Italia (1940-1945)
ECCEZIONALE MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA 175° SQUADRIGLIA RST OPERANTE IN AFRICA SETTENTRIONALE DAL 1940 AL 1943
Prezzo: Euro 1450,00 - cod. nr. 17904

Questa medaglia è sicuramente una delle più belle in assoluto tra quelle dedicate alla Regia Aeronautica. Realizzata dalla ditta Boeri di Roma, il cui titolare Rino Boeri era un aviatore e un moschettiere del Duce caduto in missione nel 1941, in bronzo dorato e smalti azzurri e bianchi probabilmente nei primi mesi del 1943 dopo che la 175° Squadriglia RST era stata sciolta. Raffigura l'emblema araldico della squadriglia: uno scheletro con il binocolo in campo azzurro e blu ad indicare il cielo e il mare sorvolati da un trimotore da ricognizione stilizzato,  dei quali la squadriglia fu dotata.
La medaglia è in eccezionali condizioni di conservazione, fatta salva la mancanza di una piccolissima parte di smalto sull'ala destra.

Allo scoppio della seoonda guerra mondiale in Africa Settentrionale erano stanziati 4 stormi da bombardamento: il 10° a Benina, il 15° a Marana, il 14° ad El Adem ed il 33° a Bir El Behra per un totale di 108 SM-79. La particolare situazione di inferiorita’ sofferta dalle truppe dell’asse, soprattutto per quanto riguarda le forze meccanizzate terrestri, costrinse il Comando Aeronautica ad utilizzare i bombardieri nel ruolo di assaltatori alla ricerca di colonne motorizzate nemiche. Questa situazione indusse ad un precoce logorio sia i velivoli che gli equipaggi e costrinse il Comando Supremo dell’ Aeronautica a potenziare l’organico di velivoli dell’ Aeronautica della Libia con il trasferimento di ulteriori  167 aerei, ma tra questi solo 12 erano trimotori SM-79, tutti destinati alla 59° e 60° squadriglia. Venne anche costituita una nuova squadriglia, la 175°, con esclusivi compiti di ricognizione lontana ed i cui equipaggi  si spinsero a fondo sul territorio nemico fin sopra il porto di Alessandria in Egitto e sulla baia di Suda a Creta.
La 175° Squadriglia RST venne formata nel settembre 1940 con alcuni equipaggi di notevole esperienza, provenienti dalla 172° Squadriglia BT ed ebbe la sua prima base a Gambut in Cirenaica venendo dotata di trimotori SM-79. Durante l'avanzata verso Sidi Barrani una sezione della squadriglia era a Derna ed un'altra a Gambut. Nel marzo del 1941 due aerei vennero distrutti a terra da un raid del British Air Service a Derna. La squadriglia rimase quindi con soli tre aerei per le missioni di ricognizione terrestre e marittima durante tutto il 1941. Nel mese di marzo venne impiegata in compiti di pattugliamento nell'area del porto di Tripoli. Il 28 giugno un aereo fu inviato dalla base di Bengasi a Gialo per una missione di ricognizione sull'oasi di Cufra dove si trovavano alcune unità nemiche. Il 10 dicembre 1941 un aereo della squadriglia, levatosi in volo dall'aeroporto di Tobruk, al comando del Tenente Compagnone e con il Tenente Carugno come osservatore, aveva avvistato una colonna di circa 350 mezzi britannici in movimento nell'area di Buq-Buq, ed aveva attaccato il nemico con lancio di bombe protetto da due caccia della 77° e 93° squadriglia. Durante il ritorno il CR.42 del Sottotenente De Fraia venne attacato e abbattuto da un Hurricane del 33 Squadron.
Nel dicembre 1941 l'unità aveva la sua base a Castelbenito e utlizzava probabilmente alcuni Z1007bis.
Nell'aprile 1942 con la 174° Squadriglia RST, andò a formare il 133.Gruppo AS, che costituiva uno Stormo Autonomo, ed era dislocato a Bengasi. Arrivarono alcuni istruttori del 2NAS ( Aerosiluranti ) per istruire i piloti all'uso delle nuove armi. Con una forza di 10 aerei SM-79 l'unità venne impiegata nella battaglia contro il convoglio "Harpoon" che aveva lasciato Gibilterra il 12 giugno 1942 diretto a Malta ed era composto da sei piroscafi mercantili scortati dall'incrociatore HMS Cairo, 9 cacciatorpediniere ed altre navi minori. Dopo alcuni attacchi portati dagli aerei italiani il 15 giugno, che danneggiarono gravemente una parte della navi di scorta, giunto all'altezza di Pantelleria venne attaccato da un squadra navale italiana con due incrociatori e sei cacciatorpediniere, al comando dell'ammiraglio Alberto da Zara. Questa, passata alla storia come la Battaglia di Pantelleria, fu l'unica vittoria navale italiana in scontro aperto con la marina inglese. Dopo questa esperienza vennero cancellati i marchi sulle ali deegli aerosiluranti del Gruppo, per consentire un avvicinamento al nemico a bassa altezza senza essere immediatamente riconosciuti.
Dal 15 luglio la 175° Squadriglia fu trasferita a Castelbenito continuando ancora a svolgere missioni di ricognizione e attacco ai convogli con i siluri. In agosto entrambe le squadriglie erano state spostate a Bengasi per svolgere più agevolmente il compito di attaccare i convogli diretti a Malta con otto aerei a disposizione per questo compito. Durante il settembre la 174° Squadriglia venne assegnata al 35 Stormo BT per continuare le sue missioni di ricognizione armate.In questo periodo utilizzò Agedabia come propria base di partenza. Il 20 settembre 1942 la 175° aveva sei SM-79 a sua disposizione a Castelbenito mentre la 174° ne aveva tre. In novembre alcuni equipaggi furono trasferiti alla 21° Squadriglia a Misurata e altri al 132 Gruppo. Il 14 novembre la 174° si spostò da Bengasi a Misurata mentre il 1° dicembre gli aerei superstiti vennero assegnati alla 102° Squadriglia di nuova formazione anche se sei aerei avevano già raggiunto Pisa il 24 novembre. Alla fine del mese il 133 Gruppo venne sciolto e gli equipaggi trasferiti in Italia al 131 Gruppo.
 

Un "Cant Z1007bis" della 175° Squadriglia RST di Bengasi ( Libia ) nel giugno 1941. L'aereo porta ancora sulle ali i simboli della sua precdente appartenenza alla 172° Squadriglia: la punta delle ali dipinta di bianco e una grande "X" nera su ciascuna delle ali.
 
 

 16-2-2012