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Bellissima ed altrettanto rara mantella originale per l’uniforme da campo e tenuta da cavallo, di un ufficiale dello Squadrone Carabinieri Guardie del Re di stanza nella Capitale negli anni trenta.
La mantella porta sul bavero di panno rosso il fregio da ufficiale e le stellette del Regio Esercito. L’allacciatura in metallo si compone di due bellissimi bottoni riportanti l’effige di una testa di leone, animale che appare anche nello stemma araldico dell’Arma dei Carabinieri. L'uniforme da campo e tenuta da cavallo, a modifica del Regolamento del 1876, è indossata senza corazza ed è usata in campo aperto. La mantella è in condizioni eccezionali di conservazione, degne di esposizione in un museo.
I Corazzieri seguono il filo ideale di una tradizione di servizio alla persona del Capo dello Stato che trae le sue origini fin dal tempo di Amedeo VII (1383-1391), chiamato il Conte Rosso per il colore che egli prediligeva nel suo abbigliamento, il quale aveva una guardia di Arcieri, comandata da un capitano e con tre trombettieri, tutti savoiardi, con compiti di vigilanza all'interno e all'esterno del palazzo del Conte.
Nel 1814 Vittorio Emanuele I, "Per ricondurre, ed assicurare viemaggiormente il buon ordine, e la pubblica tranquillità, che le passate e disgustose vicende hanno non poco turbata a danno de' buoni, e fedeli Sudditi...", istituiva il Corpo dei Carabinieri Reali con Regie Patenti del 13 luglio, al fine di "sempre più contribuire alla maggior felicità dello Stato, che non può andare disgiunta dalla protezione, e difesa de' buoni, e fedeli Sudditi Nostri, e dalla punizione de' rei".
Al riguardo, è particolarmente significativo il contenuto dell'art. 12 per quelle che sarebbero state le future prerogative dei Carabinieri: "Il Corpo de' Carabinieri Reali sarà considerato nell'Armata per il primo fra gli altri, dopo le Guardie Nostre del Corpo... ed all'occasione sarà preferito per l'accompagnamento delle Persone Reali".
All'inizio del 1836 alcuni servizi già affidati alla Casa militare, quali la vigilanza ai palazzi reali durante le assenze del sovrano, furono devoluti al Corpo dei Carabinieri Reali e, nel maggio dello stesso anno, venne disposto che i Carabinieri partecipassero ai servizi d'onore al Re e alle altre persone della famiglia reale. Il drappello dei Carabinieri addetto al Quartier Generale del Re aveva lo specifico incarico di provvedere alla scorta del sovrano; e analogamente avvenne nelle successive campagne durante le quali, ogni qualvolta il Re si recava nella zona delle operazioni, il servizio di scorta fu sempre disimpegnato da quello stesso reparto. Nell'imminenza dell'unificazione nazionale, il 7 settembre 1860 venne costituita in Napoli, per le esigenze di servizio di quella sede, una seconda compagnia di Guardie del Corpo. L'anno successivo, con R.D. del 24 gennaio che riordinava l'Esercito, il Corpo dei Carabinieri Reali assunse per la prima volta ufficialmente la denominazione di Arma. Due mesi più tardi Vittorio Emanuele II veniva proclamato Re d'Italia.
Quando la Real Casa, nel 1871, si trasferì da Firenze a Roma, la seguì un distaccamento di Carabinieri Guardie del Re al comando di un ufficiale subalterno. Formatasi la Legione Carabinieri di Roma, lo squadrone passò a far parte della medesima e fu così interamente riunito nella capitale, che ne divenne da allora la sede naturale. Durante la guerra 1915-18, lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re seguì la Casa militare per tutta la durata del conflitto onde disimpegnare il servizio d'onore, di vigilanza e sicurezza alla persona del sovrano.
Dal 1918 al 1943 il reparto non subì alcuna modifica, sia negli organici che nelle attribuzioni, e continuò a svolgere il suo servizio con il tradizionale impegno. Durante gli anni dell’ultimo conflitto numerosi Carabinieri Guardie presero parte alle operazioni belliche sui vari fronti sempre chiaramente distiunguendosi per atti di autentico valore. Nel corso del travagliato periodo succeduto all’otto settembre 1943, dando ulteriore prova del loro profondo amor patrio, molti militari dello Squadrone aderirono alla resistenza. Conclusa la Seconda guerra mondiale, il 13 giugno 1946, all'esito del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, Umberto II, prima di abbandonare il Quirinale e l'Italia, sciolse i Carabinieri Guardie del Re dal giuramento alla sua persona, ma non da quello di fedeltà alla Patria.
Lo Squadrone Carabinieri Guardie, momentaneamente deposta l'ormai tradizionale corazza e sotto il nome di Squadrone Carabinieri a Cavallo proseguì in tal modo nell'attività di guardia al Capo Provvisorio dello Stato. L'11 maggio 1948, in occasione dell'insediamento del Presidente Enaudi, venne deciso che i Carabinieri Guardie riassumessero la loro primitiva veste e denominazione, riapparendo in tutto il loro prestigio, ormai sintesi e continuità di una plurisecolare tradizione. Nei decenni successivi, l'unità ha conosciuto ulteriori modifiche nella propria articolazione e lo Squadrone diventò, dal 1961 al 1965, prima Gruppo Squadroni, poi Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica. Con decreto del Presidente della Repubblica, nel 1978 venne concesso al reparto lo stendardo di prescrizione per le formazioni montate. Il 4 novembre 1990 il Comando ebbe un incremento organico e funzionale, divenne amministrativamente autonomo e assunse rango reggimentale con il nome di Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica. Con decreto del 24 dicembre 1992, il Presidente della Repubblica, On. Oscar Luigi Scalfaro, ha fissato l'attuale denominazione del reparto in Reggimento Corazzieri.