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| Il comandante Salvatore Todaro |
Questo esemplare è un fregio originale sicuramente prodotto prima della fine della 2° Guerra Mondiale ( 1944-1945), molto probabilmente dalla ditta "Lorioli" di Milano e realizzato in zama ( metallo di guerra ). Il distintivo raffigura un teschio che tiene tra i denti una rosa rossa sopra ad una grande "X" con "a" sottolineata ( a significare "Decima") verniciata di rosso, avente alla base la scritta "DECIMA" su fondo blu verde. Il tutto contornato da una gomena con i rilievi vagamente dorati.
Il distintivo, in ottime condizioni di conservazione, ha mantenuto, malgrado l'effetto del tempo, buona parte della vernice rossa della grande "X" e conservato praticamente quasi intonsa la base verde-blu. La doratura della gomena è ancora visibile solo in piccola parte.
Il fregio ha un’altezza di mm 76,2, una larghezza di mm 48,7 in alto, di mm 48,4 al centro e mm 48,4 in basso. Il suo peso è di 15 grammi. Queste dimensioni sono quelle riscontrate in tutti gli esemplari d’epoca conosciuti. I colori, molto simili a quelli dei fregi “Bregonzio” della X° Flottiglia Mas, lasciano intendere una riveniciatura in fabbrica e la sua conservazione in magazzino. Queste condizioni ne stabiliscono un prezzo di molto inferiore a quello spuntato sul mercato collezionistico dagli esemplari sicuramente indossati.
Veniva assicurato al braccio sinistro della giubba mediante cucitura, utilizzando i due fori situati ai lati del teschio ed un terzo foro sotto la scritta "DECIMA". Un esemplare simile, realizzato in ottone, è illustrato con il numero 43 a pagina 49 del 1° Volume "Distintivi e Medaglie della R.S.I." di Fausto Sparacino. Lo scudetto sarà accompagnato da una dichiarazione di autenticità e di provenienza rilasciata da un primario Studio Faleristico milanese.
Nel maggio 1944 il Principe Junio Valerio Borghese decise di riunire in una Grande Unità tutti i battaglioni di Fanteria Marina ai suoi ordini, dando vita alla Divisione Fanteria di Marina "Decima" che, dopo un breve periodo di permanenza in Piemonte, venne inviata nella Venezia Giulia per difenderne l'italianità.
Venne predisposto, probabilmente verso la fine di quell'anno, il nuovo scudetto da braccio, simile a quello usato in precedenza ma con la dicitura "DIVISIONE" al di sotto della X rossa. Data la difficoltà nei collegamenti e la svolta che stavano prendendo gli avvenimenti in quel periodo, pochi furono i marò che ricevettero e poterono applicare alla divisa il nuovo simbolo. Diverse sono le varianti rintracciate, prodotte da più fabbricanti, che differiscono maggiormente per la forma del teschio e della rosa, oltre alla diversa colorazione e al materiale impiegato ( zama di varia qualità e ottone ).
La simbologia presente sui distintivi della X° Mas nasce da un'eredità spirituale dell'eroe capitano di corvetta Salvatore Todaro, caduto il 14 dicembre 1942 nella base di La Galite in Tunisia, colpito dalla mitraglia di uno Spitfire inglese mentre si trovava a bordo del "Cefalo", un mezzo d'appoggio per i Mas.
Il comandante Todaro, nei suoi ultimi giorni di vita, aveva manifestato il desiderio di coniare un distintivo in cui apparisse l'emblema di un teschio con una rosa in bocca, argomentando il concetto che "la morte in combattimento è una cosa bella e profumata".
Il pittore Giovanni Fumagalli ebbe l'incarico dal Comandante Borghese di studiare il progetto per il nuovo scudetto da braccio, realizzato poi nella forma oggi conosciuta.
( Ulteriori notizie storiche sul comandante Todaro visibili sul sito Avanti Savoia! )