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L'uniforme dei Sahariani della Tripolitania
( Tratta dal libro "Le uniformi delle truppe coloniali libiche" ) |
Rara e bellissima cartolina coloniale italiana spedita il 10 agosto 1929 dall'oasi di Gariat, a sud di Tripoli, con francobollo e annullo perfetti, da un tenente meharista del 3° Gruppo Sahariano della Tripolitania. Già questo sarebbe sufficiente a farne una rarità sotto il profilo storico collezionistico ma lo studio dei suoi contenuti scritti la rende veramente eccezionale.
Iniziamo dal destinatario: la cartolina era indirizzata al N.H. Cav. Magg. Livio Bragadin presso il 57° fanteria "Abruzzi" a Vicenza.
Livio Bragadin, appartenente alla nobile famiglia Bragadin di Venezia, aveva scelto la carriera militare di "terra" a differenza del più famoso cugino Marcantonio entrato nei ranghi della Regia Marina. Giovane sottotenente aveva partecipato alla guerra italo-turca, alla prima guerra mondiale sul Carso e in Libia meritandosi ben quattro medaglie di bronzo al valor militare ed in seguito ancora a Bengasi come ufficiale del XI Battaglione Ascari Eritrei.
Richiamato in patria alla fine degli anni venti, entrò nei ranghi del 57° Reggimento Fanteria "Abruzzi" e poi del 18° Reggimento Fanteria "Acqui" dove, promosso al grado di maggiore, assunse il comando del II Battaglione, denominato "Battaglione Bragadin". Durante la sua seconda permanenza in Libia, con il grado di capitano, era stato sicuramente il comandante del mittente: il tenente Antonio Gualano che scriveva "Sempre devotamente memore. Ossequi". In quel momento il tenente Gualano si trovava al comando di uno squadrone indigeno del 3° Gruppo Sahariano della Tripolitania e il giorno dell'invio della cartolina, al posto della località aveva scritto "Nomadismo", cioè missione in movimento nella Cirenaica ancora infestata dai ribelli senussiti. Circa due anni più tardi il 3° Gruppo Sahariano della Tripolitania sarebbe stato duramente impegnato nella marcia e nella successiva vittoriosa battaglia per la conquista dell'oasi di Cufra che segnò la fine della ribellione in Libia. In particolare il 3° Gruppo Sahariano venne impiegato da Graziani per "ripulire" l'oasi di El Giaf dove si erano rifugiate alcune forze ribelli. Dopo questa avventura coloniale, il tenente Gualano proseguì la sia carriera militare giungendo fino al gradi di Generale di Corpo d'Armata.
Antonio Gualano era nato in Molise, a Castel san Vincenzo il 14 gennaio 1899. Compie studi seminariali a Cassino, prima di arruolarsi volontario e partecipare alla Prima guerra mondiale, come "ragazzo del 99". All'indomani del conflitto compie un breve periodo di studi di Legge prima di essere ammesso all'Accademia di Modena. Alla fine degli anni Venti partecipa alle operazioni di riconquista della Cirenaica, mentre nel 1939 fa parte del corpo di spedizione in Albania, quale aiutante di campo del generale Alfredo Guzzoni. Nel 1942 - 1943 è nell'ARMIR, sotto il comando del generale Giovanni Messe, col grado di maggiore prima e di tenente colonnello dopo, e Direttore Trasporti dell'Intendenza di Armata su tutto il fronte. Nel corso della ritirata di gennaio 1942 - febbraio 1943 in occasione dell'Operazione Piccolo Saturno di parte sovietica, coordina efficacemente da Kharkov i rifornimenti logistici ai depositi di tappa della ritirata. Per queste azioni ottiene una Medaglia d'Argento. Nell'agosto 1943 accompagna la missione del generale Giuseppe Castellano ad Algeri per le trattative armistiziali ed è anche presente a Cassibile. Col grado di colonnello, alla guida del 144º reggimento fanteria della divisione Mantova (reparto che dopo l'8 settembre aveva risalito l'Italia a fianco degli Alleati), il 14 settembre 1947 entra in Gorizia riassicurandone il possesso italiano in base alle decisioni della Trattato di Parigi. All'indomani della guerra ricopre numerosi comandi di prestigio. In particolare è Comandante FTASE (Forze terrestri alleate del sud Europa) e sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito alla fine degli anni Cinquanta ed è Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano dal 1960 al 1962, anno in cui va in pensione. E' morto il 4 giugno 1983 a Roma. (Biografia tratta dal sito Wikipedia).
Questa eccezionale cartolina "storica" proviene dai cimeli personali del Tenente Colonnello Livio Bragadin.