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| Bologna. Settembre 1944. Un legionario delle Brigate Nere mostra un T.Z. 45 |
Praticamente introvabile custodia in tela originale per il fucile mitragliatore TZ-45 in uso presso alcuni reparti "anti-guerriglia" della R.S.I.
La custodia e' in eccezionali condizioni di conservazione, completa della sua chiave di smontaggio dell'arma originale e marcata.
Quest'arma, prodotta in quantità limitate verso la fine della guerra, fu disegnato da Toni e Zorzoli Giandoso nel 1944. Realizzata, in maniera relativamente rozza, durante gli ultimi tempi della Repubblica Sociale Italiana ha la caratteristica di avere oltre ad una sicura vicina all’impugnatura un’altra posta dietro il caricatore come il mitra danese Madsen modello 1950.
Possiede un calciolo retrattile che scorre lungo il castello di culatta, calibro 9mm para, caricatori da venti e quaranta cartucce estraibili e basculanti.
Arma a chiusura labile e massa battente, inizia il ciclo di fuoco che può essere automatico o a colpo singolo, ad otturatore aperto. La canna ha una lunghezza di 229 millimetri ed è protetta da una gabbia con asole allungate. Lunghezza totale con calciolo esteso 851 millimetri e 566 col medesimo retratto. Il peso dell’arma scarica è di 3260 grammi e la velocità del proiettile alla bocca di 385 metri il secondo, tiro utile 100-200 metri, cadenza di fuoco teorica 550 colpi il minuto.
Di questo mitra non si sa con esattezza quanti ne furono prodotti ed a quali reparti consegnati anche se il numero indicato dai massimi esperti del settore e' di circa 6.000 esemplari. Dopo la guerra, ne rilevò la licenza un’industria di Burma ove fu costruito in un certo numero d’esemplari con il nome di B.A.52.