Italia ( 1940-1945 ).
BELLISSIMO COFANETTO IN ARGENTO OFFERTO ALLA MADRINA DEL VARO DELLA M/N "GIUSEPPE MAIORANA" NEL 1942
Prezzo: Euro 1800,00 - cod. nr. 21342
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Il marchio dell'argentiere "F.Chiappe", il suo punzone  e quello "800" ad indicare il titolo dell'argento, impressi sul bordo dell'ascia simbolica che completa il cofanetto
L'incisione sotto il coperchio del cofanetto
Giuseppe Majorana, M.O.V.M.

Bellissimo cofanetto in argento massiccio e realizzato probabilmente come dono per la Madrina del varo della M/n "GIUSEPPE MAIORANA", effettuato il 28 marzo 1942 nei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente per l'armatore Italia Navigazione SpA.


Alla nave fu dato il nome di Giuseppe Majorana, nato a Genova il 2 luglio 1910, sottotenente di vascello, osservatore e MOVM alla memoria.
Fu requisita nel 1944 dai tedeschi a Genova. Recuperata e completata nel 1947 fu rinominata "AMERIGO VESPUCCI" per la serie "Navigatori". Per circa 15 anni foper˜ continuativamente sulla linea Genova - Valparaiso). Trasferita nel 1963 a Italia Line e trasformata in nave da carico. Venne demolita nel 1978.
Dopo la fine della guerra la nave verrà completata con il nome di "AMERIGO VESPUCCI" per la serie "Navigatori".


Madrina della nave, varata il 28 marzo 1942, fu la sorella Rita Majorana, deceduta poi ultranovantenne e senza discendenti diretti anni fa. E' da presumere  che questo cofanetto sia appartenuto a lei.


Questo splendido cofanetto è stato realizzato dal famoso argentiere e gioielliere "Filippo Chiappe" di Genova che ha impresso il suo punzone su di un lato dell'ascia che lo completa.
L'argentiere Filippo Chiappe aprì la sua bottega a Genova nel 1886. Egli lavorò ad Algeri e a Parigi subito dopo aver studiato disegno e arti plastiche all'Accademia di Belle Arti di Massa. Successivamente divenne capo fabbrica della gioielleria Vassallo per poi aprire autonomamente un proprio laboratorio nel quartiere genovese di San Lorenzo. Famoso per l'originalità delle sue creazioni e la grande raffinatezza dell'esecuzione, Chiappe divenne il fornitore ufficiale della Real Casa di Savoia, e di gran parte della nobiltà italiana. In seconda battuta la sua clientela si allargò alla classe politica e al mondo della grande borghesia industriale italiana e internazionale. Alla morte di Filippo Chiappe, avvenuta nel 1936, la bottega fu portata avanti da Gino e Alberico Fiori, suoi primi allievi.


Il cofanetto presenta sotto al coperchio l'iscrizione VARO "M/n GIUSEPPE MAJORANA" CANTIERE NAVALE ANSALDO 28 MARZO 1942-XX su tre righe. Sulla parte frontale e applicata la sagoma della nave stilizzata e, appena sopra, una bellissima pietra dura di colore blu fa da fermaglio del coperchio.
Il cofanetto appoggia su quattro piedini realizzati anch'essi in pietra dura blu con una montatura di ragento. Due di questi sono stati risaldati, probabilmente in epoca o poco dopo.

L'interno è pure foderato di panno blu e contiene un ascia da marinaio d'argento in miniatura (quella con la quale si tagliava la cima per dar il via al varo delle navi) con sopra la stessa iscrizione del coperchio. Un dono sicuramente assai prezioso all'epoca che oggi ha mantenuto inalterato il suo valore storico e collezionistico.


Giuseppe Majorana, era nato a Genova il 2 luglio 1910. Di nobile ed antica famiglia siciliana, era iscritto a Napoli nell'Istituto Superiore Navale che gli conferi poi, dopo la sua morte, la laurea ad honorem in scienze economiche e marittime. Arruolatosi nel 1930 nella Marina, quale allievo ufficiale fu nominato guardiamarina nell'ottobre 1931 e l'anno dopo congedato. Nel settembre 1935, richiamato e destinato al battaglione San Marco, partiva per l'A.O. (Africa Orientale) dove prendeva parte alla campagna etiopica concludendola con la marcia su Addis Abeba.
Promosso Sottotenente di Vascello nel 1936 e rimpatriato a fine anno, riprendeva il suo posto nella Marina Mercantile. Nell'aprile del 1939, richiamato per mobilitazione, prese prima imbarco sul C.T. (Cacciatorpediniere) "Carabiniere" col quale partecipò alla battaglia di Punta Stilo. Passò poi, su domanda, alla scuola di osservazione aerea di Orbetello e, nel gennaio 1941, ottenne la nomina ad osservatore dall'idrovolante.


Nel luglio 1941 veniva decorato con la Medaglia d'Argento al Valor Militare sul campo e il 27 settembre 1941 gli veniva assegnata la Medaglia d'Oro alla memoria con la seguente motivazione: "Abile e valoroso osservatore a bordo di un idro da R.M., dopo aver avvistato una formazione navale e averne trasmesso i dati relativi al MoTo, mentre, d'accordo con il primo pilota, dirigeva per eventuale opera di soccorso per un apparecchio silurante che precipitava in mare, veniva attaccato da sei caccia di cui due venivano abbattuti e uno probabilmente. Dopo l'ammaraggio avvenuto con l'apparecchio in fiamme, nonostante fosse già ferito, si prodigava, malgrado l'abbondante perdita di sangue, per approntare il battellino di salvataggio. Raggiunto da altri proiettili, ferito mortalmente alla bocca, impossibilitato ad articolare parola, e conscio della propria imminente fine, determinava stoicamente la posizione del battellino e con cenni indicava la rotta migliore da seguire per raggiungere la terra, onde i camerati potessero trarne possibilità di salvezza. Prossimo all'agonia, cosciente del suo stato, con sovrumana energia, indicava ancora ai compagni il lontano profilo della costa, quindi serenamente e gloriosamente decedeva. (Cielo del Mediterraneo, 27 settembre 1941).

 
 
Foto del momento del varo della M/n Giuseppe Majorana il 28 marzo 1942 -XX
 

 29-6-2019