Germania fino al 1918
BELLISSIMO "STAHLHELM" ( ELMO TEDESCO ) "M.16" COMPLETO DI CERCHIONE IN CUOIO E CUFFIA ORIGINALI
Prezzo: Euro 800,00 - cod. nr. 16118
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Splendido "Stahlhelm" ( elmo d'acciao tedesco ) modello "1916" in eccezionali condizioni di conservazione. L'elmetto, garantito originale al 100% come facilmente intuibile dalle foto, e' completo in tutte le sue parti interne che lo caratterizzano e presenta ancora alcune aree dove è visibile la sua vernice verde-oliva originale, successivamente coperta da una vernice mimetica marrone scuro. Questa colorazione suggerisce un impiego sul fronte occidentale.

Il guscio è marcato all'interno sul bordo sinistro "BF 64" che indica la taglia 64 del guscio corrispondente ad una circonferenza del capo da 54,5 a 56 cm. e la fabbrica F.C. Bellinger di Fulda. Sulla falda sinistra è presente anche un grosso timbro con l'indicazione della taglia "64".


L'imbottitura di pelle e' fissata ad una fascia di robusto cuoio che identifica l'elmetto come modello M.16, appartenente alla prima produzione. La fascia di cuoio venne sostituita con una metallica nel maggio del 1917, secondo alcuni autori per ragioni di economia, senza peraltro che questa modifica alterasse in alcun modo la fisionomia dell'elmetto: sembra quindi esagerato parlare di modello 1917, tanto che tra i collezionisti americani è in uso la denominazione "modello 1916 secondo tipo".  L'imbottitura è costituita da tre lembi di pelle morbida con applicate nella parte interna altrettante tasche in soffa che, nell'intenzione dell'inventore tedesco, erano destinate a contenere i pacchetti di medicazione; in realta' contenevano cuscinetti imbottiti di crine o di paglia qui mancanti.

Il soggolo in cuoio era quello ereditato dal "Pickelhaube" con l'anello metallico per agganciarlo al perno fissato all'interno dell'elmetto. Questo sistema di aggancio era poco sicuro e spesso causava lo smarrimento del soggolo come sicuramente avvenuto in questo caso. 

Questo elmetto e' il frutto degli studi congiunti di un tecnico tedesco, il professor Friedrich Schwerde dell'Istituto di Hannover, e di un chirurgo distaccato al XVIII corpo d'armata, il professor August Bier. Quest'ultimo era specializzato nell'estrazione delle piccole schegge di acciaio dal cervello dei soldati, attuata per mezzo di una potente elettrocalamita. Tuttavia, le lesioni prodotte al cervello provocavano quasi sempre la morte del paziente. Consapevole di cio' Bier suggerì l'avviamento di un programma di studio per la realizzazione di un copricapo protettivo in acciaio. L'aspetto tecnico della questione venne affrontato dal professor Schwerde che, in considerazione del fatto che l'80% delle ferite era provocato dalle schegge e solo il 20% da colpi diretti d'arma da fuoco, stabili' che l'elmetto doveva coprire la maggior superficie possibile della testa a discapito dello spessore del metallo.
Il nuovo elmetto venne prodotto in sei taglie con calotta in acciaio al nickel-cromo dello spessore di circa 1 mm e peso approssimativo di 1 kg. Lateralmente sono presenti due prese d'aria protette da due bulloncini sporgenti, che fungono anche da punti di aggancio della "Stirnpanzer" ( corazzetta protettiva frontale ).
Quasi tutti gli storici sono concordi nell'affermare che il primo contingente di 30.000 elmetti venne distribuito verso la fine di gennaio 1916 alle unita' che si preparavano a prendere d'assalto Verdun, dopo un breve periodo di prova condotto tra i mesi di novembre e dicembre 1915, quando venne distribuito ad alcune unita' d'assalto.
Durante le parate, o in occasioni particolari, sulla presa d'aria di sinistra, potevano essere applicate tre foglie di quercia in estate, oppure un rametto di pino in inverno.
( Informazioni tecniche e storiche tratte dal libro "Elmetti" di Paolo Marzetti e dal'articolo apparso sul numero 11 di "Uniformi & Armi")