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Questo giubbino è sicuramente appartenutenuto inizialmente ad un capomanipolo di una delle organizzazioni giovanili della Milizia, come ad esempio quella dei Fasci Giovanili di Combattimento che lo prevedeva tra i capi dell'uniforme ordinaria invernale ( vedi articolo e foto di Carlo Venditti pubblicato sulla rivista "Milites" nel numero 41 di giugno/agosto 2010 ).
I gradi con il robbio nell'occhiello, tipici per gli incaricati del grado superiore, come nel Regio Esercito, lasciano intendere che il capomanipolo occupasse un comando di pertinenza di un Centurione ( ad esempio quello di Comandante di Fascio nei F.G.C ).
Il giubbino è databile tra l'anno 1935 e il 1940 e presenta un fregio da ardito sulla manica sinistra e i nastrini della Marcia su Roma e dei Volontari. Fin qui sembrerebbe quindi un giubbino del ventennio ma ci sono diversi i particolari che invece ne spostano probabilmente l'uso al periodo della Repubblica Sociale Italiana.
Il primo è il il fregio da ardito che, invece della scritta sabauda "FERT", ha la scritta "ITALIA" sull'impugnatura del gladio e quindi, essendo ricamato in canottiglia dorata su panno nero, era destinato ad un ufficiale di una delle unità antipartigiane.
Il secondo è il teschio di grande formato in lamierino d'ottone con le orbite verniciate di nero, utilizzato come fregio da basco o da petto dalle Brigate Nere, dalla Legione Autonoma Mobile "Ettore Muti" e da altri reparti della Guardia Nazionale Repubblicana come le Fiamme Bianche. Venne anche utilizzato come fregio da giubba dal "Battaglione Bersaglieri Mussolini" portato al di sopra del taschino sinistro. Il teschio e' stato prodotto dalla ditta F.M. Lorioli F.lli di Milano e da altre fabbriche minori anche prima dell'armistizio in quanto gia' usato come fregio da alcuni battaglioni CC.NN. della Milizia, ad esempio il 240° battaglione, e da alcuni reparti di camicie nere durante la Campagna d'Africa.
Il terzo elemento è costituito dai fascetti di foggia repubblicana posti sulle fiamme nere applicate al colletto.
Tutti i fregi presenti sul giubbino, garantiti originali al 100% così come il giubbino stesso, lo indicano quindi come certamente appartenente alle forze militari o paramilitari della R.S.I. E' probabile che l'ufficiale della Milizia, subito dopo l'8 settembre 1943, sia entrato a far parte di una delle nuove formazioni della RSI, Brigate Nere o Guardia Nazionale Repubblicana, conservando giubbino e gradi, come accadeva sovente in mancanza di regolamentazione. Tutto ciò ne fa un oggetto di assoluto interesse collezionistico e particolarmente raro.