Italia (1919-1939)
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RARO PUGNALE MOD. 1923 PER GLI UFFICIALI DELLA MILIZIA E I PARACADUTISTI LIBICI DEL REGGIMENTO "FANTI DELL'ARIA"
Valore stimato: Euro 2100,00 - cod. nr. 15958
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Un ufficiale e due sottufficiali del Reggimento "Fanti dell'Aria" con alla cintura il "testone" con il fodero nero.

Un paracadutista libico con il pugnale Mod. 1923

( Foto d'epoca tratte dal Forum di Miles e dal sito dell'Associazione Nazionale "Nembo" )

Bellissimo e rarissimo pugnale originale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale modello 1923 completo del suo fodero originale del tipo verniciato di nero. Adottato l'8 marzo 1923 per gli ufficiali della MVSN e per i Moschettieri del Duce ( con fodero cromato ), venne successivamente distribuito anche agli ufficiali della Milizia Coloniale. In seguito ne furono dotate le Camicie Nere della Legione Mutilati e Invalidi che lo portarono fino al 1941.

Venne infine distribuito ai paracadutisti libici ( con fodero verniciato di nero ) e, almeno in parte, ai componenti del Battaglione Giovani Fascisti che combatterono con onore a Bir el Gobi, destando l'ammirazione degli avversari inglesi.

Il pugnale è di forma particolare, con impugnatura  formata da una cappetta cromata a coda arrotondata ( a manico di ombrello ) da cui il soprannome di "testone" datogli dai collezionisti, e da un'impugnatura in ebano dove sono inseriti sui lati due fasci di ottone del primo tipo, chiusa in basso da una semplice ghiera ovale liscia che assicura al manico anche l'estremità della coda della cappetta.  La guardia ha due brevi elsi terminanti con due bottoni sferici e reca su un lato le iniziali M.V.S.N. mentre sull'altro il numero di matricola "235" preceduto dalla lettera "F"
La lama è in parte ricavata da quella delle baionette del Vetterli 1870/87 TA, accorciata e assotigliata, e in parte prodotta ex novo con le stesse caratteristiche. Da notare che i quattro taglienti della lama non sono affilati, di conseguenza il potere lesivo è concentrato nella sola punta. L'unico esemplare con i quattro taglienti affilati è stato trovata nelle mani di un collezionista inglese il cui padre l'aveva tolto ad un caduto dei Giovani Fascisti a Bir el Gobi. Tutte le parti metalliche, fasci esclusi, erano nichelate. Per i Moschettieri erano cromate e per gli ufficiali dei Moschettieri erano, lama esclusa, dorate. Il fodero è stato appositamente concepito e realizzato in acciaio con due fascette alle quali si collega il passante posteriore inclinato. In questo esemplare ha mantenuto la verniciatura nera sulla brunitura originale. Questo particolare lascia intendere che si tratti di uno degli esemplari realizzati con fodero nero o brunito e destinati ai paracadutisti libici del Reggimento "Fanti dell'Aria". Ovviamente l'originalita' del pugnale e' garantita a tempo indeterminato.

Il Maresciallo dell'Aria Italo Balbo può essere considerato il vero precursore del paracadutismo militare italiano; fu merito infatti delle sue geniali intuizioni sull'utilizzo del paracadute a fini militari se si riuscì a dar vita, nel 1938, al primo reparto paracadutista delle Forze Armate italiane. Facendo valere le sue prerogative di Governatore della Libia, promosse  la creazione di un reparto di paracadutisti volontari tratti dagli ascari libici inquadrati nei battaglioni coloniali. Così il 22 marzo 1938 fu ufficialmente costituito il Battaglione Allievi Paracadutisti "Fanti dell'Aria" al comando del Ten. Col. Tonini. Nel 1940 il Comando Supremo Truppe della Libia decise la costituzione di un reparto paracadutisti composto esclusivamente da personale nazionale.