, con il necessario torrione e i fumaioli al centro, lasciando il ponte sgombro per il tiro. Lo scafo aveva adottato la protezione progettata dal generale Umberto Pugliese, con cilindri vuoti di assorbimento ( di quasi 4 metri di diametro ) lungo tutto il ridotto, in grado di schiacciarsi e assorbire gran parte dell'esplosione di un siluro. Rimanevano vuoti anche i doppi fondi laterali ( le celle secche ). Le controcarene erano invece piene di liquido, carburante o acqua, che venivano consumati in navigazione e sostituiti automaticamente con acqua di mare, offrendo ulteriore resistenza alla penetrazione dei siluri. Le cavità destinate ad allagrasi erano comunicanti con l'altro lato della nave così da distribuire il liquido per mantenere un perfetto assetto di navigazione.
Un esempio del perfetto funzionamento di questo sistema fu fornito proprio dalla Vittorio Veneto quando, silurata con 4000 tonnellate di acqua imbarcata, fu in grado di rientrare alla base ben diritta, a venti nodi, ignorando la squadra navale inglese che l'inseguiva invano. Queste corazzate erano le prime al mondo con tre timoni, ben distanziati fra loro per evitare di perdere la guida in caso di colpi al timone.

L'apparato motore erogava una potenza massima di 130.000 HP asse. Era costituito da otto caldaie e da quattro turbomotrici che consentivano 250 giri massimi alle eliche. Ognuna delle quattro eliche tripale fuse in bronzo aveva 4,80 metri di diametro. La nafta ammontava a 3700-4200 tonnellate, distribuita in 46 depositi tutti sotto il ponte corazzato. 375 tonnellate d'acqua erano la riserva per le caldaie. Queste navi erano anche le prime a difendere le macchine dai rischi provenienti dai grossi calibri a distanza ( caduta quasi verticale ) che potevano entrare dalle aperture nel ponte: qui vennero creati dei condotti corazzati in grado di bloccare le bombe d'aereo.
Per la difesa passiva dai colpi era stata una corazza composita, fatta cioè di due strati di cui il primo impegnava il proiettile e il successivo lo fermava, deviandolo o permettendone lo sfogo al di fuori delle parti vitali.

L'armamento maggiore era costituito da nove pezzi da 381/50
( lunghi cioè 50 volte il calibro, ovvero 50x381 = 19 metri ) suddivisi in tre torri, due a prora e una a poppa. Ogni cannone, del peso di circa cento tonnellate, era composto da quattro pezzi di grandezza variabile uniti a caldo. Due torri potevano essere usate per il tiro in caccia ( all'inseguimento ), tre per il tiro al traverso, una per il tiro in ritirata.

L'armamento minore antisilurante era costituito da 12 cannoni da 152/55 mm distribuiti in quattro torri trinate suddivise sui due lati. L'armamento antiaereo principale era rappresentato da 12 cannoni da 90/50 mm. La nave disponeva di due sistemi per il dragaggio autoprotettivo mine in corsa. Venivano imbarcati 3 aerei idrovolanti da ricognizione, che venivano lanciati da una catapulta e recuperati in mare. Questi vennero in seguito sostituiti da due caccia Reggiane Re 2000, più veloci e capaci di contrastare eventuali aerosiluranti, essendo comunque destinati a rientrare nelle basi a terra.

Il radar fu introdotto solo sulla Littorio nel 1941, arrivando alla fine del 1942 a prestazioni paragonabili a quelle tedesche. Tutte le corazzate di questa classe furono dotate di radar solo nell'estate del 1943.

La
velocità di 30 nodi, superiore alle navi britanniche, consentiva di fatto di poter imporre il combattimento se vi era vantaggio o interromperlo se vi era inferiorità tattica, decidendo al momento, libertà che nessun antagonista aveva. Tale velocità poteva mettere in difficoltà anche veloci incrociatori che non avessero condizioni di macchina perfette. I calibri maggiori della Vittorio Veneto avevano 42 chilometri di gittata massima e godevano di alcuni chilometri di vantaggio in cui potevano bersagliare il nemico, prima che questo potesse rispondere. A parte il caso particolare della Roma, le corazzate Vittorio Veneto e Littorio furono messe alla prova, incassando siluri e bombe, ma potendo sempre tornare alla base con i propri mezzi.

Durante la guerra nel mare Mediterraneo la Vittorio Veneto partecipò in totale a 56 missioni di guerra, undici delle quali avevano come obiettivo la caccia di navi nemiche.
1940
• 1 settembre: operazione Hats;
• 29 settembre: operazione MB 5;
• 11 novembre: Notte di Taranto;
• 27 novembre: battaglia di Capo Spartivento o battaglia di Capo Teulada; la Vittorio Veneto con la sua potenza di fuoco (19 proiettili in 7 salve da lunga distanza) obbligò alla ritirata lo squadrone di sette incrociatori britannici.
1941
• 8 febbraio: bombardamento di Genova;
• 28 marzo: battaglia di Gaudo;
• 28-29 marzo: battaglia di Capo Matapan; durante la missione del 26 - 29 marzo al comando del capitano di vascello Giuseppe Sparzani (il comandante della flotta era l'ammiraglio di squadra Angelo Iachino), partecipò ai drammatici eventi della battaglia combattuta al largo della costa greca del Peloponneso, dove venne colpita e forzata a tornare in Italia; la flotta italiana adottò eccezionalmente una formazione in cinque linee per proteggere la Vittorio Veneto, ma un attacco aereo e la successiva battaglia notturna causarono l'affondamento di 3 incrociatori pesanti e 2 cacciatorpediniere.
• 27 settembre: attacco al convoglio Albert diretto a Malta;
• 14 dicembre: scorta ai convogli Italiani nel mar Mediterraneo;
1942
• 15 giugno: Battaglia di metà giugno; la nave partecipò alle operazioni per l'attacco del convoglio Vigorous diretto a Malta;
1943
• 9 settembre: viaggio verso Malta per la consegna agli alleati in aderenza alle clausole dell'armistizio.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 la Vittorio Veneto raggiunse Malta e successivamente venne internata ai laghi Amari, nel canale di Suez in Egitto, dopo alterne vicende diplomatiche nelle quali era stato proposto di permetterle di combattere a fianco degli alleati nella Francia meridionale e nel Pacifico. La proposta non venne accettata a causa di considerazioni sia politiche che operative.
( Informazioni tecnico-storiche tratte dai siti "Trento in Cina", "Wikipedia" )

 

 
 
La corazzata Vittorio Veneto al momento del varo (25 luglio 1937)
La Vittorio Veneto durante la Battaglia di Capo Spartivento
La Vittorio Veneto con la colorazione del 1943
 
 
   

 30-3-2008