Italia ( 1872-1913 )
MEDAGLIA COMMEMORATIVA DEL 50° ANNIVERSARIO DELLA DIFESA DI VICENZA NEL 1848
Prezzo: venduto - cod. nr. 20113

Bellissima medaglia in bronzo coniata nel 1898 dagli Stabilimenti S. Johnson di Milano, per commemorare il cinquantesimo anniversario della Difesa di Vicenza nel 1848. Questa medaglia fu distribuita ai soli superstiti che difesero Vicenza tra il 23 maggio ed il 10 luglio 1949, contro le truppe austriache. La medaglia misura 38 mm di diametro ed è comleta di nastro bianco/rosso, consono ma non coevo.

In concomitanza ed in conseguenza degli avvenimenti europei e della notizia della
Rivoluzione scoppiata a Vienna nel marzo del 1848 insorsero le città di Milano,
Venezia ed altre città del Lombardo-Veneto. Le Guarnigioni austriache si ritirarono velocemente nelle sicure fortezze del Quadrilatero. Il 17 e 18 marzo del '48 anche a Vicenza si ebbero le prime dimostrazioni patriottiche. 
Si venivano nel frattempo costituendo
formazioni di volontari, elemento caratteristico della guerra del 1848. La
città, difesa da poco più di 5.000 uomini fra volontari e regolari pontifici, fu investita il 20 maggio con un attacco alle difese di Porta Santa Lucia.
Nonostante l'appoggio di sei cannoni gli assalitori non riuscirono a piegare i difensori che erano mirabilmente coadiuvati da un solo cannone servito con perizia dall'artigliere Antonio Piccoli, che fulminava da Porta San Bartolomeo gli austriaci tanto da costringerli a ritirarsi. Il giorno seguente un reparto uscito dalla città al comando del gen. Giacomo Antonini attaccava a Ponte Alto gli austriaci diretti a Verona, senza peraltro impedire loro di raggiungere la piazzaforte. Vicenza fu di nuovo assalita il 23 maggio. A mezzanotte gli austriaci mossero su tre olonne con i seguenti obiettivi: Borgo S. Felice, la Rocchetta, Monte Berico.
Gli scontri più aspri si ebbero a Borgo S. Felice, tenacemente difeso. Gli austriaci desistettero dall'attacco nella tarda mattinata del 24, ritirandosi verso Verona con gravi perdite. Questa seconda battaglia di Vicenza ebbe come protagoniste le opposte artiglierie; gli austriaci spararono oltre 6.000 proiettili entre grande fu il merito degli artiglieri italiani nel fermare gli assalti del nemico. Il giorno dopo trentamila soldati imperiali con 50 cannoni investirono la città. L'azione principale austriaca si sviluppò contro le posizioni di Monte Berico, vera chiave di volta nella difesa vicentina; posizione presidiata da forze regolari pontificie e da volontari. Azioni secondarie in pianura avevano compiti di sostegno dell'azione principale.
I difensori della città erano in tutto circa 11.000 uomini con 38 cannoni; queste forze erano al comando del generale Giovanni Durando. Il sistema difensivo  vicentino fu attaccato con forza e difeso con, grande valore, ma la grande sproporzione numerica a favore dell'attaccante lasciava pochi dubbi sull'esito del combattimento. Mentre il Santuario veniva difeso da pochi valorosi risoluti al sacrificio, il grosso dei difensori si ritirava ordinatamente, tentando anche un ultimo contrattacco che però non poteva cambiare le sorti della giornata. Perduto il monte la città diventava indifendibile, anche per mancanza di riserve da gettare nella lotta. Gli Austriaci scesi al piano sono ormai davanti alle porte della città; che martellano con gli obici.
Durando volle risparmiare la distruzione della città e le molte vite umane dei civili. Furono pertanto avviate trattative di resa. Dopo lunghe e non sempre serene discussioni fra i plenipotenziari delle due parti, l'intesa venne raggiunta e firmata a Villa Balbi all'alba dell' 11 giugno 1848. I difensori sarebbero usciti dalla città con l'onore delle armi per ritirarsi sulla destra del Po, impegnati a non combattere contro l'Austria per tre mesi. Le perdite furono: austriaci 304 morti, 541 feriti, 140 dispersi; italiani 293 morti e 1.665 feriti.
 

 12-11-2014