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| La copertina |
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| L'emblema dei sommergibilisti atlantici in leggero rilievo sulla copertina |
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| Le pagine interne del calendario dedicate ai singoli mesi dell'anno che illustrano le azioni eroiche dei nostri equipaggi |
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Bellissimo calendario originale per l'anno 1942, stampato il 20 dicembre 1941 in Francia a cura di "Betasom", il comando delle Forze Subacquee Italiane in Atlantico. Questa versione del calendario è stata stampata in sole 4500 copie ed è facile immaginare quante poche siano giunte in queste perfette condizioni fino ai giorni nostri.
Se a questo si aggiunge il fatto che il calendario presenta una dedica autografa di Padre Carlo Messori Roncaglia, il cappellano militare dei nostri sommergibilisti oceanici, allora la sua rarità diventa eccezionale.
Il 25 luglio 1940, il ministero della Marina italiano ottenne l'autorizzazione allo schieramento di un certo numero di sottomarini in appoggio alla Germania nazista per la guerra nell'oceano Atlantico. Il luogo prescelto per la sede delle operazioni fu la città di Bordeaux, dove fu costruita una base navale a cui fu assegnato il nome in codice di BETASOM. Il nome era un acronimo ottenuto dall'unione della prima lettera della parola «Bordeaux» - espressa con il nome della lettera dell'alfabeto greco equivalente dal punto di vista fonetico («beta») - e la prima sillaba della parola «sommergibile».
La strategia sarebbe stata impostata insieme all'alleato tedesco, ma dal punto di vista tattico e disciplinare i vari battelli avrebbero operato sotto la responsabilità dei rispettivi comandi.
La base era costituita da due darsene intercomunicanti attraverso una chiusa. Inoltre, la presenza di bacini di carenaggio rendeva possibile la messa a secco degli scafi per le necessarie operazioni di revisione e riparazione.
Il personale era alloggiato in apposite casermette ottenute dalla conversione di alcuni magazzini. La sorveglianza interna era affidata a reparti dei carabinieri, mentre il presidio della base era affidato ad un battaglione del Reggimento San Marco. A disposizione degli equipaggi, era stanziato nella base anche il transatlantico francese, Admiral de Grasse.
L’Italia, al momento dell’entrata in guerra, possedeva oltre un centinaio di sottomarini, ma solo una quarantina erano adatti alle crociere oceaniche. La scelta dei mezzi destinati a BETASOM coinvolse quindi solo queste unità. La base atlantica ospitò complessivamente 32 sottomarini.
Per raggiungere l’Atlantico, tutti i sottomarini italiani furono costretti ad attraversare lo stretto di Gibilterra, dov'è tuttora situata una grande base navale della Royal Navy. Il passaggio non fu esente da difficoltà, anche a causa delle correnti marine, ma avvenne senza incidenti. Successivamente, furono integrati nella flotta altri quattro sommergibili, provenienti dall’Africa Orientale Italiana. In vista dell’imminente caduta dell’Eritrea (che ospitava l’importante base navale di Massaua) si decise, infatti, di evacuare tutto ciò che rimaneva della componente subacquea della marina “coloniale”, in modo da non farla cadere in mani inglesi. Questi battelli raggiunsero BETASOM circumnavigando l’Africa con l'ausilio della nave corsara tedesca Atlantis, che si occupò del rifornimento in alto mare delle quattro unità.
I sommergibili italiani svolsero la prima fase del loro ciclo operativo nell'Atlantico Settentrionale e, successivamente, nella zona equatoriale. Dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, svolsero alcune crociere anche presso le coste nord-americane. Nel luglio-agosto 1941, a causa dell’andamento negativo della guerra nel Mediterraneo, fu ordinato il rientro di una decina di battelli. Questa volta, il passaggio attraverso Gibilterra comportò la perdita di un sottomarino, il Glauco.
A partire dal 1943, alcuni sottomarini italiani vennero utilizzati per operazioni di trasporto di materie prime dall’Europa al Giappone.
La base fu operativa fino all’8 settembre 1943. Il comandante Enzo Grossi, che aderì alla Repubblica di Salò, condusse i sommergibili Bagnolini e Finzi (gli unici due presenti in rada in quel momento) nella darsena tedesca, dopo aver ascoltato il parere, largamente consenziente, degli equipaggi.
Nel corso delle loro missioni in Atlantico i sommergibili di Betasom affondarono complessivamente 109 navi per 593.864 tonnellate di stazza lorda.
Padre Carlo Messori Roncaglia era
nato a Modena nel gennaio del 1904. Lasciò a ventun’anni la città natale, laureando in giurisprudenza presso la locale università, per seguire la chiamata di Dio al suo servizio nella Compagnia del Gesù. In essa percorrerà con grande impegno e profitto tutto l’iter spirituale e culturale comune ai gesuiti. In esso si inserisce la parentesi della guerra in cui è chiamato (1940-43) come cappellano militare di marina, prima nel Dipartimento di Basso Tirreno con base a Napoli, quindi nella base militare di sommergibili Betasom. Uomo di fede e di azione, dotato di carattere volitivo che gli consentiva di affrontare di petto qualunque situazione e per questo molto stimato ed amato da tutto il personale della base, dall'Ammiraglio Comandante fino all'ultimo marò, volle, caso unico in tutta la marina impegnata nell’ultimo conflitto, prendere parte ad una missione di guerra: furono ottanta i giorni trascorsi in pieno oceano, con messa quotidiana a oltre 100 metri di profondità, e il rischio continuo di attacco del nemico. Egli celebrava la Santa Messa con un calice particolare, datto ad essere usato in condizioni di spazio ed equilibrio precario (a bordo di una unità navale), con una custodia di legno che fungeva da contenitore e base di appoggio; composto di tre pezzi scomponibili: la coppa, il piedestallo col gambo ed il piatto di copertura; sul piedestallo incisi i nomi dei 32 sommergibili che si sono alternati nelle attività della nostra base atlantica.
Oggi il calice, chiamato "Il Graal dei Sommergibilisti", ritrovato dopo mille peripezie, riposa in una teca all'interno della cappelletta del Comando Sommergibili a Taranto accanto all'altare che ha visto celebrare numerose messe di padre Messori Roncaglia.
La sua dedizione al dovere ebbe pubblici riconoscimenti e varie decorazioni. Rientrato dopo l’8 settembre del ’43 fu nominato cappellano del Comando Militare Volontari della Libertà e collaborò attivamente alla Resistenza e alla Liberazione.
Terminata la guerra Padre Messori Roncaglia ha continuato a mantenere profondi legami con i sommergibilisti ed il loro ambiente. Ha partecipato a tutti i raduni internazionali non solo come ospite d'onore ma soprattutto come officiante delle relative funzioni religiose e sul bavero della tonaca, accanto al crocifisso portava appuntato il distintivo dei sommergibilisti atlantici: il delfino dorato con una grande "A" rossa e la corona reale a ricordo delle imprese allora condotte e delle avventure vissute con i suoi ragazzi. Padre Carlo Messori Roncaglia è venuto a mancare il 15 agosto 1996.
( Foto tratte dal volume "Cento Sommergibili non sono tornati" scritto dal Comandante Teucle Meneghini e pubblicato dal Centro Editoriale Nazionale nel 1980 )