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Bellissimo e raro manifesto originale stampato a Torino a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della "X Mas" nel settembre 1944.
Il manifesto, che misura 100 x 70 cm. in orizzontale, non è firmato e purtroppo non si conosce il nome del suo autore.
L'Ufficio Stampa e Propaganda della "X Mas" era affidato alla dottoressa Pasca Piredda che, proveniente dalla politica, si era trovata proiettata, come segretaria del Comandante Borghese, in un mondo dove questa non contava e dove tutti lavoravano spinti solo da un comune ideale. Nel suo ufficio si lavorava alacremente, incuranti di stanchezza o sonno, lei e solo due o tre suoi stretti collaboratori. Migliaia di volantini, con la sigla X in rosso in tutta la loro ampiezza, venivano diffusi in ogni sito della R.S.I.; cartelloni e manifesti bellissimi, molti dei quali di Boccasile, adornavano le mura delle città e, con non poche grane, le facciate di varie chiese.
Questo manifesto è immediatamente riconoscibile dalla grande "X" rossa che occupa la fascia sinistra, ancor più che dal profilo austero di Bartolomeo Colleoni che occupa la parte centrale. Sulla destra il motto "LE ROVINE NON BASTANO A SEPPELLIRE GLI IMPAVIDI" su cinque righe. In basso, per tutta la lunghezza, la scritta in nero "GRUPPO ARTIGLIERIA "B.COLLEONI".
Il Gruppo Artiglieria campale “Colleoni”, nominalmente costituito nel marzo 1944 a La Spezia - San Bartolomeo dal Magg. Guido Borriello, si articolò su 3 batterie con pezzi da 75/13 e 100/17. Prese il nome dell'Incrociatore "Bartolomeo Colleoni" del quale ereditò anche il motto "Veloce e Veemente". Il suo fregio era quello dei Marò della Decima con la caratteristica di due cannoni incrociati, in alto sopra la nave. Nella primavera del 1944, l'afflusso costante di volontari permisero di costituire una divisione Fanteria di Marina ( Decima Divisione ), strutturata in un comando divisionale, composto da 2 battaglioni; 2 reggimenti di Fanteria di Marina con 3 battaglioni ciascuno, ed un reggimento di artiglieria con 3 gruppi fra i quali il gruppo artiglieria campale “Colleoni”.
Il comando della Decima Flottiglia MAS prese la decisione di abbandonare la sede di La Spezia per trasferirsi in Piemonte allo scopo di tenere sotto controllo i passi alpini che, in caso di sbarco alleato sulle coste liguri o nelle regioni meridionali della Francia, avrebbero certamente subito la pressione francese. noltre, il concentramento dei vari battaglioni nella zona dell’Alto Piemonte serviva a dare forma organica al grande progetto di unificazione che prevedeva la creazione della Divisione Decima; il periodo piemontese sarebbe quindi servito come un necessario addestramento in vista di un futuro invio al fronte orientale. Nel centro direttivo della Decima Flottiglia MAS cominciava infatti a prendere corpo l’idea di inviare l’intera unità in Venezia Giulia con l’obiettivo dichiarato di tenere, anche autonomamente, la linea difensiva che si sarebbe dovuta opporre all’avanzata delle forze jugoslave, in modo da proteggere i confini italiani duramente conquistati nella Grande Guerra.
Nell’ottobre 1944, presa la decisione di inviare la Divisione Decima nel Venezia Giulia, e dopo successivi incontri con Rahn e con Wolff, la Divisione Decima lasciò a scaglioni il Piemonte per trasferirsi nel Veneto Orientale a Conegliano Veneto assieme al Fulmine (tenente di vascello Orrù). Le prime operazioni compiute in questa zona ebbero un carattere di lotta antipartigiana.
Alla fine del dicembre 1944 giunse finalmente la notizia che il reparto doveva procedere ad altro tipo di azioni, questa volta nei dintorni di Gorizia: si trattava di azioni di guerra contro il IX Korpus sloveno.
Dopo la Battaglia di Tarnova, il gruppo sarebbe partito per il fronte del Senio.
A metà marzo giunse al Battaglione l'ordine di trasferimento sul fronte sud. Il reparto partì da Vittorio Veneto il giorno 20 diretto a Rovigo. Il giorno 26 passò da Ferrara, Argenta e Imola. Il giorno successivo entrò in linea alle dipendenze del comando "I° Gruppo di combattimento Decima".
Nella zona di Imola, dal 28 marzo al 4 aprile del 1945, il Battaglione fu impegnato in un'intensa attività di pattuglia catturando numerosi prigionieri. Il 20 aprile, per l'arretramento del fronte, il Battaglione iniziò il ripiegamento verso nord attraversando il fiume Po in località Oro. A Santa Maria Fornace, i marò sostennero un violento scontro con reparti del Regio Esercito del Sud (in uniforme britannica).
Successivamente venne schierato nel settore di Lugo di Romagna a diretto sostegno del Battaglione "Lupo", seguì poi le sorti del "I Gruppo di Combattimento Decima" che, ricevuto l'onore delle armi, si sciolse il 30 aprile 1945 a Padova e si costituì in prigionia di guerra agli inglesi.
( Notizie storiche tratte dal sito dell'Associazione Combattenti "X Flottiglia Mas" )
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