Italia R.S.I.
RARISSIMO DISTINTIVO ORIGINALE 1° TIPO ( TOLLINO ) DELLA DIVISIONE "MONTEROSA" IN CONDIZIONI ECCEZIONALI
Prezzo: Euro 1350,00 - cod. nr. 21047
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Manifesto per l'arruolamento nella Divisione Monterosa.
Alpino della Divisione Monterosa con il "tollino" sul baveroi e il distintivo di addestramento in Germania ( Foto collezione F.Foroni )

Per le sue caratteristiche costruttive questo distintivo è sicuramente il più fragile tra tutti quelli realizzati durante la Repubblica Sociale Italiana e quindi pochissimi sono quelli che sono arrivati integri fino ai nostri giorni. Fu il primo distintivo divisionale adottato dagli alpini della Divisione Monterosa in addestramento a Muenzingen in Germania. Come per quello prodotto per i "fanti di marina" della Divisione San Marco, ben esprime la semplicità e la povertà derivate dal momento di grande carenza di materiali e mezzi di produzione.
Definito comunemente "tollino" dalle penne nere che lo avevano ricevuto e che lo portavano sul cappello o sul bavero, risulta infatti costituito da una sottile lamina di alluminio fotolitografato, con un fermaglio sul retro che illustra l'ingegnosa e semplice sistemazione dell'attacco a spilla d'ottone applicato ad incastro nel sottile corpo in alluminio. Il distintivo misura 30 mm di diametro.

Venne realizzato nel luglio del 1944 dal Nucleo Propaganda del Ministero della Cultura Popolare. Se ne ha conferma, oltre che in alcune foto d'epoca, nel volume contenente le realizzazioni del suddetto Ministero, custodito presso la Fondazione L.Micheletti di Brescia.
Un esemplare identico, ma molto più brutto, è fotografato a pagina 29 del 1° volume "Distintivi e Medaglie della R.S.I." di Fausto Sparacino.

La divisione alpina Monterosa fu costituita il 1° gennaio del 1944 a Pavia e subito inviata in Germania per un ciclo addestrativo. Formata per circa il venti per cento da ufficiali, sottufficiali e soldati già appartenenti al regio esercito e arruolatisi volontari alla data dell'8 settembre o subito dopo, il rimanente ottanta per cento era composto da reclute provenienti dalle classi 1924 e 1925 chiamate alle armi dal governo della Repubblica Sociale Italiana (RSI).
I volontari che costituirono l'ossatura della divisione si trovavano già in Germania e provenivano dai campi di concentramento, dopo i rastrellamenti effettuati dai tedeschi nei vari teatri operativi e in Patria e causati dai tragici fatti dell'8 settembre 1943. I militari vennero addestrati nei campi di Heitberg, Feldstetten e Muenzingen nel Wurtemberg.
I reparti trascorsero sei mesi di addestramento intenso con istruttori germanici seguendo lo standard addestrativo tedesco.
Al termine di questo periodo la divisione si schierò a Muenzingen dove il 16 luglio 1944 Mussolini passò in rassegna più di ventimila alpini. Nel corso della cerimonia il Duce consegnò le bandiere di guerra ai reggimenti che stavano per rientrare in Italia. Lo stesso giorno la Monterosa adottò il proprio motto ricavato da alcune parole indirizzate dal capo della RSI agli alpini: "La Monterosa è, rimane e deve rimanere una divisione di ferro".

