Italia R.S.I.
RARISSIMO DISTINTIVO D'ONORE "KATAVIA" ORIGINALE DELLA X° FLOTTIGLIA MAS
Prezzo: fornito su richiesta - cod. nr. 18229
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Una delle pochissime foto dove si può vedere il "Distintivo d'Onore per i marinai della Decima M.A.S." indossato da un sergente dei Reparti d'Assalto di Superficie della Decima. La grande X smaltata di rosso è la stessa del distintivo "Katavia"
Una cartina dell'isola di Rodi dove è visibile la dislocazione della Batteria "Bragadino" a Cattavia ( Tratta dal volume "Avvenimenti in Egeo dopo l'Armistizio" a cura dell'Ufficio Storico della Marina Militare

Questo bellissimo distintivo è in assoluto uno dei più rari tra quelli realizzati per i membri della "X Mas" nel periodo della Repubblica Sociale Italiana e dei meno conosciuti tra i collezionisti.


La sua grande "X" smaltata di rosso è probabilmente la stessa che la Ditta F.M. Lorioli F.lli di Milano realizzò per l'altrettanto raro ma assai più noto "Distintivo d'Onore per i marinai della X° Flottiglia M.A.S.".
Quest'ultimo venne istituito con il Foglio d'Ordini nr. 13 del 18.10.1944 della X° Mas nel quale si legge: "Per il personale della X° Flottiglia M.A.S. il Distintivo d'Onore della Marina da Guerra Nazionale Repubblicana è caricato da una "X" in metallo rosso e sarà assegnato a giudizio insindacabile del Comandante della X° M.A.S. sia a coloro che si sono arruolati nella X° dall'8 settembre al 10 ottobre 1943-XXI incluso e che da tale data hanno prestato continuamente servizio, sia a coloro che nella X° si sono particolarmente distinti..." Il distintivo era realizzato con l'ancora in bronzo argentato, leggermente diversa da quella in zama della Marina, e con il simbolo della Decima Flottiglia Mas sovrapposto in metallo dorato e smaltato di rosso, le cui dimensioni sono 35,8 mm di altezza e 49,6 mm di larghezza.


Fino ad oggi di questo distintivo costituito dalla sola grande X rossa avente le stesse dimensioni, con sul retro l'incisione "X° FLOTTIGLIA MAS KATAVIA" e in basso "MARO'" seguita dal nome del decorato, , si conoscevano solo due o tre esemplari gelosamente custoditi in altrettante importanti collezioni, anche se nessuno dei fortunati possessori era in grado di fornire sicure informazioni sulla sua storia.
Si sapeva solo che "Katavia" era una località dell'isola di Rodi, nella quale numerose erano le unità di stanza italiane e tedesche, tra cui reparti della Regia Marina, Aeronautica ed Esercito per circa 37.500 uomini secondo dati dello Stato Maggiore Italiano. Per quanto riguarda la Marina a Rodi era dislocato il Comando Marina "Egeo" con la 4° Squadriglia Cacciatorpediniere ( Crispi, Sella, Euro e Turbine ) e la III Flottiglia MAS composta dalla 1°, 4°, 11° e 16° Squadriglia.


Recentemente, nel corso di una ricerca effettuata tra ciò che rimaneva degli archivi della Ditta Lorioli a Milano, sono stati ritrovati pochissimi esemplari di questo distintivo; alcuni con l'incisione sopra riportata e già conosciuta e due con l'incisione "PER L'ONORE D'ITALIA 8 SETTEMBRE" e sotto la parola "KATAVIA" in centro.
La presenza di questo riferimento all'8 settembre 1943 ha immediatamente provveduto a fugare ogni dubbio, se mai ci fosse stato, che i distintivi "Katavia" fossero pertinenti al periodo del Regno, collocandoli incontrovertibilmente tra la produzione Lorioli destinata alla R.S.I. in generale e alla X° MAS in particolare. Rimaneva a questo punto il "mistero" sulla destinazione di questi distintivi che riteniamo di aver, almeno parzialmente, svelato con le nostre ricerche storiche perdurando la mancanza di qualsiasi notizia di tipo collezionistico.


