Italia (1940-1945)
IL REGGIMENTO GIOVANI FASCISTI NELLA CAMPAGNA DELL'AFRICA SETTENTRIONALE 1940-1943
Prezzo: Euro 120,00 - cod. nr. 23804
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Formia, aprile 1941. Giovani volontari appartenenti alla 301° Legione CC.NN. d'Assalto "Primavera" della Milizia, indossano sull'uniforme grigioverde, nuova fiammante, il distintivo ovale creato appositamente per la nuova unità, destinata a durare solo una settimana.
Agosto 1940. I volontari della GIL cominciano a sfilare per le vie delle città italiane durante la "Marcia della Gioviezza" che si concluderà a Padova il 20 settembre, alla presenza di Mussolini. Dovranno aspettare un anno prima di vedere esaudito il loro desiderio di combattere.
Bellissimo volume scritto da Antonio Cioci e pubblicato nel 1998 da Albertelli Editore, che racconta la storia dell'unico reparto del Regio Esercito che indossò il fez nero: il Reggimento Giovani Fascisti nella Campagna d'Africa Settentrionale dal 1940 al 1943.
Il volume ha 509 pagine con più di 100 documenti e 300 foto, tra le quali diverse pagine di giornali d'epoca.

Il 10 Giugno 1940 Mussolini annuncia dal balcone di Palazzo Venezia l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania, contro la Francia e l'Inghilterra.
Ancora una volta, i giovani sono i più entusiasti e nello stesso giorno affollano i Comandi Federali della Gioventù Italiana del Littorio, per chiedere l'arruolamento nei reparti destinati a combattere. Dopo un colloquio con Mussolini, Ettore Muti, Segretario del Partito, dà ordine ai Comandi Federali di aprire l'arruolamento ai giovani non soggetti ad obblighi di leva militare, sí da costituire Battaglioni premilitari.     In pochi giorni l'arruolamento sale a 24.000 unità circa, raccogliendo i nati nel 1922, nel 1923, nel 1924 e persino nel 1925.
Vengono costituiti 25 Battaglioni, divisi in 3 Raggruppamenti:  la forza di ogni Battaglione è di circa 1.000 giovani, 20 ufficiali e 50 sottufficiali . L'armamento individuale è il moschetto Mod. 91 ed il pugnale della GIL. Il Battaglione è dotato di 12 fucili mitragliatori Breda 30 e di 4 mitragliatrici dei tipi Breda o Fiat .
Le uniformi dei volontari sono due: una grigioverde come quella della Fanteria ed una di colore coloniale, in tela, con pantaloni lunghi chiusi alla caviglia. Sulla bustina il fregio metallico della GIL con scudo, daga e fascio, mentre sulla manica della giubba uno scudetto rosso e giallo con il nome del Comando Federale di appartenenza.

Il 12 aprile 1941 venne costituita la 301° Legione CC.NN. d'Assalto "Primavera" con i tre Battaglioni Speciali della Gioventù Italiana del Littorio. L'unità venne sciolta dopo una sola settimana, motivando la decisione con il mancato compimento del regolare periodo di ferma da parte dei ragazzi della G.I.L. e in considerazione del ruolo prettamente post-militare della M.V.S.N. (Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale).
Il Ministero della Guerra si affrettò nello steso momento ad emanare una nuova disposizione ( n° 49640 del 18.4.1941 ) che decretava la costituzione del "Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti" quale unità del Regio Esercito.

Il 29 luglio 1941 il Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti sbarca a Tripoli in Libia, inizialmente con compiti di presidio ad Homs e Misurata. Successivamente l'unità subisce trasformazioni in organici e armamenti e viene incorporata nel RECAM (Raggruppamento Esplorante del Corpo d'Armata di Manovra) ed inviato a presidiare la zona di Bir-el-Gobi.
La battaglia di Bir-el-Gobi dura cinque giorni, dal 3 al 7 dicembre del 1941; i combattimenti sono cruenti, vengono inflitte gravi perdite alle forze inglesi che avanzano sul territorio, inciampando nelle buche scavate nella sabbia dai Giovani Fascisti; gravi perdite vengono inflitte alla 11° Brigata Indiana e alla 22° Brigata Guardie, accorsa a dare manforte. Malgrado la notevole disparità di forze, i ragazzi di Bir el Gobi, annidati nelle loro postazioni, fanno fallire il piano inglese ( operazione Crusader ) che prevedeva di dividere in due lo schieramento italo-tedesco, impedendo così alle forze nemiche di raggiungere El Adem. Per tre giorni e tre notti gli eroici volontari resistono fieramente agli attacchi, lasciando sul terreno numerosi camerati. L'aspra ed epica battaglia di Bir el Gobi costerà al giovane reparto 57 caduti, 117 feriti e 31 dispersi.

Successivamente il 24 maggio 1942, viene sciolto il RECAM che si ricostituirà in divisione, prendendo il nome di "Divisione Corazzata Giovani Fascisti". Il 29 agosto1942, in Egitto, muta definitivamente la propria denominazione in "Reggimento Giovani Fascisti".
Dopo la battaglia di El Alamein, durante la ritirata delle truppe italo-tedesche, il reggimento è impiegato come retroguardia. Nel gennaio del 1943, con l'abbandono della Libia, il reggimento partecipa a diversi combattimenti e durante il mese di febbraio si attesta in Tunisia. In questo periodo giunge dall'Italia il III Battaglione che viene sciolto per poter reintegrare le perdite subite dal I e II Battaglione. La battaglia del Mareth vede i volontari impiegati in violenti combattimenti: alcuni capisaldi vengono rioccupati all'arma bianca, ma il ripiegamento della 1° Armata è inevitabile. Il reggimento subisce ulteriori perdite negli scontri della prima e seconda battaglia di Enfidaville, avvenute rispettivamente dal 19 al 30 aprile e dal 9 al 13 maggio 1943. Il 13 maggio, a seguito di ordini ricevuti da Roma, il reggimento è costretto alla resa. I Giovani Fascisti, per il coraggio dimostrato, si meritarono il rispetto del nemico che li aveva soprannominati i "Mussolini's Boys".
(Foto e testi ricavati da http://www.italia-rsi.org e dall'articolo pubblicato sul nr. 86 del maggio 1998 della rivista "Uniformi & Armi")      
 
 

 22-6-2019