Germania fino al 1918
BELLISSIMO "STAHLHELM" ( ELMO TEDESCO ) "M.16" COMPLETO DI ACCESSORI ORIGINALI
Prezzo: venduto - cod. nr. 15338
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Splendido "Stahlhelm" ( elmo d'acciao tedesco ) mimetico modello "1916" in eccezionali condizioni di conservazione. L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, e' completo in tutte le sue parti interne che lo caratterizzano e presenta ancora circa il 90% del suo camuffaggio originale usato sul fronte occidentale.
L'imbottitura di pelle chiara e' fissata ad una banda di robusto cuoio che lo identifica come modello M.16 in quanto nel successivo modello M.17 sarà sostituita da una banda di fascia metallica. E' costituita da tre lembi di pelle robusta che, nell'intenzione dell'inventore tedesco, erano destinati a contenere i pacchetti di medicazione; in realta' contenevano cuscinetti imbottiti di crine o di paglia non più presenti in questo caso.
Il soggolo in cuoio è ancora quello ereditato dal "Pickelhaube" con l'anello metallico per agganciarlo al perno fissato all'interno dell'elmetto. Questo sistema di aggancio era poco sicuro e spesso causava lo smarrimento del soggolo. La sua presenza rende questo elmetto ancora più interessante per il collezionista.
Non ha all'interno alcuna indicazione di taglia che è media.

Sulla falda posteriore è presente un'iscrizione con la firma apposta probabilmente dal proprietario dell'elmetto ma purtroppo non è leggibile.
L'elmetto viene dagli Stati Uniti, dove era stato portato come ricordo di guerra da un veterano della prima guerra mondiale, e dove è rimasto nello stesso luogo fin dal 1920.

Questo elmetto e' il frutto degli studi congiunti di un tecnico tedesco, il professor Friedrich Schwerde dell'Istituto di Hannover, e di un chirurgo distaccato al XVIII corpo d'armata, il professor August Bier. Quest'ultimo era specializzato nell'estrazione delle piccole schegge di acciaio dal cervello dei soldati, attuata per mezzo di una potente elettrocalamita. Tuttavia, le lesioni prodotte al cervello provocavano quasi sempre la morte del paziente. Consapevole di cio' Bier suggerì l'avviamento di un programma di studio per la realizzazione di un copricapo protettivo in acciaio. L'aspetto tecnico della questione venne affrontato dal professor Schwerde che, in considerazione del fatto che l'80% delle ferite era provocato dalle schegge e solo il 20% da colpi diretti d'arma da fuoco, stabili' che l'elmetto doveva coprire la maggior superficie possibile della testa a discapito dello spessore del metallo.
Il nuovo elmetto venne prodotto in sei taglie con calotta in acciaio al nickel-cromo dello spessore di circa 1 mm e peso approssimativo di 1 kg. Lateralmente sono presenti due prese d'aria protette da due bulloncini sporgenti, che fungono anche da punti di aggancio della "Stirnpanzer" ( corazzetta protettiva frontale ).
Quasi tutti gli storici sono concordi nell'affermare che il primo contingente di 30.000 elmetti venne distribuito verso la fine di gennaio 1916 alle unita' che si preparavano a prendere d'assalto Verdun, dopo un breve periodo di prova condotto tra i mesi di novembre e dicembre 1915, quando venne distribuito ad alcune unita' d'assalto.
Durante le parate, o in occasioni particolari, sulla presa d'aria di sinistra, potevano essere applicate tre foglie di quercia in estate, oppure un rametto di pino in inverno.
( Informazioni tecniche e storiche tratte dal libro "Elmetti" di Paolo Marzetti e dal'articolo apparso sul numero 11 di "Uniformi & Armi")