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| Soldati della "Grossdeutschland" a Kursk nel luglio 1943 |
Rara fascia da braccio ( Armelstreiffen ), garantita originale, appartenuta ad un ufficiale della Panzer-Grenadier-Division "Grossdeutschland" dell'ultimo tipo realizzata nel secondo semestre del 1944 in alternativa alla tipologia "Suetterlin" ( antica forma di scrittura tedesca ) in uso fino a quel periodo. Quello che caratterizzava quest'ultima produzione di fasce tipo BeVo o anche di quelle realizzate a mano, e che ritroviamo in questo esemplare, è la colorazione rame ( Copperplate ) del filo utilizzato per la scritta e i bordi. Queste fasce venivano indossate dagli ufficiali e dai sottufficiali. Questo raro esemplare è stato scucito a suo tempo da una divisa e porta i segni del tempo, con un piccolo strappo, probabilmente causato dal suo smontaggio dalla divisa, che però non ne inficia minimamente il valore collezionistico.
Un pezzo da collezione garantito originale al 100% dall'expertise ( Garanzia di Autenticità ) firmato dal Prof. Antonio Scapini, un giovane studioso e ricercatore che ha saputo raccogliere intorno a sè un nucleo di esperti italiani, europei e americani che, di volta in volta, mettono a disposizione la loro specifica conoscenza dell'oggetto.
La
Panzer-Grenadier-Division "Grossdeutschland" traeva origine dall'Infanterie-Regiment "Grossdeutschland" costituito a Berlino il 12 giugno 1939 con gli uomini del "Wach-Bataillon" ( Battaglione della Guardia ) di Berlino di stanza nella caserma di Berlin-Moabit. Il 1° ottobre il reggimento venne motorizzato e il 21 ottobre 1939 trasferito al campo di addestramento di Grafenwoehr. Il 10 maggio 1940 venne impiegato nella Campagna di Francia durante la quale contò 221 caduti, 830 ferìiti e 57 dispersi.
Il reggimento venne ricostituito in Francia in previsione dell'invasione dell'Inghilterra e della presa di Gibilterra. Il 6 aprile 1941 venne invece trasferito in Romania, passando da Vienna e Budapest, per essere impiegato nell'attacco alla Jugoslavia fino a Belgrado.
Il 17 maggio 1941 venne trasferito a Shelechow in previsione dell'attacco alla Russia, e assegnato alla 2.Panzer Armee. Il 25 giugno 1942 raggiunse la fortezza di Brest_Litovsk, combattendo quindi davanti a Byalistok e occupando Minsk il 2 luglio. Il 9 superò il fiume Dniepr partecipando alla battaglia di Yelnya il 18 luglio. La sua direzione venne modificata e in settembre venne avviato verso sud dove sostenne pesanti combattimenti a Konotop per tre giorni. Indirizzato di nuovo verso nord combattendo a Smolensk e il 31 raggiunse il fiume Orel marciando nell'area di Tula. A questo punto le forze del reggimento erano esauste ed esso dovette ritirarsi a Bolkhov dove prese posizione per l'inverno. Durante i combattimenti invernali le perdite del reggimento furono di 900 caduti, 3056 feriti e 114 dispersi. Il 12 aprile 1942 venne trasferito a Reschitza nel Generalgouvernement dove andò a costituire la
Infanterie-Division Grossdeutschland (mot.) venendo rinominato Infanterie-Regiment Großdeutschland 1 e affiancato al nuovo Infanterie-Regiment Großdeutschland 2.
Dopo la riorganizzazione la divisione venne assegnata al XLVIII Panzerkorps con il quale prese parte alle fasi iniziali dell'operazione "Fall Blau", l'assalto a Stalingrado. Successivamente prese parte agli attacchi per superare il fiume Don e catturare Voronezh. In agosto la divisione venne ricacciata indietro fino alla sponda nord del Donez e qui rimase come forza di riserva per il contrattacco . Durante le offensive invernali sovietiche la divisione venne coinvolta in pesanti combattimenti vicino a Rzhev.
Nel gennaio-febbraio 1943 la divisione e il XLVIII Panzerkorps, insieme al II.SS Panzerkorps, prese parte alla terza battaglia di Karkhov. Durante questa battaglia la divisione combattè a fianco della 1.SS Division Leibstandarte SS Adolf Hitler, 2.SS Division Das Reich e 3.SS Division Totenkopf. Dopo la caduta di Karkhov la divisione venne ritirata e ricostituita. In questa occasione venne dotata di una compagnia equipaggiata con i nuovi
"Tiger 1s", cosa assolutamente inusuale per una Panzergrenadier division e fu l'unica divisione non SS ad avere questi carri. Nel giugno 1943 venne rinominata Panzergrenadier Division "Grossdeutschland" potendo contare in realtà su un numero di veicoli corazzati superiore alla maggioranza delle Panzerdivision.
Assegnata alla 4.Panzerarmee del Generaloberst Hermann Hoth ebbe un ruolo di primo piano nella "Operation Citadel", la battaglia per salvare il saliente di Kursk. La divisione combattè in questa area fino al 18 luglio 1943 quando venne ricacciata indietro fino a Tomarovka. Dopo l'insuccesso della controffensiva di Kursk, la divisione riassunse il suo ruolo di riserva mobile venendo trasferita al XLVIII Panzerkorps in agosto. Per il resto del 1943 la divisione venne ingaggiata in combattimenti difensivi nella ritirata dall'Ucraina orientale, combattendo aspramente a Kharkov, Belgorod, ed infine sul Dnieper, finendo l'anno contro forti forze nemiche vicino a Michurin-Rog, ad est di Krivoi-Rog. Durante i primi mesi del 1944 la divisione venne continuamente spostata da un punto di crisi all'altro, trovandosi in Romania alla fine di marzo. In aprile venne assegnata al LVII.Panzerkorps con il quale continuò a combattere in difesa dei pozzi petroliferi rumeni. In luglio venne trasferita nella Prussia Orientale dove nei mesi successivi combattè aspramente spostandosi anche negli stati baltici. Di fatto la divisione fu annientata durante la battaglia per la testa di ponte di Memel.
Nel novembre del 1944 venne ricostituita come
Panzerkorps Großdeutschland ricevendo la Brandenburg Division. Dal marzo 1945 ilPanzerkorps venne ridotto a 4000 uomini che riuscirono a sfuggire dalla trappola di Memel . Si fermarono a Pillau dove vennero impegnati in feroci combattimenti. Dal 25 aprile 1945 il Panzerkorps cessò di esistere essendo stato completamente distrutto nei combattimenti intorno a PIllau. Solo alcune centinaia di superstiti furono capaci di raggiungere la regione di Schleswig-Holstein e arrendersi agli inglesi. La maggior parte degli uomini rimasti fu corretta ad arrendersi ai russi che li trasferirono nei "Gulag" dai quali furono pochi coloro che riuscirono a tornare in patria anni dopo la fine della guerra.