La resa delle forze italiane presenti a Rodi, ai tedeschi della Divisione Corazzata "Rodhos" del Generale Kleeman forte di circa 7000 uomini armatissimi e dotata di un battaglione con 25 carri Tigre, avvenne il 12 settembre dopo che vi furono diversi scontri a fuoco tra le truppe italiane e tedesche nei quattro giorni precedenti. Le perdite italiane in questi giorni ammontarono a 152 caduti e 214 feriti.
I militari presenti a Rodi la sera dell'8.9.43 erano circa 37.500 secondo dati dello Stato Maggiore italiano. Detto questo si può ragionevolmente concretizzare che i militari "disarmati" a Rodi furono 37.134 circa. Di questi solo una piccola parte accettò di collaborare con i tedeschi: aderirono infatti come combattenti circa 1900 uomini dell'Esercito, 2000 dell'Aviazione ( ufficiali compresi ) e, come lavoratori, altri 4330 uomini dell'Esercito.
Per la Marina, secondo una relazione del Colonnello Enzo Manna che il 1° gennaio 1944 aveva assunto il comando dell'Ispettorato Reparti dell'Egeo Orientale della R.S.I., aderirono come combattenti un maresciallo e 20 uomini. Altri sottufficiali e marinai, complessivamente una quarantina, avrebbero aderito come lavoratori.
Partendo da questi presupposti storici si può ragionevolmente ipotizzare che i 21 marinai"combattenti" facessero parte della Batteria "Bragadino" collocata sull'estremità meridionale della costa ovest dell'isola in località Cattavia. La batteria,al comando del Ten. Art. Antonio Clerici, era dotata di 4 pezzi da 120/45 e 1 pezzo da 76/17. Aveva il compito di difendere il piccolo porticciolo e soprattutto il campo di volo di Cattavia. Quasi tutte le batterie costiere della Marina furono coinvolte pesantemente nei combattimenti contro le forze tedesche nei giorni immediatamente precedenti alla resa e subirono anche gravi perdite. Viceversa, entro il 16 giunse a Rodi al completo il personale delle batterie "Bragadino" e "Mocenigo" e quello della "Dandolo", salvo, per quest'ultima, un gruppo che era riuscito a fuggire. Il personale della "Morosini" giunse senza gli ufficiali che, a quanto sembra, erano stati trattenuti per essere trasferiti in Grecia per aereo. Il personale dell'isolettea di Alimnia non si arrese, ma si trasferì a Lero.
Poichè i tedeschi non gradivano avere a Rodi reparti italiani in armi regolarmente costituiti, anche gli aderenti alla R.S.I. combattenti furono in buona parte avviati in Italia settentrionale.Tra questi vi furono sicuramente i 21 marinai della Batteria "Bragadino" di Cattavia che quasi certamente si arruolarono nella X Mas.


E' probabile che questi pochi uomini, una volta rientrati in Italia e diventati "marò", abbiano sentito la necessità di dotarsi di un distintivo che indicasse la loro comune e avventurosa provenienza che all'epoca doveva costituire motivo di orgoglio e distinzione. La richiesta di un distintivo commemorativo fu fatta alla Ditta Lorioli che però, trattandosi di una tiratura di pochi pezzi, deve aver suggerito ai suoi committenti l'utilizzo di materiali già esistenti per evitare le pesanti spese che avrebbe richiesto la realizzazione di un conio ad hoc. Cosa di più adatto quindi della grande "X" rossa già realizzata per il Distintivo d'Onore e della quale era facile e poco costoso riconiare gli esemplari necessari personalizzandoli con le incisioni relative ai fatti di Cattavia, utilizzando però la grafia greca "Katavia". I distintivi furono sicuramente distribuiti agli aventi diritto che devono averli portati con orgoglio sull'uniforme, suscitando certamente la curiosità dei loro commilitoni. Purtroppo, come nel 50% dei casi per quanto riguarda i distintivi della X° M.A.S., non esistono foto del distintivo indossato, ma questo prezioso ritrovamento negli archivi Lorioli ci ha almeno permesso di ricostruire la storia di quei pochissimi distintivi fino ad oggi conosciuti.L'esistenza di due varianti dello stesso distintivo con incisioni diverse sul retro lascia presupporre che gli esemplari fortunosamente ritrovati siano dei prototipi da presentare ai committenti che avrebbero potuto così scegliere l'incisione da loro preferita.

 
   
 

 7-8-2019