Italia (1919-1939)
RARO ELMO M33 DI PRIMO TIPO UTILIZZATO IN SPAGNA CON IL FREGIO DELLA "AVIACION ESPANOLA"
Prezzo: Euro 250,00 - cod. nr. 21288
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La sigla "P9" visibile sulla cupola dell'elmo che, probabilmente, indica il lotto di elmetti "protoripo" con queste caratteristiche
Il timbro presente sull cuffia e illeggibile
Il numero scritto sul bordo della cuffia

Durante la guerra civile spagnola gli elmi Adrian, i modelli 1916 e i modelli 1933 convissero fino alla fine della guerra, utilizzati spesso tra reparti misti italo-spagnoli. Spesso gli spagnoli, sia nazionalisti che repubblicani non disdegnarono di portare i vari tipi di elmi italiani, sia perchè non eccessivamente pesanti come gli Adrian e i 1916, sia perchè più protettivi e moderni come l'elmo modello 1933.


Questo raro elmetto M33 di produzione prebellica, apparteneva sicuramente al primo lotto di elmetti inviati in Spagna nel 1936 con le uniformi destinate agli uomini del Corpo Truppe Volontarie, giunti sul territorio iberico in abiti borghesi.
L'elmo fece, sicuramente parte di un lotto consegnato all'aviazione spagnola appena costituitasi con il nome di "Aviacion National" e 90 aerei che facevano parte della flotta della Fuerzas Aéreas de la República Española. Fu probabilmente assegnato a qualche specialista dell'aviazione spagnola nazionalista dopo che era stato ridipinto con un colore verde-marrone e personalizzato con l'emblema dell'Aviacion Nacional, ancora perfettamente visibile sul fronte.

Non si tratta però di un normale elmetto M33 di primo tipo in quanto molti particolari ci consentono di identificarlo come un prototipo realizzato con uno stampo che otteneva la punta anteriore molto sporgente e le falde laterali con la curvatura poco pronunciata. L'elmo è infatti marcato sulla cupola interna con il timbro "P9" ad indicare quel particolare lotto di prova. Esistono altri elmetti simili marcati con la lettera P e numeri diversi, tutti poi comunque riutilizzati nel periodo bellico.

L'elmo modello 1933 era l'elmo delle forze armate italiane durante la seconda guerra mondiale. Costruito in nickel e acciaio, fu progettato dall'Ing. Nicola Leszl che lo concepi' con un'imbottitura di cuoio marrone, montata su un'armatura metallica sorretta da tre bulloni d'areazione, due anteriori e uno posteriore.

Il guscio in acciaio al Nickel non è marcato posteriormente come accadeva nei primi lotti di produzione, specialmente per i "prototipi" come questo esemplare. La tinta grigioverde chiara, tipica del periodo prebellico è stata ricoperta esternamente da una seconda livrea in tonalità marrone, come d'uso per gli elmi delle forze armate spagnole. Questa seconda livrea è ancora visibile su diverse parti dell'elmo e soprattutto sulla parte frontale dove era stata applicata la decalcomia con l'emblema della aviazione spagnola.
L'esame dei diversi strati di vernice ed il percorso seguito dall'ossidazione ci da la certezza di un'applicazione coeva

I rivetti di aerazione sono del primo tipo, cioè di tipo più bombato e con foro piccolo.  L'apertura dei rivetti "a due lembi" visibile all'interno così come l'ossidazione presente su di essi, unitamente alla congruità di applicazione della tinta sul castello e sul guscio, fugano ogni dubbio su eventuali possibili riutizzi postbellici dell'elmo e sulla sua autenticità.

La cuffia di periodo coevo all'elmo presenta una doppia cucitura realizzata mediante due linee parallele che identifica le imbottiture realizzate nel primo periodo bellico. La pelle ha una colorazione scura ed è montata su di un feltro di colore giallo con "fermacampioni" di primo tipo in acciaio.   La taglia 56 è correttamente impressa per mezzo di fori sul lato destro dell'imbottitura. Sulla cuffia è visibile, all'esterno, un tinbro ovale putroppo illegibile ma che sicuramente indicava il fabbricante. E' anche visibile un numero scritto con matita copiativa, che sembra essere "1620". Il lacciulo è ancora quello originale, ricavato dalla stessa pelle utilizzata per la cuffia, alla quale è allacciato passando per gli ultimi 8 fori dei lembi, rinforzati posteriormente.

Il soggolo di pelle nera rientra nelle misure e caratteristiche imposte dai capitolati militari del tempo. Correttamente montato su anelli quadrangolari in acciaio così come la fibbia metallica, è autentico ed intoccato. Non sono visibili punzoni dialcun genere. E' completo delle sue due parti ma spezzato a causa della debolezza della pelle.  

Un pezzo sicuramente raro per la sua particolariotà, quindi riservato a collezionisti sofisticati,

ovviamente coperto da garanzia di originalita' totale senza limitazioni temporali.

 

 
   
 

 8-4-2016