Bellissimo cappello alpino da Capomanipolo della Milizia Confinaria, in eccezionali condizioni di conservazione, praticamente museali.
Il cappello porta sul fronte il fregio per ufficiali con fronde d'alloro e fascio in canottiglia dorata e stella alpina in argento, adottato nel 1939, con al centro il tondino verde e la cifra romana "III" ad indicare l'appartenenza alla 3° Legione "Vetta d'Italia" di Bolzano. Sul lato sinistro il doppio gallone di grado, sovrapposto parzialmente ai due aeratori e la nappina dorata con fascio da ufficiale e sul lato opposto i due aeratori in alluminio verniciato di grigio-verde. Il soggolo, appoggiato sulla tesa, è costituito da una treccia in seta nera L'interno è foderato di leggero cotone nero completato da una fascia parasudore in pelle morbida pure di colore nero.
La Milizia confinaria venne costituita ufficialmente nel gennaio 1927 senza che venisse adottato per essa alcun segno particolare distintivo. Infatti il Regolamento 1931 fa riferimento ai "reparti speciali di frontiera" e alle legioni ordinarie che "attestano alla frontiera", soltanto rilevando che portavano il cappello alpino, senza nappina nè penna.
Il fregio con la piccozza e la stella alpina venne adottato a seguito del Regolamento 1935. Le 18 legioni costituite nel territorio alpino o subalpino e la 107° di Zara, contraddistinte da un numero arabo nel tondino, avevano il compito di cooperare con le forze di pubblica sicurezza e della dogana, alla sorveglienza delle frontiere dello stato.
Nel 1939 le legioni cosiddette alpine non esistevano più, le legioni di frontiera avevano prodotto i battaglioni da montagna e la Milizia Confinaria era divenuta una forza autonoma, formata dalle seguenti legioni:
1° Legione Monviso - Torino
2° Legione Monte Rosa - Como
3° Legione Vetta d'Italia - Bolzano
4° Legione Monte Nevoso - Trieste
con comando a Torino e scuola di addestramento a Tolmezzo.
( Notizie storiche tratte dal volume "MVSN storia, organizzazione, uniformi e distintivi" di Guido Rosignoli ).