Italia (1940-1945)
TESSERA ORIGINALE "OND" DI ZENONE BENINI SOTTOSEGRETARIO AGLI AFFARI ALBANESI 1940
Prezzo: Euro 200,00 - cod. nr. 15401
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Il volume di Benini nell'edizione 1994 dell'editore
"Ponte alle Grazie" di Firenze
Rarissima tessera originale di iscrizione all'OND ( Opera Nazionale Dopolavoro ) intestata a Zenone Benini nel periodo in cui ricopriva l'incarico di Sottosegretario agli Affari Albanesi. La tessera che porta il numero "2709175", è datata Roma, 29 ottobre 1940 XIX e completa del bollo da 2,50 lire. Da notare che il dopolavoro al quale apparteneva era quello del Ministero degli Affari Esteri, retto dal suo amico Galeazzo Ciano.

Zenone Benini è stato un importante gerarca del partito Nazionale Fascista ma è giunto alla notorietà nell'immediato dopoguerra in occasione della pubblicazione del suo libro "Il Carcere degli Scalzi" nel quale racconta da protagonista i giorni di carcere condivisi con gli imputati del Processo di Verona, tra i quali il suo carissimo amico Galeazzo Ciano.
Era nato nel 1902 a Campiglia, in piena Maremma, dove la sua famiglia possedeva una villa di campagna e il padre era titolare di una fabbrica di cappelli di paglia a Signa. La famiglia viveva a Firenze dove il padre aveva investito i suoi capitali per il rilancio della fabbrica metallurgica "Pignone". Nella prima e nella seconda guerra mondiale, il Pignone produsse armamenti, avendo sempre una classe operaia molto politicizzata.
Il giovane Zenone fece i suoi studi superiori a Livorno dove, tra i suoi compagni di classe, trovò Galeazzo Ciano con il quale strinse una profonda amicizia che cementò anche quella tra le due famiglie. Iscrittosi al PNF, grazie anche alla protezione del senatore Costanzo Ciano, l'eroe di Buccari e padre di Galeazzo, salì rapidamente nella scal gerarchica del partito divenendo prima vicepresidente della Corporazione Italiana per la Siderurgia e quindi, su indicazione di Galeazzo, Sottosegretario per gli Affari Albanesi che la Luogotennza del Regno istituì subito dopo l'occupazione italiana dell'Albania nel 1939.
Nel giugno del 1941 il sottosegretariato fu sciolto e Zenone Benini tornò a Firenze ad occuparsi del Pignone fino al febbraio 1943 quando fu nominato Ministro dei Lavori Pubblici, incarico che mantenne fino al 25 luglio 1943 quando il Gran Consiglio del Fascismo votò l'ordine del giorno Grandi che provocò la caduta di Mussolini.
Benini, pur non essendo membro del Gran Consiglio ma avendo nei mesi precedenti33157 appoggiato le idee di Ciano e di Grandi, si rifugiò nella sua casa in Maremma temendo inevitabili conseguenze per le sue iniziative. Nell'ottobre del 1943 apprese che il nuovo governo della Repubblica Sociale Italiana ne aveva ordinato l'arresto. Un mese dopo, temendo ripercussioni per i suoi familiari, decise di costituirsi al prefetto di Grosseto, Ercolani. Venne trasferito prima nel carcere delle Murate a Firenze, dove carcerati e carcerieri si prodigarono per lui chiedendo in cambio un'assunzione al Pignone, e subito dopo nel Carcere degli Scalzi a Verona.
Qui seppe che le celle del primo piano, riservate ai politici, ospitavano già Galeazzo Ciano, guardato a vista da due SS, Starace, Burgo, industriale della carta, Pareschi, membro del Gran Consiglio e ministro dell'Agricoltura, Gottardi, capo delle Organizzazioni operaie dell'Industria e membro del Gran Consiglio, Marinelli, ex sottosegretario di Stato e membro del Gran Consiglio e Cianetti, già ministro delle Corporazioni e membro del Gran Consiglio. Una sola cella era vuota ma non doveva rimanerlo per molto: vi sarebbe stato trasferito l'ultimo giorno prima dell'esecuzione il novantenne Maresciallo d'Italia De Bono.

Benini fu liberato il 29 gennaio 1944 e ritornò subito a Firenze, accompagnato dalla moglie che lo aveva seguito a Verona. Nella primavera del 1944 scrisse il racconto dei suoi giorni preso il carcere degli Scalzi e lo stampò in cento copie numerate destinate agli amici più fidati. Nel marzo 1948 venne data alle stampe la prima edizione del volume che poi fu ripubblicato più tardi da Garzanti con alcune varianti rispetto alla prima edizione scritta con il calore e l'impeto dei ricordi ancora vivi.
Negli anni successivi, dopo alterne vicende, siritirò a vivere in Maremma dove, con la sua laurea in ingegneria, divenne insegnate di matematica nelle scuole medie di Castiglion della Pescaia e dove morì nel 1976.
 
Zenone Benini, Sottosegretario agli Affari Albanesi, scende da un postale in Albania
 
   

 29-11-2010