| Italia (1940-1945) |
| ECCEZIONALE ANELLO IN ARGENTO ORIGINALE DELLA CAMPAGNA DI GRECIA CON SVASTICA E FASCIO |
| Prezzo: venduto - cod.
nr. 16042 |
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( Giannina ) nell'Epiro, regione del nord-ovest della Grecia. L'argentiere greco ha unito nell'anello i tre simboli in quel momento più importanti: l'emblema nazionale tedesco con la svastica e il fascio littorio italiano sulle due fasce laterali con al centro l'immagine stilizzata della moschea di Aslan Pasha, il monumento più importante della città, sovrastata dalla scritta "IOANNINA". L'anello misura circa 20 mm di diametro e pesa 11,58 grammi. Sulla parte bassa della fsce è perfettamente visibile il punzone "800" ad indicare il titolo dell'argento utilizzato. La città di Ioannina, nell'aprile1941, fu teatro di violentissimi combattimenti tra le forze armate greche da una parte e italiani e tedeschi della SS-Leibstandarte "Adolf Hitler" dall'altra. Il 6 aprile la Wehrmacht diede inizio alle operazioni belliche contro la Jugoslavia e la Grecia, di conseguenza a partire dall'8 aprile i greci ripresero la loro offensiva contro gli italiani, contando sul concomitante appoggio delle forze armate Jugoslave, ma senza risultati. Già dal 12 aprile, il Comando Supremo greco, allarmato per la rapida avanzata delle truppe tedesche, ordinò di ritirarsi dall'Albania. Il 14 i reparti Italiani, impegnati in continui scontri con le retroguardie greche, ripresero Coriza, seguita da Ersekë tre giorni dopo. Il 19 aprile gli italiani raggiunsero le coste greche del Lago di Prespa e il 22 aprile una compagnia del 4º Reggimento Bersaglieri arrivò al ponte di Perati. La Jugoslavia si arrese il 17 aprile, mentre il giorno dopo reparti motorizzati della SS Leibstandarte Adolf Hitler catturarono il Passo di Metsovo. Il 19 aprile i tedeschi presero anche Ioannina, completando così l'accerchiamento delle due armate greche schierate contro gli Italiani. Consapevole di quanto fosse disperata la situazione, il 20 aprile il Tenente Generale Georgios Tsolakoglu, in accordo con diversi altri alti ufficiali, ma senza l'autorizzazione del comandante in capo dell'esercito Papagos, offrì la resa alla sola Germania rappresentata dal Generale Sepp Dietrich, cercando così di evitare di dare una soddisfazione simile agli italiani. I termini di resa erano decisamente vantaggiosi: i soldati greci non sarebbero stati presi prigionieri, e gli ufficiali avrebbero potuto mantenere il loro armamento personale. Questi accordi non vennero però ritenuti validi dal comandante delle truppe tedesche in Grecia Feldmaresciallo List, che il 21 stese, e fece ratificare, una nuova versione dell'armistizio in cui veniva indicato che i greci sarebbero stati trattati come prigionieri di guerra. Mussolini, però, infuriato per quell'atto unilaterale, non ne accettò i termini e protestò con Hitler, ottennendo che la cerimonia fosse ripetuta il 23 aprile alla presenza di rappresentanti italiani. Il 3 maggio un'imponente parata tedesco-italiana ad Atene celebrò la vittoria delle potenze dell'Asse. Con la firma della resa e la successiva conquista dell'isola di Creta, il paese ellenico venne suddiviso tra le forze italiane, tedesche e bulgare: - la Germania occupò militarmente la Macedonia centrale e orientale con l'importante porto di Salonicco, la capitale Atene, le isole dell'Egeo Settentrionale e parte dell'isola di Creta. - la Bulgaria ottenne la Tracia. - l'Italia, che era già presente nell'Egeo con i possedimenti del Dodecanneso, ottenne il controllo della quasi totalità della Grecia continentale, oltre alle isole di Corfù, Zante e Cefalonia e alla parte orientale di Creta. La piccola città di Ioannina rientrava nella zona di occupazione italiana e, dopo l'insediamento del comando italiano, la vita riprese con una relativa calma. I cittadini di razza e religione ebraica non vennero toccati e quasi tutti restarono in città anche se con una certa apprensione per le notizie che arrivavano da Atene sulla deportazione in Germania degli ebrei di Salonicco. Nulla accadde loro fino alla caduta di Mussolini e del Fascismo,il 25 luglio 1943, quando i tedeschi occuparono la città. Da quel momento i giorni per la sopravvivenza della comunità ebraica furono contati. All'alba di un freddo 25 marzo 1944, gli ebrei di Ioannina furono strappati dalle loro abitazioni e portati sulle rive del lago dove furono caricati sui camion e portati a Larissa. Da qui, nei vagoni bestiame di un convoglio ferroviario raggiunsero il campo di Auschwitz-Birkenau l'11 aprile 1944. La maggior parte di loro finì direttamente nelle camere a gas. Questo raro, forse unico, anello rappresenta quindi la testimonianza di un periodo storico reso vivibile, malgrado la guerra, dalla presenza delle truppe di occupazione italiane e divenuto terribile dopo l'8 settembre 1943, quando i tedeschi si sostituirono agli italiani. ( Notizie storiche tratte dal sito WIkipedia ) |
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| 19-7-2011 |