Italia (1919-1939)
BELLISSIMO E RARO ELMETTO MOD. 1933 DELLA GUARDIA REALE ALBANESE DI STANZA A ROMA CON FREGIO ORIGINALE
Prezzo: Euro 750,00 - cod. nr. 22136
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Alle guardie reali albanesi, come a qualsiasi altro fante italiano, venne distribuita anche un’uniforme da combattimento che prevedeva l’utilizzo di questo bellissimo e ormai quasi introvabile elmo modello 1933 con fregio nero a mascherina della Guardia Reale Albanese nel tipico colore verde del Regio Esercito. L’elmetto è in eccezionali condizioni di conservazione, con appena qualche piccola scalfittura sulla superficie esterna. L’imbottitura in pelle e i lacci presentano tracce di un uso piuttosto prolungato dell’elmetto, pur mantenendo perfettamente la forma e il colore originali. A rendere particolarmente prezioso questo bellissimo elmetto con il fregio a mascherina della Guardia Reale Albanese ( alto 92 mm come da Regolamento ) è il fatto che solo due battaglioni, uno di stanza a Roma e l’altro a Tirana lo hanno avuto in dotazione .

Il corpo delle guardie albanesi fu il più rappresentativo delle formazioni create dopo l’unione delle forze armate italiane con quelle albanesi.
V
enne istituito con il Decreto legge del 21 aprile 1939, ed il 29 dello stesso mese, prestò giuramento alla presenza del generale Pariani, nella caserma del 2° Reggimento Granatieri di Sardegna. Successivamente, in data 8 marzo, entrò a far parte del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna, di stanza nella capitale. Il battaglione albanese era costituito da una compagnia composta da militari provenienti dalla province del nord dell’Albania e da due compagnie di militari provenienti dal sud.
La funzione della G.R.A. era puramente rappresentativa ed espletava il compito di guardia d’onore al Quirinale. Durante questi servizi venivano indossate dai militari speciali uniformi di gala che ricordavano i costumi tradizionali schipetari. Le popolazioni provenienti dalle parti settentrionali dell’Albania, indossavano pantaloni di fustagno bianco, detti “cedike”, aderenti, e bordati d’oro lungo la cucitura. La parte finale del pantalone era scampanata, e terminava con una falsa ghetta di colore rosso, bordata con ricame floreali in oro. Questo ricamo creava un arabesco che si estendeva fino alle cosce. I militari d’origine meridionale, indossavano invece il tipico gonnellino bianco detto “fustan”, sovrapposto ad un pantalone piuttosto ampio, in tela bianca, fermato al ginocchio da un gambale di feltro che terminava con la finta ghetta. Il copricapo per entrambi era il fez bianco, privo di fregi. Sulla camicia indossavano un gilet arabeggiante di colore rosso, con ricami in filo d’oro, bordato d’oro. Alla vita portavano una fascia di lana con i colori nazionali albanesi: rosso e nero. Sopra questa fascia i sottufficiali portavano una cartucciera in cuoio naturale con 12 tasche per inserire i caricatori del moschetto. Particolare il modo di portare la baionetta: infilata di traverso nella fascia alla vita.
In origine le unità provenienti dall’esercito albanese erano dotate delle comuni stellette e mostrine delle nostre Forze Armate, ma questo non risultò gradito agli albanesi che, orgogliosi delle proprie tradizioni militari, consideravano l’elmo di Skanderbeg l’unico simbolo del loro passato glorioso. Skanderbeg, infatti, fu uno dei massimi eroi e combattenti albanesi, che nel XV secolo lottò strenuamente contro gli invasori ottomani guadagnandosi dal Papa il titolo di “Atleta Christi”. Sul suo elmo da battaglia, Skanderbeg portava l’effige di una testa di capra per simboleggiare la grande abilità del soldato albanese nel combattimento in montagna e la sua cabarbia determinazione. I soldati albanesi, soprattutto gli irregolari, diederò più volte prova del loro coraggio e della loro dedizione nelle campagne di Grecia e Jugoslavia, combattendo fianco a fianco con i camerati del Regio Esercito.
La G.R.A. quando non era impegnata in cerimonie ufficiali indossava l’uniforme comune a tutti i fanti; portava come unico distintivo speciali alamri sul colletto della giubba, simili a quello dei granatieri ma di colore differente: rosso violaceo su rettangolo nero, caricatio delle stellette con l’elmo albanese.


( Notizie storico collezionistiche tratte dall'articolo di Alessandro Raspagni pubblicato sul numero 11 del giugno 1944 della rivista "Militaria" )

 

 24-4-2010