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| Copertina |
Bellissima e rara cartolina originale di quattro facciate riproducente l'ardito Ciro Scianna, medaglia d'oro della prima guerra mondiale. Le due facciate centrali riproducono il "Decalogo degli Arditi", mentre la quarta di copertina presenta l'emblema del Corpo d'Armata d'Assalto. Trasversalmente è stata vergata con inchiostro nero una frase di saluti, probabilmente da parte di un ardito. La cartolina è stata stampata nello stabilimento tipografico di Ostiglia ( Verona ) della Società Anonima A. Mondadori.
Ciro Scianna era nato a Bagheria il 16 marzo 1891. Emigrato per lavoro era tornato per arruolarsi nel 3° Bersaglieri. Distaccato al 10° in Albania fu di nuovo rimpatriato allo scoppio della guerra per prendere servizio al 16°. All'atto di costituzione degli Arditi entrò subito nel XVIII e successivamente al IX.
Sull'Asolone, nel maggio 1918, venne decorato con la medaglia di bronzo e in giugno con quella d'argento sul Col Moschin. Il 24 giugno 1918, dai ponti della Priula alla famosissima e insanguinata ansa di Zenson, tutta la riva destra del Piave era tornata in nostro possesso e il nemico veniva anche ricacciato dalla testa di ponte Fossalta a Capo Sile. Quel giorno, sul Tonale, arditi alpini con un riuscito colpo di mano catturarono al completo il presidio di un posto avanzato nemico a sud-est della Punta di Ercavallo; mentre sull'altopiano d'Asiago, con irruzioni sulle pendici del Valbella, catturarono numerosi prigionieri. L'azione più brillante del 24 giugno fu l'assalto all'Asolone, che fu ripreso al nemico dall'eroico IX Reparto d'Assalto, il quale scrisse una delle pagine più gloriose della sua storia.
In quell'azione, alfiere del suo reparto, venne falciato davanti a tutti quando aveva già superato le trincee nemiche. Alla memoria gli venne concessa la medaglia d'oro con la seguente motivazione: "Soldato di altissimo ardimento, in aspra battaglia, sotto un micidialissimo tiro di fucileria e mitragliatrici nemiche e fra tragiche lotte corpo a corpo, portava con irresistibile slancio lo stendardo del battaglione d’assalto alla testa delle ondate, infiammando i compagni entusiasti del suo coraggio. Sulla vetta raggiunta, colpito in pieno petto, cadeva nell’impeto della sua superba audacia, dando al tricolore l’ultimo bacio ed alla Patria l’ultimo pensiero col grido: Viva l’Italia !. Monte Asolone, 24 giugno 1918".
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