Veramente bello e raro anello in argento commemorativo della "Marcia su Roma" ( sicuramente ordinato da uno squadrista della prima ora che alla Marcia aveva preso parte ), realizzato in argento con disegni a rilievo di foglie d'alloro ( simbologia tipica degli Arditi dell'epoca ) sui lati e sul bottone frontale l'iscrizione "VENI, VIDI VICI,ROMAE" ai lati un fascio primigenio centrale con sotto la data in latino "OCTOBER MCMXXII" ( Ottobre 1922 ). Questa particolare iscrizione ci consente di datare con sicurezza l'anello attribuendolo all'ultimo periodo del 1922 o all'inizio del 1923. Infatti la data indica solo il mese di ottobre del 1922 nel quale si svolse l'azione "Venni, Vidi, Vinsi a Roma" descritta con il famoso motto di Giulio Cesare del quale si appropriarono molti squadristi che marciarono su Roma. Solo più tardi venne formalmente indicata la data del 28 ottobre 1922 come quella dell'anniversario ufficiale della Marcia su Roma e solo il 25 ottobre 1923, in occasione del primo anniversario, venne pubblicizzata dall'organo di stampa del partito, il Popolo d'Italia, l'istituzione di una specifica medaglia commemorativa per insignire tutti i fascisti che "avevano partecipato alla Rivoluzione Fascista culminata con la storica Marcia su Roma".
Evidentemente il possessore dell'anello, al momento della sua ordinazione, conosceva il mese nel quale si erano svolti i fatti ma non ancora la data del 28 ottobre che sarebbe stata ufficializzata solo un anno più tardi.
L'anello è marcato all'interno con un punzone purtroppo illegibile. Prima della legge 5 febbraio 1934 nr. 505 che aveva disposto un contrassegno uniforme per l'identificazione degli argentieri, italiani, questi molto raramente sottoponevano i propri pezzi alla verifica e punzonatura ufficiale. Solitamente l'argento aveva solo il punzone '800' (titolo dell'argento 800/1000) e, qualche volta, solo il punzone personale dell'argentiere o entrambi.
L'anello è di misura medio-grande
( 20/21 mm di diametro interno ), adatto quindi alla mano di un uomo. La scatola che lo contiene è tipica della produzione dell'epoca ed è stata probabilmente "defascistizzata". La rivestitura del coperchio, realizzata in fili di seta, presenta chiare tracce della cancellazione di un simbolo che certamente ne illustrava il contenuto.