Italia ( 1872-1913 )
MEDAGLIA DI BENEMERENZA IN ARGENTO PER IL TERREMOTO DEL 13 GENNAIO 1915 IN MARSICA
Prezzo: Euro 300,00 - cod. nr. 21999
In order to translate from Italian, please, choose your preferred language from the Google Translator Menu at the bottom.

Il 13 gennaio 1915 alle 7.53 del mattino, un violento terremoto colpì l’Italia centrale, provocando danni gravissimi ad Avezzano, in tutta la Piana del Fucino e in numerose località della Valle Roveto e della media Valle del Liri.
L’intensità stimata sulla base della distribuzione dei danni fu dell’XI grado della scala MCS, la magnitudo (Mw) 7.0. Le vittime, secondo dati recenti, raggiunsero complessivamente il numero di 30.519. I paesi di Avezzano, Cese, Cappelle, Massa d'Albe, Ortucchio, Pescina, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi e Luco furono completamente rasi al suolo tanto che ai soccorritori fu spesso impossibile riconoscere le strade, i palazzi nobiliari o le semplici abitazioni che ne caratterizzavano i rioni.


La dimensione della tragedia tardò ad arrivare a Roma. Ad Avezzano e nei centri limitrofi non era sopravvissuto nessuno che potesse dare notizia del fatto: il Sindaco Giffi era morto e con lui il sottoprefetto De Pertis. Periti anche il presidente del tribunale, il capitano dei carabinieri e gran parte della truppa di stanza nella città marsicana. Il telegrafo era distrutto e la stazione ferroviaria inagibile.
I primi soccorsi “ufficiali” arrivarono da Roma grazie ad un treno speciale partito da Termini alle ore 13.00. Alle 21.10 giunse, invece, a Roma un primo treno pieno di feriti e di sopravvissuti.
L'afflusso dei soccorsi divenne più regolare e sistematico a partire dal giorno seguente e nel corso dei due giorni successivi le principali località colpite furono raggiunte dai soldati. Alle 13.55 del 14 gennaio giunse, alla stazione di Avezzano, il treno speciale con Re Vittorio Emanuele III e il suo seguito che “visiterà le rovine della città e porterà conforto alle popolazioni colpite dall'immane disastro”.

Con Decreto Luogotenenziale del 8-8-1915 n° 1339, a firma Tomaso di Savoia Duca di Genova, venne istituita questa medaglia riservata ad Enti e persone che in occasione del terremoto della Marsica si distinsero in opere di salvataggio, di soccorso materiale e morale o che abbiano concorso con cospicue elargizioni in favore dei danneggiati. I gradi di merito (oro,argento e bronzo) erano decisi da una Commissione appositamente istituita. Il decreto stabiliva altresì che i costi delle medaglie e dei relativi diploni erano a carico dello Stato. Con Decreto Luogotenenziale 1-5-1916 n° 574, la larghezza del nastro venne uniformata a 36 mm, anzicchè 48 come erroneamente indicato nel decreto istitutivo.

Questa medaglia è il modello originale coniato dalla Zecca romana e firmato, sotto la testa del Re, "MOTTI" ad indicare lo scultore e incisore Attilio Motti, nato ad Alessansdria nel 1867 e morto a Roma nel 1935.  Formatosi all'Accademia dell'Arte di Nizza, insegnò incisione alla Scuola dell'Arte della Medaglia din Roma. Fu incisore capo della Zecca Italiana dal 1913 alla morte.

La medaglia misura 36 mm di diametro ed è completa del nastro coevo anche se non originale.

 
 
-
 3-4-2017