La divisione alpina Monterosa fu una delle più grandi unità allestite e messe in campo dalla Repubblica Sociale Italiana. L'obiettivo e lo scopo principale della Monterosa, unitamente alle altre quattro grandi unità addestrate in Germania (divisione bersaglieri Italia, divisione granatieri Littorio, divisione fanteria di marina San Marco più una brigata di riserva) erano orientati a riprendere i combattimenti affianco alla Germania per opporsi all'invasione della penisola da parte degli angloamericani.
Con l'ottica di quel tempo, la divisione Monterosa può essere considerata l'unità alpina italiana più fortemente addestrata e armata. L'armamento consisteva nel fucile mauser calibro 7.60, pistole mauser e P.38, pistole mitragliatrici MP/40 e mitragliatore Beretta. Le mitragliatrici erano le MG 42 e le Breda 38. La divisione disponeva inoltre di 46 mortai da 80 mm; 33 cannoni anticarro 75/40 Panzerschreck, Panzerfaust e mitragliere antiaeree da 20 mm. L'artiglieria contava su 37 obici Skoda da 75/13 e 12 obici da 105.
I comandanti della divisione furono: il colonnello Umberto Manfredin dal 1° gennaio al 23 marzo 1944; il generale Goffredo Ricci fino al 15 luglio 1944; il generale Mario Carloni fino al 20 febbraio 1945; il colonnello Giorgio Milazzo fino al 28 aprile 1945.
Appena rientrata in Italia nella seconda quindicina del luglio 1944, la divisione fu incorporata nel corpo d'armata Lombardia dell'armata Liguria, al comando del Maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani. Compito operativo della Monterosa era di assumere la difesa costiera della riviera ligure da Nervi a Levanto in previsione di uno sbarco alleato lungo quella costa. La divisione, oltre alla difesa anti sbarco, doveva anche assicurare il flusso dei rifornimenti tramite le vie ordinarie di comunicazione fra la Liguria e la pianura padana.
Vi furono azioni contro i partigiani che cercavano di osteggiare le comunicazioni. Dopo lo sbarco alleato in Normandia, che rendeva di fatto improbabile un attacco verso la Liguria, la maggior parte dei battaglioni alpini della divisione vennero trasferiti sulla Linea Gotica dell'appennino occidentale, sulle Alpi Apuane. La difesa dell'arco alpino era sostenuta dal LXXV corpo d'armata tedesco con le sue divisioni alle quali si aggiunsero i reparti della Monterosa, della divisione Littorio, di alcune unità della Xa MAS, i Cacciatori delle Alpi e il 10° gruppo alpino.
A metà aprile 1945 le armate angloamericane, bloccate sulla linea gotica dall'autunno, iniziarono l'offensiva finale in Italia. Quando il fronte fu sfondato nel settore di Bologna anche le truppe italo-tedesche ricevettero l'ordine di ripiegare verso il Po. I reparti della Monterosa rimasti in Garfagnana si ritirarono con continui combattimenti e sotto intensi bombardaamenti aerei, attraversando il passo della Cisa, ma a Fornovo il 28 aprile dovettero arrendersi alle truppe brasiliane.
Le forze in Liguria si ritirarono combattendo verso Genova quando il generale Meinhold, comandante del settore, decise di arrendersi ai partigiani di Genova e ordinò a tutte le truppe in Liguria di deporre le armi. Il 27 aprile la colonna della Monterosa che combattendo si stava dirigendo verso il passo della Scoffera, trattò con gli americani e le venne concessa la resa con gli onori delle armi. Infine la 1^ e la 2^ batteria del gruppo Mantova, schierate a La Thuille in difesa del Passo del Piccolo San Bernardo, respinsero il 26 aprile un attacco francese e rimasero sulle posizioni, arrendendosi solamente l' 8 di maggio agli americani. Questo fu l'ultimo reparto militare italiano a cessare i combattimenti alla fine della Seconda guerra mondiale.
L'albo d'onore della divisione annovera novecentodieci caduti, accertati grazie a ricerche certamente incomplete e condotte da reduci dopo la guerra. Le decorazioni individuali al valor militare concesse sono centoquarantadue, tra le quali tre medaglie d'oro alla memoria concesse all'alpino Renato Assante, al sottotenente Eraldo Boschi e al sottotenente medico Mario Da Re. Inoltre sono stati concessi ottantanove encomi solenni e sei promozioni per merito di guerra. I comandanti tedeschi decorarono numerosi alpini con la croce di ferro di seconda classe.
( Informazioni storiche tratte dal sito "Pagine di Difesa" ).

 

 
   

1-12-2015