Bellissima coppia di gemelli da polso in argento e smalti, punzonati con il titolo dell'argento "925" e il marchio dell'argentiere, purtroppo non identificabile. I gemelli riproducono da un lato l'emblema del Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo ( 12° ) e dall'altro le mostrine giallo-nere stilizzate con il fregio da berretto. Data l'alta qualità dei manufatti, e il loro probabile costo, si può raggionevolmente supporre che siano il frutto di un'ordinazione privata effettuata da qualche ufficiale del reggimento. Di difficile attribuzione il periodo storico che potrebbe essere anche postbellico. In ogni caso si tratta di una coppia di gemelli di grande qualità e di notevole interesse collezionistico per gli appasionati dell'Arma di Cavalleria.
Il reggimento assume il nome di "Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo" il 3 gennaio 1850 per assumere poi quello di "12° Reggimento Cavalleria ( Saluzzo )" nel 1871. Dopo altre lievi modifiche, il 1° luglio 1920 assume la denominazione di «Reggimento Cavalleggeri di Saluzzo».
Alla campagna italo etiopica il «SaIuzzo» concorre con 7 ufficiali e 450 gregari, complessivamente, per la formazione di reparti vari presso altri corpi.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale il «Saluzzo» è a Pordenone, nella Caserma Vittorio Emanuele III: fa parte, nel Corpo d'Armata Celere. Il 12 aprile 1941 il «Saluzzo» si sposta a Villa del Nevoso e il giorno successivo alle ore 14 varca l'antico confine jugoslavo a Clana, senza incontrare resistenza da parte del nemico. Si incontrano giovani croati vestiti dell'uniforme dell'esercito serbo, i quali, abbandonate le armi, se ne tornano alle proprie case.
Il 22 maggio 1942 viene proclamato il Regno indipendente di Croazia. Si assiste, impotenti, ad atrocità croate contro ebrei e serbi, che vengono brutalmente deportati in modo inumano. Il 9 ottobre «Saluzzo» raggiunse Pisarovina. Il 1° novembre subentra nel comando il 30° comandante, col. Pasquale Ventrone. Il 6 novembre il reggimento rientra a Yastrebarsko e continua nel servizio di polizia e di pattugliamento. Intanto il movimento partigiano andava crescendo e maggiore era l'impegno per rastrellare la zona: ne derivano continui spostamenti, specie nel territorio dei monti Gorianci e delle Petrove Gore. Così il 28 aprile 1942 «Saluzzo» è a Dugaresa, il 1° luglio a Turanj, il 2 settembre ancora a Dugaresa, il 3 a Cwetkovie, il 7 a Yastrebarsko, dal 4 al 14 ottobre a Dugaresa, il 20 a Spalato, il 29 a Zruovizza.
Particolarmente, in novembre, dal II Gruppo squadroni viene sventato un attacco di forti formazioni partigiane contro il nostro caposaldo di Svete Jona. Tutta la 1a Divisione Celere viene trasferita, in dicembre, in Dalmazia e il reggimento raggiunge Sebenico, ricevendo ordine di pattugliare e difendere il settore Konjevrate-Traù. Il "Saluzzo" si sposta su autocarri e svolgere azione su Konjevrate, dove, il 6 gennaio 1943, obbliga al ripiegamento formazioni partigiane dopo vivace scontro. Per lunghi mesi il "Saluzzo" operò su un terreno fatto di boschi fitti, intricatissimi, folte foreste, pressoché impraticabili, specie dal punto di vista operativo; e dove non son boschi o foreste sono montagne, marea di rocce a non finire, terreno carsico; una terra in cui, una volta usciti dalle poche strade e dai pochi tratti pianeggianti, anche a piedi è difficile districarsi. Il reggimento acquistò una certa fama per la sciolta spregiudicata e brillante specializzazione in ardite operazioni notturne; ne hanno fatto una sessantina, oltre, naturalmente, agli altri cicli operativi; centinaia di avversari uccisi in combattimento o catturati, cospicui bottini di armi, munizioni, documenti, materiali di propaganda antitaliana. Il più delle volte i cavalli dovettero rimanere negli accampamenti; ma il reggimento appiedato, autocarrato, ha sempre operato con la stessa classica celerità con cui avrebbe agito a cavallo. Estrema segretezza, minuziosa preparazione di ogni azione, avvicinamento silenzioso.
Il 17 gennaio il «Saluzzo», conosciuta l'imboscata tesa ad «Alessandria», a Vodice, raggiunge la località servendosi di mezzi da sbarco della Marina e compie vasta operazione di rastrellamento. Il 5 e 6 febbraio raggiunge, con gli squadroni in parte appiedati ed in parte a cavallo, Bilice, e circonda una forte formazione partigiana; nonostante la vivacissima reazione pochi avversari riescono a fuggire, mentre molti sono i morti, i feriti ed i catturati. ontinua, da marzo a giugno, una intensa e sfibrante azione di pattugliamento e rastrellarento nella zona di Konjevrate, Losovazzo, Scordova, Verpolie, Rogosnizza, Zlarirro, sempre con violenti combattimenti e cattura di avversari.
In giugno «Saluzzo» è a Porto Re, con il I Gruppo a Krasica, dove si susseguono gli scontri con le formazioni partigiane. In luglio, in azione con «Alessandria», nella zona di Monte Tic si distingue particolarmente il 4° squadrone. In agosto, con un Gruppo a cavallo ed uno appiedato, combatte, con la divisione «Re», in zona di Segna, in azione durissima, ma che si conclude felicemente. L'8 settembre, data dell'armistizio, trova il «Saluzzo» a Novi Vinodolskj: il fermo atteggiamento del comandante, il col. Giuseppe Curreno di Santa Maddalena riuscì ad impedire che i partigiani serbocroati occupassero i nostri caposaldi, mantenendo intatto e vigile il reggimento. Il 10 «Saluzzo» si sposta a Cirquevizza, per provvedere alla sicurezza del comando del V corpo d'armata; l'11 a Fiume, a difesa della città contro gli attacchi avversari, in vigile osservazione sul fiume Eneo; lo sfilamento in parata dei reparti, nella città olocausta, dinnanzi al generale Gastone Gambara, comandante della Piazza, suscita l'ammirazione e il plauso della popolazione e di tutti gli sbandati. Purtroppo il 13, dal comando della Piazza, viene permesso l'ingresso in Fiume di reparti tedeschi; il 25, vista ormai inutile ogni resistenza, il col. Curreno dichiara sciolto il reggimento, i cui elementi si danno alla macchia, per far parte del movimento clandestino di resistenza al tedesco, ch'è ormai, il nostro nemico. Il 16 settembre 1964 a Reggio Emilia viene costituito il Gruppo Squadroni "Cavalleggeri di Saluzzo". Nel 1976 viene denominato 12° Gruppo Squadroni "Cavalleggeri di Saluzzo". nel 1986 muta la denominazione in 2° Gruppo Squadroni Meccanizzato "Cavalleggeri di Saluzzo". Il 31 gennaio 1991 viene definitivamente sciolto.
( Notizie storiche tratte dal sito "Esercito Italiano" ).